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Indagine sulle soft skill come chiave di accesso e di successo nelle aziende

  • 17/03/2016

 

skillsQuali soft skills sono importanti per le aziende per una partecipazione di successo nel mondo del lavoro da parte di persone con competenze medio-alte?

E quali in particolare sono richieste alle persone straniere?

Per rispondere a tali interrogativi, nel corso del 2015 è stata avviata un’indagine che ha raccolto e analizzato il punto di vista delle aziende e il punto di vista delle persone in cerca di occupazione.

Tale indagine si inserisce nell’ambito del progetto Erasmus + Valorize high skilled migrants – 2014-1-It02-KA204-003515, coordinato da Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri onlus, progetto rivolto alle persone straniere che, pur con competenze professionali medio-alte, faticano ad entrare nel mondo del lavoro o riescono ad accedere solo a posizioni lavorative molto al di sotto delle proprie possibilità.

L’indagine, che ha visto il coordinamento e la supervisione del partner Ceipiemonte Scpa, ha coinvolto le 7 organizzazioni partner del progetto, 6 Paesi (Italia, Austria, Germania, Francia, Svezia e Bulgaria) e complessivamente 77 interlocutori tra istituzioni, aziende, servizi al lavoro pubblici e privati, associazioni del privato sociale, istituti di ricerca.

Da tale indagine sono emersi due aspetti interessanti:

Dal punto di vista delle aziende

1) Le imprese e le società che si occupano di selezione e inserimento lavorativo di persone a scolarizzazione medio-alta confermano il valore indispensabile delle soft skill che costituiscono una dote essenziale e non accessoria di qualsiasi profilo professionale;

2) in specifico le soft skill che le aziende cercano nei loro dipendenti e collaboratori sono 12: gestione del tempo, motivazione, adattabilità e flessibilità, gestire responsabilità, lavorare in gruppo, orientamento al servizio, gestire i conflitti, saper comunicare, risolvere problemi, creatività e innovazione, pensiero critico e infine prendere decisioni.

Dal punto di vista delle persone straniere

1) la persona migrante qualificata che ha un titolo di studio medio – alto acquisito nel proprio paese di origine possiede ottime soft skill, in particolare in termini di motivazione, adattabilità e flessibilità e gestione dei conflitti,

2) le persone straniere sono caratterizzate dalla conoscenza di più lingue e di culture differenti;

3) il lavoratore straniero può diventare un importante riferimento per l’azienda per avviare scambi commerciali con il proprio paese di origine nonché per intercettare i bisogni di un mercato interno multi-etnico.

Tali considerazioni e riflessioni hanno offerto una chiave metodologica e strategia per l’elaborazione degli altri obiettivi del progetto Valorize, in particolare per la definizione di un percorso di valorizzazione delle soft skill che attualmente è in fase di definizione.

L’indagine, di cui riportiamo di seguito l’estratto in lingua italiana, è disponibile anche in versione integrale  al seguente indirizzo http://www.casadicarita.org/it/content/indagine-soft-skills

pdfestratto indagine

 

Per info:

Project manager: Claudia Ducange – claudia.ducange@casadicarita.org

http://www.casadicarita.org/it/content/valorize-high-skilled-migrants