A seguito delle decisioni del Consiglio Europeo del 14 e 22 settembre 2015, l’Italia ha presentato una propria tabella di marcia (Roadmap) nell’ambito della quale sono stati individuati gli hotspots (aree di sbarco attrezzate) in territorio italiano, quali Lampedusa, Pozzallo, Porto Empedocle e Trapani, dove saranno assicurate le operazioni di soccorso, prima assistenza, registrazione e fotosegnalamento di tutti gli arrivi. Ai richiedenti asilo appartenenti a quelle nazionalità per le quali il tasso di riconoscimento della protezione internazionale è pari o superiore al 75% (attualmente siriani, iracheni ed eritrei) verrà data la possibilità di ricollocamento (relocation) ovvero potranno essere trasferiti in un altro Stato UE per l’esame della domanda.