3.1 il potenziamento degli interventi anti-tratta in frontiera mediante il coordinamento con i soggetti operativi nei luoghi di arrivo e di transito e il raccordo con reti internazionali e transfrontaliere;
3.2. la collocazione immediata della persona, dopo la segnalazione da parte di tutti gli attori che possono entrare in contatto con potenziali vittime, in una struttura di emergenza specializzata per prevenire lo sfruttamento e il rischio di ulteriori processi di vittimizzazione.
3.3. l’attivazione di un percorso di emersione all’interno delle strutture specializzate, condotto da enti qualificati e formati sul tema che rilevano indicatori di tratta ed individuano ulteriori bisogni;
3.4. l’adozione di un approccio olistico e di un metodo volto ad un’attenta osservazione della persona, alla costruzione di un rapporto improntato alla fiducia con il personale dell’ente anti-tratta, così da favorirne la graduale consapevolezza rispetto al suo vissuto e ad eventuali rischi connessi alla rete di sfruttamento e facilitare l'emersione dei suoi diversi bisogni. Per fornire una risposta strutturata sul lungo termine a tali bisogni la persona deve essere segnalata agli attori locali chiave nel processo di inclusione sociale (es. Prefetture e servizi sociali).
In particolare:
2.1 introdurre una prima forma di accoglienza in emergenza della durata di 45/60 gg in strutture alle quali sia possibile accedere indipendentemente dal titolo di soggiorno dove venga fornita una risposta ai bisogni primari (alloggio, salute, protezione) e dove assicurare un periodo di recupero e riflessione, accesso alle informazioni, supporto psicologico e legale.
2.2 introdurre forme di accoglienza di natura residenziale della durata di 6 mesi che seguano l’accoglienza in emergenza dove venga assicurata l’accesso a servizi, alla formazione e al mercato del lavoro e durante la quale la persona venga accompagnata in un percorso di regolarizzazione e orientata verso il sistema di protezione (sistema anti-tratta, sistema asilo o altro) più adatto a rispondere ai suoi bisogni.
2.3 attivare percorsi di assistenza e tutela in particolare per le potenziali vittime di tratta con minori a carico,che tengano conto dei bisogni specifici della madre, del minore e del nucleo familiare. Deve essere garantita la presa in carico integrata e multi-disciplinare da parte dell’ente anti-tratta e dei diversi servizi del territorio.
Uno degli ambiti d’azione del progetto è quello della comunicazione, per la quale sono stati incaricati dei professionisti al fine di rappresentare al meglio ALFa anche a chi non opera nel settore. Per raggiungere tale obiettivo, è stata progettata una strategia che ha caratterizzato l’intero processo comunicativo, dalla raccolta di dati qualitativi fino alla loro diffusione. Sin dall’inizio, la volontà del gruppo di lavoro è stata quella di produrre racconti lontani da stereotipi, rivolgendosi invece ad una narrazione che, per quanto possibile, cercasse di mitigare i clichè per arrivare ad un terreno di confronto e comunanza tra le beneficiarie di progetto e le comunità ospitanti. Per questa ragione, si è deciso di esplorare aspetti prettamente umani, legati ai desideri, alle ambizioni, alle paure: chiunque ha a cuore il bene per se stessi, per i propri figli, nutre timore o entusiasmo verso il futuro, proprio e dei propri cari, a prescindere dalla cultura e paese di provenienza. Come fare? Si tratta infatti dei cosiddetti dati qualitativi, emozioni, riflessioni, sentimenti che spesso vengono soffocati davanti a una telecamera o un microfono. La strategia elaborata da Sheldon.studio e Daniela Calisi si è quindi concentrata sul coinvolgimento delle ragazze in attività trasversali, conviviali, che spostassero l’attenzione su altre sfere, così da abbassare la tensione tipica di un’intervista, e permettere alla mente di raccontarsi in maniera più libera.

Nella mostra è stato inoltre presentato il libro analogico post digitale D.A.P 4.0 – Be the Boss, ideato e realizzato da Daniela Calisi e Sergio Messina.
