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Nel 2024 i nuovi nati da entrambi i genitori stranieri in Piemonte sono 4.379, che rappresentano il 18% sul totale dei nuovi nati sul territorio regionale.
In alcune province questa percentuale è superiore alla media regionale: Alessandria (26%), Asti e Novara (22%), Cuneo e Vercelli (20%). Malgrado infatti Torino raccolga il 46% dei nuovi nati stranieri sul totale dei nuovi nati in Piemonte, risulta al penultimo posto per incidenza percentuale.
La popolazione straniera è più giovane di quella italiana: i minorenni infatti rappresentano il 20% della popolazione tra gli stranieri, a fronte del 15% per gli italiani.
La componente straniera della popolazione piemontese contribuisce ancora a contrastare il declino demografico e a ringiovanire la composizione.
Questa tendenza è però destinata a ridursi, come emerge da alcuni indicatori.
[Fonte: Elaborazione dati ISTAT (DemoISTAT, dati al 31/12/2024]
Nell'anno scolastico 2023/2024 risultano iscritti nei vari ordini scolastici 81.089 studenti con cittadinanza straniera in Piemonte, che rappresentano il 15% della popolazione scolastica regionale.
In alcune province questa percentuale è superiore alla media regionale: per Alessandria (19,7%), Asti (19,5%) e Novara (16,8) le percentuali infatti superano di qualche punto quella piemontese.
Il Piemonte è la 6° regione in Italia per numero di studenti con cittadinanza straniera.
Le principali provenienze a scuola ricalcano quelle maggiormente diffuse in Piemonte, vedendo ai primi posti Romania, Marocco, Albania, seguite da Perù, Egitto e Cina.
La distribuzione degli studenti con cittadinanza straniera tra i vari ordini di scuola appare abbastanza omogenea negli ultimi 10 anni; tutti gli ordini vedono un leggero aumento delle presenze.
Sono in aumento gli studenti con cittadinanza straniera nati in Italia, in particolare, la percentuale è cresciuta nelle scuole secondarie di I grado (passando dal 40% nel 2013 al 67%) ed è quadruplicata nelle secondarie di II grado (dall'11% al 58%).
[Fonte: Sisform - Osservatorio sul sistema scolastico regionale, dati anno scolastico 2023/2024]
Tabelle e grafici
01_Fasce_età_minori_stranieri_ita_31_12_2022.xlsx
02_Nuovi_nati_per_provincia_31_12_2024.xlsx
03_Nuovi_nati_ultimi10anni_12_2024.xlsx
Clicca qui per le tabelle e grafici relativi al tema minori e scuola elaborati da Sisform - Osservatorio sul sistema scolastico regionale; in particolare si segnala "Sezione H Studenti con cittadinanza straniera"
Nel 2023 sono stati rilasciati in Piemonte 24.683 nuovi permessi di soggiorno (7,5% dei nuovi permessi rilasciati a livello nazionale), di cui il 32% per protezione. Dato nettamente in calo rispetto all’anno precedente: si passa da 13.674 nel 2022 a 7.838 permessi per protezione rilasciati nel 2023, circa 5.800 permessi in meno (-43%).
La tendenza riflette quella a livello nazionale, che vede quasi dimezzarsi il numero dei permessi per protezione rilasciati: si passa dagli oltre 200mila permessi nel 2022 (202.552) ai circa 106mila nel 2023 (-47,6%), in buona parte a causa del ridimensionamento dei permessi speciali per protezione temporanea rilasciati ai cittadini ucraini a seguito della guerra (da 149mila a 21mila).
Nel 2023 in Piemonte il 46% dei cittadini non comunitari regolarmente presenti ha un permesso di soggiorno in scadenza: i principali motivi dei permessi di soggiorno a termine sono relativi alla famiglia (38,3%), lavoro (26,8%), protezione internazionale e richiesta asilo (27,6%) e studio (4,7%). I titolari di protezione e i richiedenti asilo in Piemonte rappresentano lo 0,8% della popolazione della regione.
[Fonte: ISTAT, dati al 01/01/2024]
Sono 9.365 le persone presenti all'interno dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) in Piemonte, che rappresentano lo 0,2% della popolazione della regione.
Vi è una forte sproporzione di genere, con l'86 di uomini e il 14% di donne; in particolare, in alcune province la percentuale di uomini supera il 90% (VCO 98%, Cuneo 95%, Alessandria 92% e Asti 91%)..
Tra gli uomini i primi due paesi d’origine sono il Bangladesh e il Pakistan, mentre per le donne tra i paesi di provenienza più frequenti figurano la Costa d’Avorio, Perù, Nigeria, Camerun, Tunisia, Ucraina e Georgia. In generale, più del 40% delle persone all’interno dei CAS proviene da Bangladesh e Pakistan.
