Migranti e lavoro | 2022

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Immigrazione in Piemonte - 2025

La componente straniera della popolazione piemontese contribuisce ancora a contrastare il declino demografico e a ringiovanire la composizione.
Questa tendenza è però destinata a ridursi, come emerge da alcuni indicatori.

  • Il calo del tasso di natalità riguarda anche le persone straniere: negli ultimi 10 anni il calo delle nascite risulta addirittura relativamente maggiore tra i cittadini stranieri (-30%) rispetto agli italiani (-24%), indicatore tipico dei processi di integrazione, sempre accompagnati da un allineamento del comportamento riproduttivo delle donne straniere a quelle native;
  • Il rapporto percentuale della componente giovane sul totale della popolazione straniera è diminuito di 2,3 punti tra il 2019 e il 2025: gli under 29 sono il 36,5% della popolazione straniera nel 2025, erano il 38,8 nel 2019;
  • Il progressivo invecchiamento anche tra le persone straniere: negli ultimi 5 anni sono aumentate di oltre 7.000 unità quelle al di sopra dei 65 anni.

Al 1° gennaio 2025 le persone straniere residenti in Piemonte sono 448.862 (224.922 uomini e 223.940 donne), circa 20.000 in più rispetto al 1° gennaio 2024.
La nostra è la quinta regione italiana per numero di residenti stranieri.
La percentuale sul totale dei residenti aumenta dal 2019 passando dal 9,5% al 10,6% (la media nazionale nel 2025 è del 9,2%); ciò è dovuto alla costante crescita della popolazione straniera e al progressivo calo della popolazione piemontese. 

La popolazione straniera continua ad essere più giovane di quella italiana.
Il 76% delle persone straniere ha meno di 50 anni. I minorenni (0-17 anni), in particolare, rappresentano il 20% del totale della popolazione straniera residente in Piemonte, a fronte del 14% degli italiani.
La variazione percentuale tra le due popolazioni è particolarmente evidente per gli over 75enni, che rappresentano l’1,7% della popolazione straniera e il 14,4% della popolazione con cittadinanza italiana. Aumentano però anche tra le persone straniere quelle al di sopra dei 65 anni (cresciute di oltre 7.000 unità negli ultimi 5 anni).

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[Fonte: ISTAT, dati stimati al 01/01/2025]

I cittadini provenienti da paesi non appartenenti all'Unione Europea per risiedere regolarmente in Italia devono avere un permesso di soggiorno. Non devono invece richiedere un permesso coloro che raggiungono l'Italia per visite, affari, turismo e studio per periodi non superiori ai tre mesi.

Per i cittadini appartenenti ad uno stato membro dell'UE (ad es. la Romania) che intendono soggiornare sul territorio è sufficiente richiedere il certificato di iscrizione anagrafica al Comune di abituale dimora (maggiori informazioni qui).

Più della metà (54%) dei residenti non comunitari in Piemonte ha un permesso di soggiorno di lungo periodo: si tratta di un permesso di soggiorno rilasciato a coloro che risiedono in maniera stabile e continuativa in Italia da almeno 5 anni e soddisfano determinati requisiti di reddito. Salvo l'aggiornamento decennale, è a tempo indeterminato, ha validità europea e consente di circolare e lavorare liberamente in ogni stato membro dell’UE (maggiori informazioni qui).

Tra i permessi di soggiorno a termine (117.093), il primo motivo di rilascio è quello familiare (18%), seguono protezione/asilo (13%) e lavoro (12%).

I nuovi permessi di soggiorno rilasciati in Piemonte nel 2023 sono 24.683, con un calo rilevante del -23% rispetto all’anno precedente (erano 32.173 i permessi rilasciati nel 2022); tendenza in linea con quella nazionale (-26,4%), causata dalla forte diminuzione dei permessi per protezione temporanea legati alla crisi ucraina.

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[Fonte: ISTAT, dati al 01/01/2024]


 

Più della metà (51%) delle persone con background migratorio in Piemonte risiede nella Città Metropolitana di Torino. Tuttavia, la loro presenza incide maggiormente su altre quattro province, dove risulta più alta della media regionale (10,5%): Alessandria (12,7%), Asti (11,5%), Novara (11,1%) e Cuneo (11%).

