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Con D.M. del 7 maggio 2024, è stata ampliata la lista dei paesi di origine considerati sicuri ovvero dei paesi i cui cittadini, nel caso di richiesta di protezione internazionale, si vedranno applicare disposizioni speciali come l’esame prioritario della domanda e la procedura accelerata. La lista comprende ora: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia.Erzegovina, Camerun, Capo Verde, Colombia, Costa d’Avorio, Egitto, Gambia, Georgia, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Nigeria, Perù, Senegal, Serbia, Sri Lanka, e Tunisia. Alle domande già presentate da parte dei cittadini dei paesi appena inseriti (Bangladesh, Camerun, Colombia, Egitto, Perù e Sri Lanka)  continueranno ad applicarsi le disposizioni precedenti.

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La Società Dante Alighieri e il Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) segnalano l’avvio della prima edizione di corsi gratuiti di lingua italiana rivolti a universitari titolari di protezione internazionale o speciale.

Le iscrizioni sono aperte a studentesse universitarie e studenti universitari iscritti in un ateneo/conservatorio/accademia di belle arti italiano/a; ricercatrici e ricercatori presso un ateneo italiano o presso un centro di ricerca riconosciuto dal MUR; professoresse e professori, ad esempio visiting professor.

I corsi si svolgono a distanza sulla piattaforma Dante.global: le studentesse e gli studenti saranno inseriti in classi differenti sulla base del loro livello di partenza.

L'acquisizione delle competenze linguistiche verrà certificata dall’esame PLIDA, riconosciuto sul piano internazionale: alle iscritte e agli iscritti verrà infatti data la possibilità di sostenere gratuitamente la certificazione di lingua italiana di livello B1 o B2 nelle sessioni di esame PLIDA previste nel mese di novembre 2024.

È possibile iscriversi ai corsi fino al 31 marzo 2024

I corsi inizieranno a partire dal 2 maggio 2024.

Per tutte le informazioni vai al sito

Il Ministero dell’Interno ha emanato due importanti Circolari relative all’applicazione della L. 5 maggio 2023, n. 5 (di conversione del D.L. n. 20). Si tratta della Circolare n. 41720 del 19 maggio 2023 e la Circolare n. 50432 del 1° giugno 2023. Nei due provvedimenti si forniscono, tra l’altro, istruzioni all’Amministrazione in relazione all’applicazione delle disposizioni recentemente entrate in vigore in tema di protezione speciale e conversione dei permessi di soggiorno ed in tema di protezione internazionale, trattenimento ed accoglienza dei richiedenti asilo.

pdfCircolare 0041710 19 maggio 2023pdfCircolare 0050432 1 giugno 2023

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Con la pubblicazione della legge n. 50 del 5 maggio 2023, sono entrate in vigore tutte le nuove disposizioni già inserite nel decreto cd. “Cutro” e previste dalle modifiche intervenute in sede di conversione. Si conferma la limitazione dei requisiti per l’ottenimento della protezione speciale con l’abrogazione della norma relativa alla tutela della vita privata e familiare. Modifiche sono intervenute anche in relazione alla procedura di richiesta di protezione internazionale in frontiera e sulle procedure accelerate. Infine, ulteriori restringimenti sono previsti per l’ingresso dei richiedenti asilo nel sistema SAI, sistema che vede anche una riduzione dei servizi offerti.

 

 

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Registrazione del webinar "Isolare, trattenere e respingere. Le riforme dell'attuale governo in tema di immigrazione" a cura degli avvocati Carla Lucia Landri e Maurizio Veglio dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI).

pdflocandina

pdfslide

Vai alla playlist con tutte le parti del webinar

Guarda la prima parte #1 Le domande di riconoscimento della protezione internazionale pendenti 
La seconda parte #2 Le nuove domande di riconoscimento della protezione internazionale
La terza parte #3 Nuove disposizioni in materia di richiedenti protezione internazionale, le procedure accelerate e le procedure in frontiera 
La quarta parte #4 La nuova (vecchia) protezione speciale 
La quinta e ultima parte #5 Le modifiche al sistema di accoglienza e riguardo alle procedure di espulsione e trattenimento al CPR 

Il webinar si inserisce nell'ambito del progetto Mediato promosso da Ires Piemonte, ASGI e A.M.M.I. e finanziato da Compagnia di San Paolo, in collaborazione con il progetto ERMES.