I contenuti del libro sono frutto di una collaborazione con le beneficiarie di progetto, che, durante specifici incontri con l’artista, sono state invitate a citare e cantare i versi delle loro canzoni preferite. I testi così ottenuti sono stati campionati ed elaborati da un gruppo di donne italiane che, combinandoli tra loro, ha elaborato un corpus poetico del tutto nuovo, frutto del contributo di entrambi i gruppi.
Con questi materiali, è stato prodotto un libro sonoro interattivo da cui, sfogliando le sezioni di pagina, si creano migliaia di testi differenti ed emergono le voci delle donne beneficiarie nel progetto mentre raccontano le passioni.

Per maggiori info vai a https://www.thepaperlab.it/2022/06/07/dap4-0-be-the-boss/
Tutte le fotografie contenute in questa pagina sono di Vittorio Iandolino, Courtesy of Circolo del Design. 
Foto di Vittorio Iandolino, Courtesy of Circolo del Design.
FUORI E DENTRO IL NIDO:
Principi orientativi per accogliere nuclei monoparentali migranti
Questo volume rappresenta il risultato di un percorso di ricerca approntata con la metodologia propria della ricerca-azione su una tematica che raramente è stata studiata da indagini, accademiche e non. La domanda che ci ha guidato riguardava la possibilità, e la necessità, che il sistema di accoglienza italiano dedicato alle vittime di tratta, prendesse in considerazione i bisogni delle madri con figlio. L’interrogativo era duplice: è possibile e come fare entrare i bisogni della diade madre-bambino/a in un percorso di accoglienza? Il volume rielabora le risposte che abbiamo acquisito grazie a un attento lavoro di ricerca-azione che però non ne rappresenta l’esito finale. Il lavoro ora passa ai colleghi e alle colleghe di altri territori, ad altri servizi ed altre reti, perché perennemente collegato agli specifici contesti e mai considerabile come definitivo. La metodologia di costruzione dei Principi orientativi, inoltre, può essere riprodotta ed affinata anche se parliamo di interventi con target diversi e a livelli diversi.
I movimenti secondari di donne e minori, potenziali vittime di tratta, in Europa
Focus sugli spostamenti di donne e nuclei monoparentali di nazionalità nigeriana tra l’Italia e la Germania.
La presente ricerca si pone come obiettivo primario quello di identificare l’entità e le caratteristiche del fenomeno dei movimenti secondari di donne potenziali vittime di tratta tra vari paesi europei, offrendo nello specifico un quadro quanto più comprensivo e dettagliato possibile in merito agli spostamenti tra l’Italia e la Germania di donne e nuclei monofamiliari di nazionalità nigeriana tra il 2017 e il 2023. Si analizzano, altresì, i rischi e le conseguenze negative di varia natura a cui queste donne – e i loro figli minori – vanno incontro a seguito del loro ritorno nelle varie regioni italiane. Inoltre, la ricerca presenta una fotografia iniziale dei crescenti flussi migratori di donne provenienti dall’Africa subsahariana francofona, principalmente della Costa D’Avorio e della Guinea Conakry. Attraverso uno studio dei dati e delle informazioni raccolte dai numerosi stakeholders intervistati si è cercato di comprendere le dinamiche di spostamento dai paesi di origine verso quelli del Maghreb, nonché le modalità di passaggio verso l’Europa e i successivi spostamenti da paesi di primo arrivo (Italia e Spagna in primis) in direzione di altri Stati, in particolare la Francia e sempre di più la Germania. L’interrogativo di fondo è se questi movimenti secondari si inseriscano o meno in un fenomeno di tratta, nascondendo forme di sfruttamento emergenti.
Report di approfondimento sulle interconnessioni tra tratta e asilo:
dalle attuali sfide nell’ambito dei flussi migratori misti alle prassi operative del progetto ALFa- Accogliere le Fragilità
Il report di approfondimento sulle interconnessioni tra tratta e asilo ricostruisce l’intreccio tra i due sistemi di protezione sul piano fenomenologico dei flussi migratori misti per poi proporre un’analisi del quadro normativo, nazionale e sovranazionale, che disciplina da un lato la tratta di persone e dall’altro il diritto d’asilo. Alla ricostruzione del quadro normativo si abbina l’analisi dell’implementazione, in concreto, dei diritti che conseguono allo status di persona rifugiata e vittima di tratta e delle misure che permettono, nella prassi, ai due sistemi di comunicare (i cosiddetti meccanismi di referral).
