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Con due decisioni, il Tribunale di Torino ha concesso il riconoscimento dello status di rifugiato a un cittadino gambiano ed ad un cittadino nigeriano sulla base del loro orientamento sessuale. Ciò in considerazione  del fatto che, nei paesi di origine, l’omosessualità è considerata un reato e che pertanto, in caso di rimpatrio, i ricorrente sono concretamente esposti al rischio di subire atti persecutori direttamente dalle proprie autorità nazionali. In particolare, si segnala come in Gambia l’omosessualità sia punita con pene molto alte che in alcuni casi possono arrivare all’ergastolo e che, pertanto, nel caso in esame debba essere garantita la protezione internazionale.

pdfOrdinanze Tribunale Torino

Con la sentenza n. 5040/2017 del 19 ottobre 2017, il Consiglio di Stato ha affermato che la convivente more uxorio di un cittadino italiano ha diritto al rinnovo del permesso di soggiorno anche in assenza del matrimonio. Ciò in ossequio alle norme introdotte con la L. 76 del 2016 sulle unioni civili che ha definito la convivenza come la condizione di due persone maggiorenni stabilmente legate da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale. Pertanto, anche in assenza di una modifica specifica del T.U. Immigrazione, la Questura interessata avrebbe dovuto, previa verifica della situazione di fatto, valutare il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari ai sensi dell’art. 30 D.Lgs. 286/98 alla convivente more uxorio del cittadino italiano.

pdfConsiglio di Stato n. 5040/2017

Il Parlamento dell'Unione Europea ha approvato la proposta di riforma del Regolamento n. 604/2013 (cd. Regolamento Dublino III) già varato in sede di Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni. Si tratta di un testo destinato a mutare profondamente la disciplina della protezione internazionale poichè si propone di eliminare la competenza automatica nella valutazione della domanda di asilo del primo paese in cui il richiedente ha fatto ingresso. La competenza verrebbe decisa in base a delle quote che riguardano tutti i paesi dell’Unione Europea. Inoltre, con la riforma si intende ampliare la nozione di famiglia, includendo anche i fratelli e le sorelle nonché i figli maggiorenni del richiedente, consentendo così la riunione di famiglie che attualmente potrebbero rimanere separate. Infine, troverebbero rilievo in tema di competenza anche altri fattori di collegamento tra il richiedente e lo Stato in cui intende recarsi come precedenti soggiorni, corsi di studio o formazione o sponsorizzazione da parte di enti. Ora la riforma sarà all'esame dei Governi dei Paesi Membri all'interno del Consiglio Europeo.

Con un avviso di integrazione del 17 ottobre 2017, il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale ha modificato l’avviso del 3 agosto in tema di presentazione dei progetti di servizio civile aggiungendo la possibilità di partecipazione anche a giovani titolari di protezione internazionale ed umanitaria nell’ambito dei progetti finanziati dal Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione (FAMI). I progetti dovranno prevedere attività e modalità che coinvolgano sia giovani volontari ordinari che giovani rifugiati. Tutte le informazioni sul sito del Dipartimento della Gioventù.

Si, a seguito dell’entrata in vigore della L. 7 aprile 2017, n. 47,  il permesso di soggiorno per minore età è rilasciato anche prima della nomina del tutore ed è valido fino alla maggiore età.

Si, con la Circolare del 24 marzo 2017 il Ministero dell’Interno ha chiarito che le Questure debbano rilasciare il rilascio del permesso di soggiorno per minore età anche in assenza del passaporto o di altro documento equipollente.

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