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[Fonte: ISTAT, dati stimati al 01/01/2025]

 

La maggior parte dei cittadini stranieri residenti in Piemonte proviene da paesi europei, di questi il 35% da paesi dell’Unione.
La Romania è il paese da cui proviene il 30% degli stranieri in Piemonte, seguono Marocco (12%), Albania (9%), Cina (5%) e Nigeria (3%). La presenza di cittadini rumeni in Piemonte è particolarmente significativa, superando di 10 punti percentuali la media nazionale.

In quasi tutte le province piemontesi la provenienza più diffusa è quella rumena, a Biella quasi raggiunta da quella marocchina, prevalente invece a Novara e Vercelli; nel VCO la prima provenienza è quella ucraina.
Alcuni territori provinciali sono caratterizzati dalla presenza di specifiche nazionalità spesso legate all’inserimento in nicchie consolidate del mercato del lavoro, è il caso dei peruviani a Torino, di macedoni e bulgari ad Asti, indiani e pakistani rispettivamente a Cuneo e Novara, degli ecuadoriani ad Alessandria e dei filippini a Biella.

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[Fonte: ISTAT, dati al 01/01/2024]

 

 

Tabelle e grafici

xlsx01_Presenze_in_Italia_01_2025.xlsx

xlsx02_Fasce_età_01_2025.xlsx

xlsx03_Motivo_della_presenza_cittadini_non_UE_storico_al_01_24.xlsx

xlsx04_Presenze_per_provincia_01_2025.xlsx

xlsx05_Nazionalità_Piemonte_Italia_01_2024.xlsx

xlsx06_Nazionalità_Province_01_2024.xlsx

SALUS | Applicativo per le segnalazioni - Manuale d'uso

Migranti e lavoro | 2022

Nel 2022, su 494.208 persone assunte in totale in Piemonte, 114.284 (23%) sono straniere. Di queste, 33.134 (29%) sono persone comunitarie e 81.150 (71%) non comunitarie.

Nel 2022, sono stati attivati per persone straniere il 12,5% di contratti di lavoro in più rispetto al 2021 (un aumento superiore al totale dei nuovi contratti, aumentati in un anno del 10%). L’incremento rispetto al 2021 è trainato dalla componente non UE (+15,1) rispetto al + 6,0 di quella UE.

Rispetto alla distribuzione per tipologia di contratto, le persone straniere sono occupate, per il 49%, in rapporti di lavoro a tempo determinato, per il 21,6% in somministrazione, per 10,3% in lavoro subordinato a tempo indeterminato, per il 2,5% in apprendistato.

Per quanto riguarda i settori di impiego, i nuovi contratti per le persone straniere sono stati attivati prevalentemente nel settore dei servizi (42,5%), poi in agricoltura (19,0%), seguono industria (14,5), alloggio e ristorazione (10,9%), costruzioni (8%) e commercio (5%). Lo scarto nell'impiego tra persone straniere e italiane si nota particolarmente in agricoltura e, in misura minore, nel settore delle costruzioni.

Sui 178.201 nuovi contratti stipulati nel 2022, quelli delle persone straniere sono rappresentati per il 53% in basse qualifiche (94.241), soprattutto nell’ambito agricolo (braccianti, manovali agricoli e raccoglitori sono 28.723) e delle costruzioni (i manovali edili sono 7.043). Seguono colf, lavapiatti, addetti alle pulizie, facchini e magazzinieri.

Il 42% dei nuovi contratti relativi a persone straniere sono rappresentate in qualifiche medie, tra queste, 13.472 sono nuove attivazioni relative a badanti, 3.868 ad addetti a servizi di igiene e pulizia. Seguono aiuto cuoco, assistenti domiciliari e operatori sociosanitari.

Solo il 5% dei nuovi contratti relativi a persone straniere sono stati attivati per qualifiche alte, in primis come infermieri.

