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Regolarizzazione e reati in materia di stupefacenti

Il TAR Piemonte, con la sentenza n. 612 del 3 aprile 2014, chiarisce alcuni importanti elementi sul rapporto tra il rilascio del permesso di soggiorno a seguito di emersione del rapporto di lavoro irregolare ai sensi della L. 109/12 e la condanna per il reato di cui all’art. 73 D.P.R. 309/90 (spaccio di sostanze stupefacenti) nel caso in cui il Giudice Penale abbia ritenuto sussistente la cd. “ipotesi lieve” prevista al comma 5 dell’art. 73. In particolare, il TAR Piemonte afferma che il permesso di soggiorno non può essere rifiutato soltanto sulla base della sussistenza della condanna ma che l’Amministrazione deve effettuare in capo al soggetto che chiede la regolarizzazione un accertamento volto a stabilire se questi rappresenti o meno una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. Ciò in ossequio a quanto si legge nella sentenza della Corte Costituzionale n. 172 del 2012 ove si afferma che, in caso di condanna per un reato per cui è previsto l’arresto facoltativo in flagranza, l’Amministrazione è tenuta a svolgere un’attenta valutazione della pericolosità sociale concreta ed attuale del richiedente. Il TAR, inoltre, chiarisce che alla procedura di rilascio del permesso di soggiorno per emersione del rapporto di lavoro deve applicarsi soltanto la disciplina prevista dalla L. 109/12 in quanto norma speciale e non le disposizioni generali contenute nell'art. 4 del T.U. Immigrazione.

pdfTAR Piemonte n. 612/14

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