Mediato e i progetti

Mediato

Questo portale è sostenuto da Compagnia di San Paolo e gestito da IRES Piemonte in collaborazione con le attività promosse dall'Osservatorio sull'Immigrazione e sul Diritto d'Asilo, dall'ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione) e A.M.M.I. (Associazione Multietnica Mediatori Interculturali).

Nato nel 2011 con il progetto Mediato è diventato un incubatore di iniziative centrate sulla in/formazione e capacity building degli/lle operatori/trici che si relazionano con utenza straniera e mediatori/trici interculturali.

 

Obiettivi

Migliorare la qualità e l'accessibilità delle informazioni per i/le cittadini/e stranieri/e e per gli/le operatori/trici che si relazionano con utenza straniera; accrescere la formazione tecnico giuridica e l'aggiornamento professionale dei/lle mediatori/trici interculturali e degli/lle operatori/trici attivi/e sul territorio della Città Metropolitana di Torino;
promuovere la creazione di una comunità di pratiche attraverso l'utilizzo di uno spazio virtuale di confronto, aggiornamento e consulenza (Forum).

 

Contenuti

Produzione di schede semplificate, raccolta di materiali utili, videolezioni e video pillole collegate ai percorsi di aggiornamento proposti; pubblicazione di segnalazioni sulle principali questioni giuridico-amministrative che riguardano i vari ambiti della vita quotidiana del/la cittadino/a straniero/a; aggiornamento continuo sulle novità legislative in materia di immigrazione e asilo a livello nazionale e consulenza continuativa da parte degli/le avvocati dell'ASGI e di referenti istituzionali a tutti i soggetti iscritti al Forum.

 

Il Forum

Uno spazio ad accesso riservato basato sul cooperative learning moderato da esperti dove proseguire la discussione e lo scambio sui temi affrontati durante gli incontri formativi e richiedere la consulenza di esperti (giuristi/e, mediatori/trici, psicologi/e, antropologi/e, referenti istituzionali quali Prefettura, Centri per l'Impiego, ASL, ecc.) e avere risposte qualificate rispetto a quesiti specifici, condividere materiali e buone prassi.

I progetti conclusi

L'11 maggio 2016 è stata approvata in via definitiva alla Camera la legge che regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso. L'unione, formalizzata avanti all'ufficiale di Stato civile, estende alle coppie omosessuali i diritti previsti dal matrimonio. Nella legge si stabilisce che, al fine di tutelare diritti e doveri, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio in altre leggi e quelle che contengono la parola "coniuge/i" si intendono applicate anche alle persone che si uniscono civilmente. Questo avrà importanti ripercussioni anche per i cittadini stranieri in materia, tra l'altro, di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno, di ricongiugimento familare e di acquisto della cittadinanza italiana.

 

Con il decreto del 10 marzo 2016 del Ministero dell'Economia e delle Finanze, pubblicato il 27 aprile 2016, sono stati sensibilmente aumentati gli importi previsti per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico che salgono a: 30,46 euro per la stampa del documento da parte del Poligrafico dello Stato; 110,46 euro di contributo per i permessi di durata inferiore a un anno; 130,46 euro per quelli di durata fino a due anni e 230,46 euro per la richiesta del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo. Sono rimasti, invece, invariati i ulteriori costi: 16 euro per marca da bollo e 30 euro per la spedizione tramite Poste Italiane.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1382 depositata il 7 aprile 2016, ha confermato il diniego di rilascio del permesso di soggiorno per minore età di un ragazzo originario del Bangladesh a seguito di esame auxologico che aveva evidenziato un quadro di maturazione scheletrica compatibile con l'età di 19 anni. In particolare, pur essendo stati allegati al ricorso copie di un certificato di nascita ed un passaporto rilasciati all'interessato dal Consolato Generale del Bangladesh di Milano, il Consiglio di Stato ha ritenuto attendibile e correttamente eseguito l'accertamento medico effettuato sul ragazzo ed ha quindi confermato il diniego del permesso di soggiorno richiesto. 

pdfConsiglio di Stato n. 1382/16

Con l’ordinanza del 16 aprile 2016, il Tribunale di Bergamo, ha riconosciuto il diritto al cd “bonus bebé” anche alla madre non comunitaria e priva di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo bensì titolare di permesso di soggiorno per motivi familiari. Questo perché una recente direttiva comunitaria prevede parità di trattamento in materia di prestazioni assistenziali tra tutti i cittadini non comunitari purché regolarmente soggiornanti e titolari di un permesso di soggiorno valido per lavoro.
Il Tribunale ha, dunque, accertato il carattere discriminatorio della disposizione dell'INPS ed ha intimato l’Amministrazione a riconoscere l'assegno relativo alla nascita della figlia fino al compimento del terzo anno di età.pdfTribunale Bergamo 15 aprile 2016

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1327 del 5 aprile 2016, ha affermato che al momento della revoca del permesso di soggiorno UE per lungosoggiornanti l’Amministrazione deve sempre valutare se sussistano i requisiti per il rilascio di un permesso di soggiorno ordinario. Il destinatario di una revoca del permesso UE non può, infatti, essere considerato come un soggetto privo del titolo di soggiorno e nei suoi confronti non può essere adottato il respingimento o l’espulsione, salvi i casi di pericolosità sociale che devono comunque essere adeguatamente motivati. 

pdfConsiglio di Stato n. 1327/2016

Con la sentenza n. 281 del 3 marzo 2016, il TAR Piemonte ha accolto il ricorso presentato avverso il diniego di conversione del permesso di soggiorno rilasciato per minore età in permesso di soggiorno per lavoro. Nel caso in esame, il richiedente, entrato in Italia all’età di 17 anni, aveva ottenuto un permesso per minore età nonostante fosse stato affidato allo zio tramite kafala. Poichè, dunque, egli si trovava in Italia unitamente ad un adulto di riferimento, a parere del Tribunale, non poteva essere considerato un minore non accompagnato e la Questura avrebbe dovuto concedergli il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro indipendentemente dalla presenza degli ulteriori requisiti quali l’inserimento, per un periodo non inferiore a due anni, in un progetto di integrazione sociale e civile gestito da un ente pubblico o privato.

pdfTAR Piemonte n. 281/2016

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