Negli ultimi tre anni, la popolazione piemontese si mantiene stabile grazie alla crescita della componente straniera che riesce a compensare il forte e persistente saldo naturale negativo.
Al 1° gennaio 2026 le persone straniere residenti in Piemonte sono 462.407 (233.615 uomini e 228.792 donne), 19.588 in più rispetto all’anno precedente.
La componente straniera in Piemonte ha quasi raggiunto l’11% della popolazione della regione (10,9%), superando il valore medio italiano (9,4%), in linea con il Veneto (10,6%); mentre in Lombardia e in Emilia Romagna la percentuale supera il 12% (rispettivamente il 12,5% e il 12,9%).
La popolazione straniera è più giovane di quella italiana. La classe di età più numerosa nella popolazione piemontese nel suo complesso è quella tra i 55 e i 59 anni mentre, guardando alla sola componente straniera, la fascia più numerosa è quella tra i 35-39 anni. Il 75% delle persone straniere ha meno di 50 anni; i minorenni rappresentano il 20% della popolazione tra gli stranieri, a fronte del 13% per gli italiani. Inoltre, la popolazione straniera fornisce un importante contributo alla natalità piemontese: i nuovi nati da entrambi i genitori stranieri sono 4.216, il 18% sul totale dei nuovi nati sul territorio regionale.
La tendenza a contrastare il declino demografico e a ringiovanire la composizione della popolazione piemontese è però destinata a ridursi, come emerge da alcuni indicatori:
[Fonte: ISTAT, dati stimati al 01/01/2026]
I cittadini provenienti da paesi non appartenenti all'Unione Europea per risiedere regolarmente in Italia devono avere un permesso di soggiorno. Non devono invece richiedere un permesso coloro che raggiungono l'Italia per visite, affari, turismo e studio per periodi non superiori ai tre mesi.
Per i cittadini appartenenti ad uno stato membro dell'UE (ad es. la Romania) che intendono soggiornare sul territorio è sufficiente richiedere il certificato di iscrizione anagrafica al Comune di abituale dimora (maggiori informazioni qui).
La tendenza all’assimilazione riproduttiva e l’iniziale ma progressivo ingresso nella terza età delle persone straniere sono indicatori non solo di stabilizzazione ma anche della necessità di avviare riflessioni su quale sarà l’impatto per servizi, strutture socio-assistenziali, scuole, sistemi produttivi.
A ciò si aggiunge l’aumento delle nuove generazioni e degli studenti stranieri nati in Italia, nonché l'alta percentuale di permessi per lungo soggiorno (al 1° gennaio 2025 il 46,4% sul totale dei soggiornanti non comunitari): si tratta di un permesso di soggiorno rilasciato a coloro che risiedono in maniera stabile e continuativa in Italia da almeno 5 anni e soddisfano determinati requisiti di reddito. Salvo l'aggiornamento decennale, è a tempo indeterminato, ha validità europea e consente di circolare e lavorare liberamente in ogni stato membro dell’UE (maggiori informazioni qui).
Tra i permessi di soggiorno a termine (146.467), il primo motivo di rilascio è quello familiare (21%), seguono lavoro (14%) e protezione/asilo (10%).
[Fonte: ISTAT, dati al 01/01/2025 e Dossier IDOS]
I nuovi permessi di soggiorno rilasciati in Piemonte nel 2024 sono 22.853, ancora in calo rispetto all’anno precedente (24.683 permessi rilasciati nel 2023); tendenza in linea con quella nazionale (-12,3% dal 2023).
[Fonte: ISTAT, dati al 31/12/2024]
Più della metà (51%) delle persone con background migratorio in Piemonte risiede nella Città Metropolitana di Torino. Tuttavia, la loro presenza incide maggiormente su altre quattro province, dove risulta più alta della media regionale (10,9%): Alessandria (13,3%), Asti (11,6%), Novara (11,5%), Vercelli (11,4%) e Cuneo (11,3%).
[Fonte: ISTAT, dati stimati al 01/01/2026]
La maggior parte dei cittadini stranieri residenti in Piemonte proviene da paesi europei, di questi il 33% da paesi dell’Unione.
La Romania continua ad essere la cittadinanza più numerosa nella nostra regione (29%), superando di 9 punti percentuale la media nazionale. Seguono Marocco (12%), Albania (9%), Cina (5%) e Nigeria (3%). Nella provincia capoluogo risiede oltre alla metà dei rumeni, cinesi e nigeriani in Piemonte. Per le persone marocchine e albanesi, la centralità di Torino si è ridotta a favore di cuneese e alessandrino, in linea con le traiettorie delle catene migratorie.
Nelle province di Torino, Asti, Alessandria e Cuneo la provenienza più diffusa è nettamente quella rumena, mentre nelle province del nord quella prevalente è marocchina, ad eccezione del VCO, dove la prima provenienza è quella ucraina.
Alcuni territori provinciali sono caratterizzati dalla presenza di specifiche nazionalità spesso legate all’inserimento in nicchie consolidate del mercato del lavoro, è il caso dei peruviani a Torino, di macedoni e bulgari ad Asti, indiani e pakistani rispettivamente a Cuneo e Novara, degli ecuadoriani ad Alessandria e dei filippini a Biella.
[Fonte: ISTAT, dati al 01/01/2025]
Tabelle e grafici
01_Presenze_in_Italia_01_2026.xlsx
03_Motivo_della_presenza_cittadini_non_UE_storico_al_01_25.xlsx
04_Presenze_per_provincia_01_2026.xlsx
04_Presenze_per_provincia_01_2026.xlsx
05_Nazionalità_Piemonte_Italia_01_2025.xlsx
06_Nazionalità_Province_01_2025.xlsx
Storico
affari, cure mediche, calamità, atti di particolare valor civile, casi speciali (anche per protezione sociale), richiesta asilo, minore età, motivi di giustizia, rilascio dello status di apolide, integrazione minore, coesione con cittadino straniero, protezione temporanea.
La questura controlla l’adeguatezza della documentazione ed in caso di carenze può chiedere all’interessato un’integrazione. All’atto della richiesta lo straniero è sottoposto al rilievo delle impronte digitali. Per prassi viene notificata la data di una seconda convocazione per la consegna del permesso o la notificazione del diniego.