Lunedì 15 marzo - 14.30 - 18.30
continua il ciclo di formazione Migrazioni e capitale umano: strumenti e risorse per una valorizzazione delle competenze, promosso nell’ambito del progetto “Fatti Ri/Conoscere! Accesso allo studio e al lavoro in Italia”.

I moduli si suddividono in singole lezioni, per un totale di dieci incontri che si terranno tra febbraio e giugno.
I corsi sono rivolti a operatori e operatrici del terzo settore, così come ai dipendenti e alle dipendenti pubbliche che si interfacciano con un’utenza di origine straniera, e in generale a chiunque sia interessato ad ottenere coordinate essenziali, informazioni e accesso alle risorse esistenti per orientarsi nel complesso panorama del riconoscimento dei titoli di studio e delle competenze pregresse.

Modulo III: Studi di caso - A cura del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino, dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI) e dell’Associazione A Pieno Titolo

 

Lunedì 15 marzo - 14.30 -18.30 - Sottoccupazione: solo badanti e operai? Orientarsi fra documenti stranieri e possibilità di riconoscimento in Italia

Martedì 20 aprile - 14:30-16:30 - Opportunità di formazione a partire dagli studi di caso

Martedì 27 aprile - 14:30-16:30 - Opportunità di formazione a partire dagli studi di caso

Martedì 11 maggio - 14:30-16:30 - Opportunità di formazione a partire dagli studi di caso

 

L’iscrizione agli incontri è obbligatoria ed è possibile iscriversi fino al giorno prima di ciascun evento. Per iscriversi, è necessario compilare il modulo Google cliccando qui.
N.B. Non è necessario seguire un intero modulo: è possibile iscriversi separatamente ad ogni singolo incontro.

pdfProgramma III modulo

pdfProgramma del ciclo di formazione

 

Online la registrazione del webinar di formazione dal titolo "STRANIERI E DIRITTO ALLE CURE: IL DECRETO LAMORGESE - Le novità introdotte dal Decreto Legge 130/202O in materia di accesso ai servizi sanitari da parte dell’utenza straniera", che si è svolto giovedì 28 gennaio nell'ambito del Progetto Mediato a cura dell'Avv. Barbara Cattelan di Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), rivolto in particolare a medici e operatori sanitari che si relazionano con cittadini comunitari e non comunitari sul territorio piemontese.

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Scarica le slide utilizzate durante il webinar:

pdfStranieri e diritto alle cure - Avv. Barbara Cattelan (ASGI)

 

Nel video, prodotto nell'ambito del progetto Mediato, l'avv. Ornella Fiore (ASGI) affronta la tematica dell'accertamerto dell'età nei minori stranieri non accompagnati, illustrando le nuove norme che disciplinano lo svolgimento di tali accertamenti ed i metodi di indagine medica utilizzati per stabilire l'età biologica del minore.

 

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Nel video, prodotto nell'ambito del progetto Mediato, l'avv. Ornella Fiore (ASGI) affronta la tematica dell'accertamerto dell'età nei minori stranieri non accompagnati, illustrando le nuove norme che disciplinano lo svolgimento di tali accertamenti ed i metodi di indagine medica utilizzati per stabilire l'età biologica del minore.

pdfslide

Online la registrazione del webinar di formazione che si è svolto giovedì 10 dicembre nell'ambito del Progetto PRIMA a cura di Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), rivolto a tutti gli operatori/trici dei Centri per l’Impiego, dei servizi al lavoro, dell’accoglienza (CAS e SIPROIMI), consulenti del lavoro, mediatori e mediatrici interculturali, insegnanti presso i CPIA, assistenti sociali e operatori degli Enti gestori delle funzioni socio-assistenziali.

Guarda la registrazione

 

Scarica le slide utilizzate durante il webinar:

pdfIl D.L. 130/20. Disposizioni normative del decreto Lamorgese e relative implicazioni - avv. Carla Lucia Landri

pdfLe forme di protezione dello straniero - avv. Maurizio Veglio

pdfIl D.L. 130/20. Disposizioni normative del decreto Lamorgese e relative implicazioni - Il sistema di accoglienza - avv. Sara Martinetto

Al fine di individuare strumenti con i quali poter tutelare il diritto all’istruzione dei minori stranieri, si è investigato se e in che misura l’azione antidiscriminatoria ex art. 44 d.lgs. 286/1998 possa essere adoperata a tal fine. Questa, introdotta dalla legge n.40/1998, presto trasfusa nel testo unico immigrazione, è il principale rimedio processuale contro le discriminazioni poste in essere dalla Pubblica Amministrazioni o da privati; essa è idonea a cessare il comportamento discriminatorio e a rimuoverne gli effetti già prodotti. Ai sensi dell’art. 43 d.lgs. 286/1998, costituisce discriminazione qualunque comportamento che “direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica (…) e che abbia lo scopo o l’effetto di distruggere o di compromettere il riconoscimento, il godimento o l’esercizio, in condizioni di parità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali (…)”.

La sua disciplina è stata implementata con l’approvazione del d.lgs. 215/2003, che ha dato attuazione alla direttiva europea n. 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica. Il campo di applicazione di questa più recente normativa è molto ampio e ricomprende, tra gli altri, anche l’ambito dell’istruzione (art. 3 co. 1 lett. h) d.lgs. 251/2003)[1].

Ciononostante, l’esercizio dell’azione antidiscriminatoria in tale ambito nel contesto italiano risulta non essere molto frequente[2]. La ricerca giurisprudenziale condotta ha portato all’identificazione della sola ordinanza n. 2380 del Tribunale di Milano del 11 febbraio 2008 con la quale l’autorità giudiziaria ha accolto il ricorso di una madre extracomunitaria il cui mancato ottenimento del permesso di soggiorno ha costituito causa ostativa all’iscrizione della figlia minore presso la scuola materna. L’azione antidiscriminatoria esercitata dalla donna ha portato al riconoscimento della condotta discriminatoria posta in essere dal Comune di Milano mediante l’emanazione di una circolare in materia di servizi per l’infanzia che subordinava l’iscrizione del minore straniero al titolo di soggiorno della famiglia.   

Il dato giurisprudenziale così emerso risulta coerente con quanto registrato nel resto d’Europa, dove la tutela antidiscriminatoria è altrettanto poco adoperata nel contesto dell’istruzione. Si registra infatti che nella maggior parte dei casi nei quali si è fatto ricorso a tale strumento di tutela, la condotta discriminatoria posta in essere si basava sulla disabilità del minore e non sulla sua nazionalità, etnia o razza[3]. Nei pochi casi in cui il tema della discriminazione etnica emerge nel contesto dell’accesso all’istruzione, esso attiene alla segregazione nelle scuola pubbliche dei minori di origine rom, portando di conseguenza il dibattito europeo in materia a vertere principalmente su questo specifico fenomeno[4].

 

[1] M. Ferrero, I. Marchioro, “La tutela contro le discriminazioni” in P. Morozzo della Rocca (a cura di) Immigrazione, asilo e cittadinanza , 2018, Maggioli Editore, pp. 325-351

[2] Dato confermato dal report della Commissione Europea sull’implementazione della direttiva n. 2000/43/CE in Italia, pubblicato nel marzo 2019, https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/0ccb05b1-1dfb-11ea-95ab-01aa75ed71a1

[3] L. Farkas, D. Gergely, Racial discrimination in education and EU equality law, Luxemburg, Publication Office of the European Union, 2020, pp. 58 ss.

[4] Ibidem

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