Tra i minori le provenienze più diffuse sono Perù (19%), Costa D’Avorio (10%) e Ucraina (8%), seguite da Tunisia (7%), Turchia (7%), Georgia (6%) e dalla Turchia-Etnia Curda (5%).
Il 44% delle persone accolte si trova nei centri della Città Metropolitana di Torino. Si tratta, inoltre, di persone molto giovani: una su 3 ha infatti tra i 18 e i 24 anni e più della metà di loro (55%) ha tra i 18 e 29 anni. Il 10% delle persone accolte è minore: tra questi, 38 sono minori stranieri non accompagnati.
[Fonte: Prefettura di Torino, dati al 30/11/2024 e per alcune sezioni al 28/01/2025]
Il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) offre 2469 posti in Piemonte, il 6,4% dei posti disponibili in Italia. Gli enti locali titolari di progetto sono 36, di cui 23 comuni, 2 unioni di comuni, 1 provincia e 10 enti consortili (enti gestori delle funzioni socio-assistenziali).
La provincia di Torino è l’unica che offre posti per persone con disagio mentale e/o disabilità fisica, di cui la quasi totalità (36 su 46) nel Comune di Torino; anche per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati più della metà dei posti disponibili è concentrata nel Comune di Torino (68%), a cui si aggiungono il territorio del Con.I.Sa (Consorzio Intercomunale Socio-Assistenziale Valle di Susa, 16%), la provincia di Alessandria (10%) e il Consorzio Intercomunale Socio-Assistenziale 12 (CISA 12) di Nichelino, Vinovo, None e Candiolo (6%).
[Fonte: SAI - Sistema di accoglienza e integrazione, dati al 31/12/2024]
Tabelle e grafici
02_Motivi_permessi_di_soggiorno_2023.xlsx
03_Presenze_per_provincia_nei_CAS_11_2024.xlsx
04_Genere_presenze_CAS_CMT_11_2024.xlsx
05_Età_presenze_CAS_CMT_01_2025.xlsx
06_Provenienza_presenze_CAS_CMT_01_2025.xlsx
07_Provenienza_minori_presenti_CAS_CMT_01_2025.xlsx
08_Posti_finanziati_SAI_11_2024.xlsx
09_Posti_finanziati_per_provincia_e_tipologia_SAI_02_2024.xlsx
Nel 2024, su 640.068 rapporti di lavoro instaurati da imprese localizzate nel territorio regionale con contratti a tempo indeterminato, determinato, di apprendistato o in somministrazione, 160.201 (25%) sono relativi a persone straniere. Di questi, 34.264 (21%) sono relativi a persone comunitarie e 125.937 (79%) a presone non comunitarie.
A questi vanno aggiunti i rapporti di lavoro domestico stipulati con famiglie: quelli con stranieri ammontano a 17.623 nel ’24 (18.016 l’anno precedente), pari al 68% del totale, e riguardano quasi esclusivamente il genere femminile; il lavoro quello intermittente (7.588 contratti con stranieri nel ’24 e 5.802 nel ‘23), e quello parasubordinato, meno diffuso tra gli stranieri (2mila e 3mila contratti, rispettivamente).
[Fonte: Osservatorio mercato del lavoro del Piemonte]
Se si omogenizzano tutti i contratti in unità di lavoro annue a tempo pieno (ULA) la dinamica per i lavoratori stranieri è migliore negli ultimi due anni: le ULA stranieri sono cresciute del +3,6% nel 2023 del +0,7% nel 2024, a fronte di dinamiche inferiori per l’insieme delle ULA, italiani e stranieri (+0,4% e -5%).
[Fonte: Agenzia Piemonte Lavoro, Cronache del lavoro, 2024 e 2025]
Nel 2024 in Piemonte sono stati attivati complessivamente il 3% di contratti di lavoro in meno rispetto al 2023, si osserva un calo nel numero di contratti con persone italiane (-5%) e comunitarie (-8%), ma un aumento nei contratti con persone non comunitarie (+7%). È interessante osservare che il calo dei contratti di lavoro di persone comunitarie è più marcata per gli uomini (-11%) che per le donne (-4%) mentre l’aumento dei contratti alle persone non comunitarie è interamente attribuibile alla componente maschile (+10%), il numero dei contratti per le donne resta infatti invariato (+0.2%).
Rispetto alla distribuzione per tipologia di contratto, le persone straniere sono occupate, per il 63%, in rapporti di lavoro a tempo determinato, per il 21% in somministrazione, per 13% in lavoro subordinato a tempo indeterminato, per il 3% in apprendistato. Le quote non comprendono i rapporti di lavoro domestico che sono a tempo indeterminato, ma con tutele ridotte.
