Notizie e Appuntamenti

28 giugno 2024, dalle ore 10.30
Sala Colonne, Palazzo Civico

piazza Palazzo di Città 1, Torino

Presentazione del rapporto “La giurisdizione apparente - Osservatorio sulla giurisprudenza del Giudice di Pace di Torino in materia di trattenimento amministrativo

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A sette anni dal primo rapporto dell’Osservatorio sulla giurisprudenza del Giudice di Pace di Torino in materia di trattenimento presso il Centro di permanenza per i rimpatri (C.P.R.), una nuova indagine conferma le gravi carenze già denunciate nel 2017: nell’83% dei decreti di convalida e nel 78% di quelli di prima proroga, il Giudice si limita ad accogliere la richiesta della Questura senza offrire alcuna argomentazione, nemmeno nei casi in cui la difesa motiva la propria opposizione. Il 64% delle udienze di convalida non supera i dieci minuti di durata, il 35% non raggiunge i cinque.

La mancata motivazione dei provvedimenti di convalida e proroga del Giudice di Pace di Torino trova conferma anche nella giurisdizione della Corte di Cassazione. Su tutti, spicca un dato: su 75 ricorsi in cui veniva contestata l’assenza della motivazione, in ben 53 pronunce (vale a dire nel 70% dei casi) la Corte ha cassato il decreto del Giudice di Pace di Torino perché viziato da una motivazione apparente, quella cioè “recante argomentazioni obbiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento” (Cass., SU, n. 22232/16).

Le circa 150 pronunce della Suprema Corte riguardanti i provvedimenti dell’autorità torinese, emesse tra il 2020 e il 2023, descrivono una giurisprudenza ancora assopita, incapace di garantire effettività alla tutela del diritto alla libertà degli stranieri.

 

Saluti istituzionali:
Michela Favaro - vicesindaca della Città di Torino

Parteciperanno alla presentazione:
Monica Cristina Gallo – Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Torino
Valeria Ferraris – Università degli Studi di Torino e ASGI
Maurizio Veglio – International University College e ASGI

 

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Il progetto è stato condotto dalla Dr.ssa Carolina Di Luciano e dagli avvocati/te Carla Lucia Landri, Irene Pagnotta, Giovanni Papotti e Maurizio Veglio. Inoltre, hanno collaborato alla raccolta dei dati Giulia Actis Alesina, tesista in Sociologia del Diritto, Emanuele Massara e Arturo Valpreda, studenti del Dipartimento di Giurisprudenza aderenti al progetto “Dallo studio alla ricerca” promosso dalla Prof.ssa Valeria Ferraris.

Dal divieto di espulsione e di respingimento deriva l’impossibilità di procedere al trattenimento degli stranieri minorenni, trattandosi di una modalità di esecuzione dei provvedimenti di allontanamento.
Resta ferma, invece, la possibilità che i minori accompagnati seguano i genitori che devono essere espulsi. Il divieto di espulsione, respingimento e trattenimento che vige in Italia per i minori non opera in generale a livello europeo: la “direttiva rimpatri” consente l’applicazione di tali misure anche nei loro confronti. Troviamo quindi paesi europei in cui la detenzione amministrativa di MSNA e di famiglie con figli minori è prevista per legge e applicata anche nella prassi (Polonia, Belgio, Bulgaria).

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