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8 maggio 2023
ore 14:00 - 17:00
online

 

Isolare, trattenere e respingere. Le riforme dell'attuale governo in tema di immigrazione

Il webinar si concentrerà in particolare sulla disciplina dei soccorsi in mare, i nuovi paesi di origine sicuri (Nigeria, Gambia, Costa D'Avorio e Georgia) e sulle conseguenze sulla protezione speciale.

La formazione è a cura degli avvocati Carla Lucia Landri e Maurizio Veglio dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI) ed è realizzata nell'ambito del progetto Mediato, finanziato da Compagnia di San Paolo e promosso da Ires Piemonte, ASGI e A.M.M.I.

pdfLocandina

Iscrizione obbligatoria entro venerdì 5 maggio compilando il modulo al seguente link: https://forms.gle/bPn25uraF3jFhQCx8
Non saranno accettate iscrizioni oltre a questa data.

La conferma dell'iscrizione e il link per partecipare al webinar verranno inviati lunedì 8 maggio al mattino.
Sarà possibile connettersi a partire dalle ore 13.45; si prega di mantenere video e microfono spenti durante la durata del webinar, sarà possibile porre le domande al termine del webinar attraverso la chat.

 

Per tutte le informazioni: info@piemonteimmigrazione.it

L’11 marzo 2023 è entrato in vigore il D.L. n. 20 del 10 marzo 2023, contenente diverse disposizioni in materia di flussi di ingresso legale, prevenzione e contrasto all’immigrazione irregolare e di modifica dei casi di protezione speciale. In particolare, l’art. 7 del D.L. abroga l’art. 19, co. 11 D.Lgs. 286/98 nella parte in cui non erano ammessi il respingimento e l’espulsione nel caso in cui ciò avrebbe comportato una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, avendo riguardo della natura e dell’effettività dei vincoli familiari in Italia e dell’inserimento sociale e lavorativo nel nostro Paese. La disciplina previgente continuerà ad essere applicata per le istanze già depositate e per coloro che abbiano già ricevuto l’invito a presentarsi presso la Questura per la formalizzazione della domanda.

pdfD.L. n. 20/2023

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L’Unione Europea ha comunicato che l’applicazione della Direttiva n. 55 del 2001 in relazione alla situazione bellica in Ucraina sarà prorogata almeno fino al marzo del 2024. I cittadini provenienti dall’Ucraina che hanno ottenuto la protezione temporanea durante il periodo dell’emergenza trascorso vedranno, dunque, prorogati i loro permessi di soggiorno e le tutele correlate, mentre nuovi permessi potranno essere rilasciati a coloro che lasceranno il paese in futuro. La Commissione europea ha, inoltre, chiarito che la protezione temporanea sarà garantita anche a coloro che hanno fatto ritorno temporaneamente in Ucraina se costretti ad abbandonarla di nuovo per l’aggravarsi della situazione.

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Il T.A.R. Veneto, con la sentenza n. 1812 del 23 novembre 2022 ha chiarito che il permesso per protezione speciale può essere convertito in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro a fronte della sussistenza di un contratto di lavoro. Il Tribunale ha affermato che tale possibilità deve essere garantita sia a coloro che hanno ottenuto il permesso a seguito di una domanda di protezione internazionale (o a seguito di una decisione del Tribunale Ordinario) sia a coloro che lo hanno ottenuto dopo aver presentato richiesta direttamente al Questore. Nella decisione si legge, infatti, che  il permesso, pur potendo conseguire a due diversi procedimenti, è unico in quanto, in entrambi i casi, viene rilasciato in base ai presupposti contenuti nell’art. 19 T.U.Immigrazione e deve, dunque, essere sottoposto alla medesima disciplina.

pdfTar Veneto_n. 1812 del 2022

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La Corte di Cassazione Sezione I civile, con l’ordinanza n. 26089/2022 del 5 settembre 2022, ha nuovamente affermato la necessità di valutare, ai fini della concessione della protezione umanitaria (e quindi della protezione speciale), le attiività formative e lavorative svolte dal richiedente. Nell’ordinanza si sottolinea che l’integrazione sociale si può desumere dalla pluralità di attività, anche se l’integrazione lavorativa non sia sia ancora concretizzata in un contratto di lavoro a tempo indeterminato, obbiettivo che presenta difficoltà rilevanti anche per i cittadini del Paese ospitante. 

pdfCassazione n. 26089/2022

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