[Fonte: Osservatorio mercato del lavoro del Piemonte]
Se si considera la provenienza, le persone con cittadinanza rumena, unica comunitaria tra le prime cinque, si confermano il gruppo più numeroso (19,8% dei cittadini stranieri assunti), pur registrando una tendenza negativa negli ultimi anni. Seguono la cittadinanza marocchina, pari al 9,8% del totale e in crescita rispetto al 2023 (+6,9%); la cittadinanza albanese, con un peso del 7,6% e sostanzialmente stabile (+0,8%); la cittadinanza peruviana, pari al 4,2% e in rapida crescita (+9,6%). La quinta cittadinanza per numerosità è quella bangladese (3,8% del totale), che nel 2024 entra per la prima volta tra le prime cinque, sostituendo quella nigeriana, grazie a una significativa crescita (+26,2% rispetto al 2023).
[Fonte: Agenzia Piemonte Lavoro, Cronache del lavoro 2025]
Per quanto riguarda i settori di impiego, i nuovi contratti per le persone straniere sono stati attivati prevalentemente nel settore OML “altri servizi” (31%), agricoltura (21,0%), turismo (12%), costruzioni (9%), manifatturiero 8% commercio (7%) logistica (5%) sanità e assistenza sociale (4%). Lo scarto nell'impiego tra persone straniere e italiane si nota particolarmente in agricoltura, dove i contratti relative a persone italiane sono il 3% del totale dei nuovi contratti.
Sui 160.201 nuovi contratti stipulati nel 2024 con persone straniere, il 47% riguarda professioni non qualificate, il 19% riguarda professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi il 15% artigiani, operai specializzati e agricoltori il 10% conduttori di impianti, operai di macchinari fissi e mobili e conducenti di veicoli.
[Fonte: Osservatorio mercato del lavoro del Piemonte]
Rispetto agli skill levels 1-4, il 46% dei contratti relativi a persone straniere rientra nello "skill level 1" (compiti semplici e routinari di tipo fisico o manuale), a fronte del 16% degli italiani.
Per il 49% rientrano nello ‘skill level 2’ (professioni che richiedono il completamento del primo livello di istruzione secondaria, per alcune il secondo livello o corsi di formazione professionale dopo il ciclo di istruzione secondaria), a fronte del 52% per gli italiani.
Solo il 2% circa dei contratti degli stranieri è attivato per professioni che richiedono conoscenze e competenze ottenute come risultato di un percorso di istruzione superiore o di una laurea di primo livello e il 2% circa professioni per le quali è richiesto un percorso di istruzione pari o superiore alla laurea di secondo livello (skill levels 3 e 4). A fronte rispettivamente del 9% per il livello 3 e del 23% per il livello 4 per i contratti con persone italiane.
[Fonte: LMI - Labour Market Intelligence]
Nel 2024, mentre il tasso di occupazione degli stranieri in Piemonte, pari al 62,3%, è in linea con la media nazionale, quello di disoccupazione (13,5%) è superiore di oltre 3 punti percentuali rispetto al dato italiano.
Le persone straniere prive di occupazione e in cerca di lavoro (iscritte ai Centri per l’impiego regionali) nel 2024 sono 52.473 e rappresentano oltre un quarto (27,4%) del totale, in aumento del 6,1% rispetto all’anno precedente. La maggior parte delle persone disoccupate straniere è formata da cittadini non comunitari.
[Fonte: Le persone disponibili al lavoro: la disoccupazione amministrativa nei Centri per l’Impiego piemontesi. A cura di Agenzia Piemonte, Lavoro, Monitoraggio, studi e ricerche. Anno 2025.].
Rispetto ai cittadini italiani, i cittadini stranieri tendono a rimanere nello stato di disoccupazione più a lungo e vi rientrono con maggiore frequenza, anche oltre il compimento dei 30 anni di età.
[Fonte: Il lavoro delle persone straniere in Piemonte. Approfondimento dell’edizione 2024 di Cronache del lavoro. A cura di Agenzia Piemonte Lavoro].
I dati si riferiscono ai "disoccupati amministrativi”, ovvero soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, di cui all'articolo 13 del D. Lgs. 150/15, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l'impiego. Possono comprendere persone che temporaneamente si ritengono inattive per motivi personali. Inoltre, la dichiarazione di immediata disponibilità non ha una data di decadenza e quindi, lo stock di disoccupati tende a crescere progressivamente nel tempo. Comprendono anche, dal 16 giugno 2022, cittadini che sono beneficiari del nuovo programma di politiche attive del lavoro GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), che ha l’obiettivo di migliorare l’inserimento lavorativo delle persone, offrendo percorsi personalizzati di ingresso o reingresso al lavoro. I Centri per l’impiego sono la porta d’accesso e curano l’erogazione dei diversi servizi), così come, dall’aprile 2019 si annoverano in questo flusso anche i beneficiari di Reddito di cittadinanza. Entrambi i gruppi, infatti, dopo aver reso la DID, hanno formalizzato il loro stato presso il Centro per l’impiego, con cui hanno sottoscritto un Patto di servizio per l’attivazione e fruizione di misure di politica attiva del lavoro.
