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Con la Sentenza n. C-309/2014 del 2 settembre 2015, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha affermato che il contributo attualmente richiesto per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno è troppo elevato e tale da limitare l’esercizio dei diritti tutelati dalla Direttiva n. 2003/109 che prevede il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. La Corte ha sottolineato che gli importi dei contributi richiesti negli Stati Membri per i permessi di soggiorno non devono essere sproporzionati rispetto all’importo dovuto dai cittadini di quel medesimo Stato per ottenere la carta nazionale d’identità. In Italia, come è noto, il contributo previsto per il permesso di soggiorno va da 80 a 200 euro a cui si aggiungono ulteriori oneri pari ad almeno 73,50 euro. Tale somma deve considerarsi evidentemente sproporzionate rispetto al costo della carta di identità e la sua incidenza economica può essere considerevole per taluni cittadini stranieri residenti ciò anche in considerazione del fatto che gli interessati sono costretti a richiedere il rinnovo dei loro titoli assai di frequente e che all’importo di detto contributo può aggiungersi quello di altri tributi previsti dalla normativa nazionale.

 

 

Con la Circolare n. 4621 del 27 agosto 2015, il Ministero dell’Interno ha chiarito che, in mancanza di una specifica disposizione in proposito, non è consentita la conversione del permesso di soggiorno per motivi religiosi in permesso di soggiorno per lavoro autonomo o per lavoro subordinato. Ciò in quanto il permesso di soggiorno per motivi religiosi viene rilasciato unicamente per lo svolgimento delle attività connesse con il ministero religioso e l’abbandono di tali attività fa venire meno l’unico presupposto per l’ingresso ed il soggiorno in Italia del titolare.

pdfCircolare Min Interno n. 4621 del 2015

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.15632 del 22 luglio 2015, torna sulla questione della tutela dei legami familiari al momento dell’adozione del decreto di espulsione in ossequio dell’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. La sentenza ribadisce che l'interpretazione delle norme interne deve essere sempre orientata ai principi del diritto dell'Unione Europea elaborati in tema di rimpatrio e diritto all'unità familiare dei cittadini stranieri nonché ai principi della Convenzione Europea. In particolare, la Suprema Corte, afferma che la Direttiva 2008/115/CE impone all’Amministrazione di eseguire un corretto bilanciamento tra le esigenze di sicurezza e di controllo del fenomeno migratorio ed il nucleo dei diritti della persona connessi all'applicazione del principio di “non refoulement” e al divieto di tortura nonché al diritto alla salute e alla vita familiare. Il bilanciamento deve essere eseguito alla stregua del principio di proporzionalità tra il sacrificio del diritto individuale e la salvaguardia dell'ordine pubblico statuale e soprattutto tale valutazione deve essere inserita nella motivazione del provvedimento espulsivo, pena l’illegittimità del decreto.

pdfCassazione 22 luglio 2015

Con il decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 approvato nell’ambito del cd “Jobs Act”, è stato aumento a 7.000 euro all’anno il limite massimo di compensi che possono essere percepiti con il lavoro accessorio (cd. voucher). La norma specifica, inoltre, che tale reddito può essere computato ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno. Il limite di reddito in precedenza si fermava a circa 5.000 euro all’anno ed era perciò inferiore all’ammontare dell’assegno sociale annuo, tetto reddituale minimo per la regolare permanenza in Italia per una persona. D’ora in poi, invece, sarà possibile avere il reddito necessario per il rinnovo del permesso di soggiorno anche svolgendo soltanto lavoro accessorio.

Sul sito “Lo Stato per i Nuovi Cittadini” è stato introdotto lo Sportello Unico per l’Immigrazione on line, servizio a supporto delle attività dello Sportello Unico Immigrazione al fine di semplificare e facilitare i rapporti con l’utenza.
ll sistema prevede la descrizione semplificata delle procedure di ingresso per lavoro, per studio, per ricongiungimento familiare oltre a quelle previste per effettuare la conversione del permesso di soggiorno, con l'elenco aggiornato della documentazione necessaria per le varie istanze. E’ stata, inoltre, predisposta un’agenda on line accessibile sia dal personale SUI sia dall’utente per prenotare un appuntamento o controllare la data relativa alla propria convocazione fissata dallo Sportello Unico per la produzione documentale.

Con la Circolare del 18 maggio 2015 il Ministero dell’Interno fornisce alcuni chiarimenti in tema del rinnovo del permesso di soggiorno per i titolari di protezione internazionale. In particolare, l’Amministrazione afferma che l’iscrizione anagrafica degli stranieri regolarmente soggiornanti deve essere effettuata alle medesime condizioni dei cittadini italiani e costituisce un presupposto imprescindibile per fruire ad esempio dell’assistenza sociale, sanitaria e dell’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Tuttavia l’iscrizione anagrafica non rileva ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, essendo quest’ultimo il presupposto per l’iscrizione anagrafica e non il contrario. Nella Circolare si ribadisce anche che i cittadini stranieri con situazione alloggiativa precaria devono poter ottenere l’iscrizione anagrafica nel registro delle persone senza fissa dimora.

Circolare MinInterno 18.05.2015

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