Tra le persone disoccupate straniere, tra il 2018 e il 2022, prevalgono i non comunitari (33.134 nel 2022, +10% rispetto al 2021) rispetto ai comunitari (13.473 nel 2022, -3% rispetto al 2021), ma con una differente presenza di genere: nei comunitari, la componente femminile è più rilevante.
L’aumento della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro può essere aumentata per gruppi svantaggiati di popolazione anche in conseguenza dell’obbligo di iscrizione ai CPI per beneficiare delle politiche attive del lavoro quali il programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori).

Quasi l’80% dei cittadini non comunitari disoccupati ha un basso grado di istruzione, rispetto al 60% dei comunitari e al 45% degli italiani. Per gli stranieri, questo fenomeno è dovuto sia alla difficoltà del riconoscimento del titolo di studio conseguito nel paese di provenienza, sia all’effettiva mancanza del titolo di studio superiore.

I dati si riferiscono ai "disoccupati amministrativi”, ovvero soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, di cui all'articolo 13 del D. Lgs. 150/15, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l'impiego. Possono comprendere persone che temporaneamente si ritengono inattive per motivi personali. Inoltre, la dichiarazione di immediata disponibilità non ha una data di decadenza e quindi, lo stock di disoccupati tende a crescere progressivamente nel tempo. Comprendono anche, dal 16 giugno 2022, cittadini che sono beneficiari del nuovo programma di politiche attive del lavoro GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), che ha l’obiettivo di migliorare l’inserimento lavorativo delle persone, offrendo percorsi personalizzati di ingresso o reingresso al lavoro. I Centri per l’impiego sono la porta d’accesso e curano l’erogazione dei diversi servizi), così come, dall’aprile 2019 si annoverano in questo flusso anche i beneficiari di Reddito di cittadinanza. Entrambi i gruppi, infatti, dopo aver reso la DID, hanno formalizzato il loro stato presso il Centro per l’impiego, con cui hanno sottoscritto un Patto di servizio per l’attivazione e fruizione di misure di politica attiva del lavoro.

 

[Fonte: Agenzia Piemonte Lavoro, Cronache del lavoro 2023 ed elaborazioni dati Data base SILP, dati al 31/12/2022
Si ringrazia il "Servizio Monitoraggio, Studi e Ricerche dell’Agenzia Piemonte Lavoro"]

 

Il Piemonte è la settima regione italiana per numero di imprese straniere, con un’incidenza dell’11,8% di aziende straniere sulle 425.873 imprese aventi sede in regione, dato in crescita rispetto all’11,4% del 2021.

Le imprese straniere registrate nella nostra regione sono 50.258 (il 7,8% del totale nazionale), circa 1.582 in più rispetto al 2021 e oltre 12mila in più rispetto allo stesso periodo del 2011.

 

Aumenta il tasso di crescita
Nel 2022, il numero di iscrizioni delle imprese straniere è stato molto superiore rispetto alle cessazioni: a fronte della nascita di 5.473 imprese straniere, si sono registrate solo 3.042 cessazioni, per un saldo positivo pari a 2.431 unità e un tasso di crescita del +5,0%, il doppio rispetto a quello alle imprese piemontesi nel loro complesso.

 

Soprattutto imprese di costruzioni
Le imprese straniere risultano maggiormente rappresentate nelle costruzioni, settore in cui la componente straniera ha registrato un tasso di crescita del +7,7%. Il commercio assorbe un quarto delle imprese straniere presenti in regione, con un tasso di crescita nel 2022 del +1,3%. Gli altri servizi registrano un incremento del +5,6%, il turismo cresce del 4,0% e le attività manifatturiere del 4,2%.

 

Prevalgono le imprese individuali, in particolare di persone di orgine non UE

L’80,6% delle imprese straniere assume la forma di imprese individuali (l’11,2% sono società di capitale e il 7,2% società di persone), con un peso decisamente superiore di questa forma rispetto alle aziende totali. Per questo tipo di aziende il tasso di crescita appare però più ridotto (+4,5%), le attivazioni superano le cessazioni ma in misura meno significativa che per le altre forme di impresa.

Le imprese straniere presenti a fine 2022 sul territorio piemontese sono per lo più di origine non UE (72%), mentre solo il 28% ha origine comunitaria.