In Piemonte è in costante crescita il numero di imprese che hanno come titolari persone straniere, passando in due anni dalla settima alla quinta regione italiana per numero di imprese straniere.
Al 31 dicembre 2024 le imprese condotte da nati all’estero sono 53.839, 1.625 in più rispetto a dodici mesi prima (+3,1%).
Appartengono per il 33,1% al comparto costruzioni, per il 23,9% al commercio e per il 9,1% al settore alloggio e ristorazione; solo il 5,9% è attiva nell'industria in senso stretto e il 2,2% nell'agricoltura.
Al contrario, le imprese non straniere hanno registrato una nuova riduzione (-1,3%, -4.871 imprese). Nell’ultimo decennio la componente straniera del tessuto imprenditoriale piemontese ha infatti notevolmente contenuto la tendenza alla riduzione della base imprenditoriale regionale.
Rispetto a dieci anni fa (confronto con dati al 31.12.2014), infatti, il Registro imprese delle Camere di commercio segnala la presenza di oltre 14mila aziende in più guidate da nati all’estero, mentre lo stock di imprese non straniere si è ridotto di quasi 42mila unità. Le aziende guidate da stranieri rappresentano il 12,8% del totale regionale, a fronte dell’8,8% di fine 2014.
I primi cinque paesi di nascita dei titolari di impresa individuale in Piemonte sono: Romania (9.479), Marocco (7.838), Albania (4.573), Cina (2.918) e Nigeria (1.917). Sono originari di paesi europei 19.428 titolari di impresa individuale, di cui 11.487 Ue; dall’Africa provengono i titolari di 15.325 imprese individuali, 5.431 dall’Asia e 2.684 dall’America.
In Piemonte, circa 6 imprese straniere su 10 hanno sede legale in provincia di Torino; seguono i territori di Cuneo (9.8%) e Alessandria (9,3%). Le realtà provinciali in cui le imprese guidate da immigrati rivestono un’importanza maggiore sul relativo tessuto imprenditoriale sono quelle di Torino (14,9%) e Novara (13,0%). Cuneo (8,2%) e Biella (7,1%) sono, al contrario, quelle in cui la presenza di stranieri alla guida delle imprese del territorio risulta inferiore.
[Fonte: Unioncamere Piemonte su dati InfoCamere e Idos, Dossier Statistico Immigrazione 2025, dati al 31/12/2024]
Tabelle e grafici
01_Nuove_assunzioni_31_12_2022.xlsx
02_Tipologia_di_contratto_qualifica_e_settore_31_12_2022.xlsx
04_Disoccupazioni_31_12_2022.xlsx
05_Storico_imprese_straniere_2018_2022.xlsx
Con l'espressione “Minore Straniero Non Accompagnato” (MSNA) si fa riferimento al minore di 18 anni, cittadino di Stati non appartenenti all'UE o apolide, che si trova, per qualsiasi causa, in Italia, privo di assistenza e rappresentanza legale da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili (per saperne di più).
Al 31 maggio 2025 in Piemonte i MSNA sono 809 (83% ragazzi e 17% ragazze) in calo di quasi 100 unità rispetto allo scorso anno (910 nel maggio 2024).
Il Piemonte è la sesta regione per presenza di MSNA, con il 5% del totale. La prima regione per presenze è la Sicilia (22%), seguita da Lombardia, Campania, ed Emilia Romagna.
Oltre la metà dei MSNA in Piemonte si trova in provincia di Torino (55%), il 15% in provincia di Novara e il 10% in quella di Alessandria.
Si tratta per la maggior parte di ragazzi tra i 15 e 17 anni, ma esistono differenze di genere a seconda dell'età dei minori: tra le ragazze infatti la fascia d’età più rappresentata è quella tra i 7 e 14 anni.
Anche per quanto riguarda le provenienze una grossa differenza è data dal genere del minore: tra le ragazze la maggior parte è composta da ucraine (60%), mentre per i ragazzi al primo posto troviamo l'Egitto (38%), seguito da Tunisia (10%), Ucraina (9%) e Gambia (7%).
[Fonte: Ministero del Lavoro, dati al 31/05/2025].
Tabelle e grafici

