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Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera

Nella seduta del 20.12.12, La Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano hanno definito un accordo sul documento contente "Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera

da parte delle Regioni e Province Autonome italiane".

Tale documento ha lo scopo di superare le difformità territoriali riscontrate in tema di accesso alle cure da parte degli stranieri e di fornire indirizzi operativi per l'applicazione omogenea delle norme relative all'assistenza sanitaria degli stranieri. Esso non contiene disposizioni nuove ma offre la corretta interpretazione ed applicazione delle norme vigenti.

Novità riguardano l'iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario nel caso dei minori stranieri anche in assenza del permesso di soggiorno e dei lavoratori in attesa della definizione della richiesta di emersione del rapporto di lavoro/regolarizzazione. Viene, inoltre, chiarito che l'iscrizione deve avvenire anche a seguito della richiesta di primo rilascio del permesso di soggiorno per uno dei tipi per cui è prevista l'iscrizione obbligatoria.

Nel documento, inoltre, vengono chiarite le modalità per l'iscrizione volontaria per l'iscrizione volontaria al Servizio Sanitario dei genitori a carico ultra-sessantacinquenni che abbiano fatto ingresso in Italia dopo il 5.11.08 con indicazione delle tariffe.
Sul punto si richiama il DM 8.10.1986 che prevede che l'iscrizione volontaria comporta il pagamento di un contributo annuale rapportato al reddito complessivo fissato nella misura del 7,50% (fino a 20.658,27 € annui) e del 4,00% (sulla quota eccedente da 20.658,27 € fino al limite di 51.645,68 € annui).
L'ammontare del contributo non può mai essere interiore a 387,34 € e si estende ai familiari a carico.

Il documento chiarisce, tra l'altro, che agli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno, non iscrivibili al Servizio Sanitario, sono garantite le cure urgenti (ovvero quelle che non possono essere differite senza pericolo per la vita o danno per la salute della persona) e comunque essenziali (ovvero quele prestazioni sanitarie relative a patologie non pericolose nell'immediato ma che potrebbero determinare un rischio nel tempo). Nelle cure essenziali sono compresi anche i trapianti per i quali vi è parità di trattamento con il cittadino italiano. Nel documento si afferma inoltre il principio della continuità delle cure urgenti ed essenziali.

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