 

Nel 2022, circa 6 imprese straniere su 10 di quelle registrate in Piemonte hanno sede legale nella provincia di Torino; seguono i territori di Alessandria (9,3%) e Cuneo (9,1%).
Nella provincia di Torino le imprese straniere rivestono anche un’importanza maggiore sul relativo tessuto imprenditoriale (13,9%). Cuneo (7,0%) e Biella (6,5%) sono, al contrario, quelle in cui la presenza di stranieri alla guida delle imprese del territorio è inferiore.

In termini di dinamica, i tassi di crescita più elevati appartengono a Cuneo (+10,2%) e a Vercelli (+6,1%). Un ritmo di crescita in linea con quello medio regionale viene registrato da Novara (+5,6%), Asti (+5,5%) e Alessandria (+5,3%). Torino registra un tasso di crescita del (+4,2%). I tassi di crescita meno elevati, infine, risultano quelli di Biella (+3,3%) e Verbania (+0,8%).

 

[Fonte: Registro imprese delle Camere di commercio, dati al 31/12/2022]

 

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Tabelle e grafici

xlsx01_Nuove_assunzioni_31_12_2022.xlsx

xlsx02_Tipologia_di_contratto_qualifica_e_settore_31_12_2022.xlsx

xlsx03_Settori_31_12_2022.xlsx

xlsx04_Disoccupazioni_31_12_2022.xlsx

xlsx05_Storico_imprese_straniere_2018_2022.xlsx

xlsx06_Settori_imprese_straniere_31_12_2022.xlsx

xlsx07_Imprese_straniere_per_provincia_31_12_2022.xlsx

SALUS | Elenco informative privacy

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Elenco delle informative sulla privacy delle ASL piemontesi

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Nel 2022 sono stati rilasciati in Piemonte 32.173 nuovi permessi di soggiorno (7% dei nuovi permessi rilasciati a livello nazionale), di cui il 42,5% per protezione.

Nel 2022 in Piemonte il 45% dei cittadini non comunitari regolarmente presenti ha un permesso di soggiorno in scadenza: i principali motivi dei permessi di soggiorno a termine sono relativi alla famiglia (38,7%), lavoro (30,1%), protezione (19,8%) e richiesta asilo (2,8%). I titolari di protezione e i richiedenti asilo in Piemonte rappresentano lo 0,8% della popolazione della regione.

 

[Fonte: ISTAT, dati al 01/01/2023 e Dossier statistico immigrazione 2023 IDOS]

 

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Sono 9.889 le persone presenti all'interno dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) in Piemonte, che rappresentano lo 0,2% della popolazione della regione.

Il 42% di queste persone risiede nei centri della Città Metropolitana di Torino. Vi è una forte sproporzione di genere, che vede l'85% delle persone accolte di sesso maschile. Si tratta,inoltre, di persone molto giovani: una su 3 ha infatti tra i 18 e i 24 anni e più della metà di loro (56%) ha tra i 18 e 29 anni.  Il 10% delle persone accolte è minore: tra questi, 49 sono minori stranieri non accompagnati.

Più del 40% delle persone all’interno dei CAS proviene da Bangladesh e Pakistan. Tra i minori le nazionalità più diffuse sono quella peruviana (11%), ucraina (11%) e tunisina (10%), seguite dalla Costa D’Avorio (9%) e dalla Nigeria (8%).

[Fonte: Prefettura di Torino, dati al 29/02/2024]

 

Il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) offre più di 2500 posti in Piemonte. Gli enti locali titolari di progetto sono 36, di cui 23 comuni, 2 unioni di comuni, 1 provincia e 10 enti consortili (enti gestori delle funzioni socio-assistenziali). Alla data della rilevazione (29 febbraio 2024) non si registrano posti disponibili nella provincia di Novara.

La provincia di Torino è l’unica che offre posti per persone con disagio mentale e/o disabilità fisica, di cui la quasi totalità (36 su 46) nel Comune di Torino; anche per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati più della metà dei posti disponibili è concentrata nel Comune di Torino (68%), a cui si aggiungono il territorio del Con.I.Sa (Consorzio Intercomunale Socio-Assistenziale Valle di Susa, 16%), la provincia di Alessandria (10%) e il Consorzio Intercomunale Socio-Assistenziale 12 (CISA 12) di Nichelino, Vinovo, None e Candiolo (6%).