La finalità del quadro del rapporto è quella di descrivere le maggiori ed attuali sfide che si pongono nel dare attuazione in concreto alle interconnessioni tratta-asilo per potere guardare a come il progetto ALFa-Accogliere le Fragilità possa, da un lato, rappresentare una risposta a tali sfide e, dall’altro, fornire indicazioni e spunti di riflessione anche al di là del contesto in cui è stato portato avanti.
Il filo che tiene insieme il rapporto è il tentativo di mantenere al centro della descrizione le persone le cui storie di vita hanno portato a legarsi l’esperienza della tratta e la condizione di rifugiato nella convinzione che solo una lente che abbia al centro la persona e il suo vissuto sia in grado di restituire in parte la complessità dell’intreccio tratta-asilo.

Le infografiche riassumono i risultati del progetto.
Forniscono una panoramica delle nazionalità, del genere e della composizione famigliare delle persone beneficiarie. Dalle infografiche emergono le relazioni di ALFa con i diversi soggetti operativi sul territorio: sono infatti elencati gli attori che hanno segnalato le potenziali vittime al progetto. Riportano, inoltre, i percorsi di protezione (asilo, anti-tratta etc.) intrapresi dalle persone in uscita da ALFa.
Durante i 42 mesi di progetto, sono stati effettuati diversi incontri di scambio e aggiornamento, per promuovere il confronto fra la rete anti tratta e altri enti coinvolti, come Prefetture, Procure, Polizie Locali e Uffici Immigrazione, e operatrici e operatori di CAS e SAI. Di seguito si possono trovare alcune delle slide utilizzate negli ultimi incontri.
slide incontri rivolti ad operatori e operatrici CAS e SAI
slide incontri rivolti a Commissione Territoriale e Uffici Immigrazione
Il progetto ALFa ha tra gli obiettivi il rafforzamento dei meccanismi di coordinamento tra i diversi attori operativi in materia di tratta e grave sfruttamento e, a tal fine, il progetto si è dotato di strumenti pratici volti alla costruzione di interventi multi-agenzia.
All’esito di un percorso congiunto che ha visto coinvolti i diversi attori operativi in materia di tratta, il 03 marzo 2022 è stato sottoscritto, presso la Prefettura di Torino, il “Protocollo d’Intesa contenente procedure operative per la protezione e l’assistenza delle vittime di tratta e di sfruttamento e per la prevenzione e il contrasto della tratta di esseri umani”.
Lo strumento ha quali finalità il consolidamento di un approccio uniforme nell’identificazione e nell’assistenza delle potenziali vittime di tratta, il rafforzamento dell’interazione tra i diversi soggetti anche attraverso lo scambio di informazioni e la promozione della formazione congiunta degli operatori del settore.
Alla luce dell’esperienza maturata nell’ambito di "ALFA-Accogliere le Fragilità" si formulano le seguenti raccomandazioni per la protezione ed assistenza delle persone potenziali vittime di tratta che sono state le persone beneficiarie del progetto.
A seconda del diverso ambito di azione, le seguenti raccomandazioni sono rivolte alle autorità locali, nazionali ed europee.
Cosa ne pensi di queste raccomandazioni?
Puoi lasciare un tuo commento con suggerimenti nella categoria "Tratta e Sfruttamento" all'interno del Forum di Piemonte immigrazione.
Se non sei iscritto, basta che ci invii un'email a info@piemonteimmigrazione.it contenente il tuo nome, cognome, ente di appartenenza e provincia in cui si è attivi e riceverai un'email con le credenziali per poter accedere al Forum.
Il booklet racchiude:
- Le Infografiche che sintetizzano i risultati del progetto e forniscono una panoramica sulle nazionalità, il genere e la composizione familiare delle persone beneficiarie di ALFA.
- Le Indicazioni Operative per l’identificazione precoce delle potenziali vittime di tratta che descrivono il percorso volto all’identificazione nel contesto regionale
- Le Raccomandazioni rivolte alle autorità locali, nazionali ed europee per la protezione ed assistenza delle potenziali vittime elaborate grazie all’esperienza del progetto
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Manuale operativo