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Reato di ingresso e soggiorno illegale e Direttiva 2008/115/CE

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con l’ordinanza del 21.3.13, è nuovamente intervenuta in materia di compatibilità con la Direttiva 2008/115/CE delle disposizioni italiane che prevedono il reato di ingresso e soggiorno illegale dello straniero. La Corte ha nuovamente chiarito la compatibilità con la normativa comunitaria delle disposizioni che qualifichino il soggiorno irregolare di cittadini di paesi terzi alla stregua di reato e prevedano sanzioni penali. Nell’ordinanza, tuttavia, viene ribadito che le disposizioni della Direttiva devono trovare applicazione anche nei confronti dello straniero imputato o condannato per il reato di ingresso e soggiorno illegale. In relazione alla facoltà del giudice penale italiano di sostituire la pena dell’ammenda con la pena dell’espulsione, la Corte ha rilevato che neanche tale facoltà è di per sé vietata dalla direttiva 2008/115. Tuttavia tale facoltà di sostituzione può essere esercitata solo se la situazione dell’interessato corrisponde a una di quelle previste dall’articolo 7, paragrafo 4 ovvero quando non è possibile concedere un  termine per la partenza volontaria poiché sussiste il rischio che l’interessato si dia alla fuga per sottrarsi alla procedura di rimpatrio.

pdfOrdinanza Corte UE

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