[Fonte: Fondazione ANCI Cittalia, dati al 29/02/2024]

 

 

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Tabelle e grafici

xlsx01_Nuovi_permessi_2022.xlsx

xlsx02_Motivi_permessi_di_soggiorno_2022.xlsx

xlsx03_Presenze_per_provincia_nei_CAS_02_2024.xlsx

xlsx04_Genere_presenze_CAS_CMT_02_2024.xlsx

xlsx05_Età_presenze_CAS_CMT_02_2024.xlsx

xlsx06_Nazionalità_presenze_CAS_CMT_02_2024.xlsx

xlsx07_Nazionalità_minori_presenti_CAS_CMT_02_2024.xlsx

xlsx08_Posti_finanziati_SAI_02_2024.xlsx

xlsx09_Posti_finanziati_per_provincia_e_tipologia_SAI_02_2024.xlsx

Materiali Fatti Riconoscere

Parole da sbucciare

FAQ

Le FAQ suddivise nelle sezioni “Vivere”, “Studiare” e “Lavorare in Italia” sono tratte dalla guida realizzata nel 2018 da Regione Piemonte, IRES Piemonte e a cura dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) nell’ambito di un Accordo sottoscritto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La versione aggiornata, realizzata a giugno 2024, è stata realizzata da IRES Piemonte, ASGI e Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali (A.M.M.I.) nell’ambito del progetto Mediato 9.

La Guida è strutturata in schede articolate in domande e risposte. Le versioni tradotte in 5 lingue (inglese, francese, spagnolo, arabo e cinese) sono in fase di aggiornamento e saranno disponibili a breve.

Percorsi di istruzione e formazione

Descrizione

 

In questa sezione troverai le informazioni rispetto all’accesso ai percorsi di istruzione di scuola secondaria di primo e di secondo grado, alla formazione professionale e istruzione tecnica superiore e all’istruzione accademica di primo e secondo livello e post laurea, con un titolo di studio conseguito all’estero e non legalmente riconosciuto in Italia (per le informazioni sul riconoscimento dei titoli di studio esteri in Italia consulta l’area Percorsi di accesso al lavoro).

Attenzione! L’uso di un titolo di studio conseguito all’estero per l’iscrizione ad un percorso di Istruzione e Formazione, di qualsiasi indirizzo e livello, comporta da parte dell’ente competente una valutazione di corrispondenza. Tale valutazione, anche se positiva e che consenta quindi di completare l’iscrizione, non conferisce al tuo titolo di studio alcun valore legale in Italia, e dovrà comunque essere ripetuta per ogni percorso formativo a cui vorrai iscriverti.

Attenzione! Se sei in Italia con un permesso di soggiorno per Richiesta Asilo, non potrai iscriverti a nessun corso accademico, se non a singoli insegnamenti previsti all’interno dei corsi di laurea. In questo caso, se dopo aver conseguito lo status di rifugiato ti iscriverai al corso di laurea, i crediti dell’esame sostenuto ti verranno riconosciuti.

Attenzione! Se sei un Titolare di Protezione Internazionale, puoi essere esentato da alcune delle pratiche normalmente richieste e che prevedono la necessità di contatto con l’amministrazione pubblica del paese da cui provieni. Inoltre, quando tra i documenti richiesti troverai la Dichiarazione di Valore, rilasciata dalla Rappresentanza Diplomatica Italiana competente per il paese in cui hai studiato, potrai richiederla dall’Italia tramite l’apposito servizio del Ministero Affari Esteri , e se avrai bisogno dell’Attestato di Comparabilità rilasciato dal Cimea, potrai richiederlo in forma gratuita. Più in generale, se non ti sarà possibile produrre tutti i documenti richiesti, ti consigliamo di verificare sempre con la segreteria competente per l’iscrizione la possibilità di deroghe alla procedura standard.

 

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