Vittime di tratta

La protezione per motivi umanitari era un sistema di protezione che tutelava tre distinte ed autonome posizioni in osservanza di obblighi umanitari, obblighi internazionali e obblighi costituzionali dello Stato, compreso il divieto di estradizione per reati politici. La protezione umanitaria è stata abrogata dalla Legge n. 132/2018 ma ciò ovviamente non significa che risultino stati abrogati gli obblighi costituzionali ed internazionali dello Stato avendo quest’ultimi origine nella Costituzione e nei Trattati Internazionali. Ed invero, con legge n.173/2020 è stato opportunamente reintrodotto nel TUIMM il “rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano” e si è modificata la norma sui divieti di espulsione e respingimento dal territorio italiano nel senso di riconoscere il diritto della persona a ricevere una protezione interna per motivi di protezione speciale, anche in ipotesi ulteriori rispetto a quelle già previste dalla Legge n. 132/2018. Come da principio sancito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, coloro che hanno presentato una richiesta di protezione prima dell’entrata in vigore del D.L. 113/2018 potranno oggi vedersi ancora riconosciuta la protezione umanitaria ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 comma 6 D.lgs. 286/98 attraverso l’attribuzione di un permesso di soggiorno motivato per “casi speciali” della durata biennale e convertibile.

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Qualora lo straniero o apolide, richiedente la protezione internazionale, non possieda i requisiti per ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, potrà ottenere il riconoscimento della protezione sussidiaria se nei suoi confronti sussistono fondati motivi per ritenere che, qualora egli ritornasse nel Paese di origine (o nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, se apolide) correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno. È considerato danno grave, il rischio fondato di subire una condanna a morte o all’esecuzione della pena di morte, tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante, e la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale.

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Lo status di rifugiato è riconosciuto allo straniero o apolide, il quale, temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione del proprio Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza (apolide) e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra.

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La protezione internazionale rappresentata il sistema di norme volte a garantire, tutelare e proteggere i diritti fondamentali della persona costretta a fuggire dal Paese di cittadinanza o di di dimora abituale per il fondato timore di subire persecuzioni personali o danni gravi, che si trova in uno degli Stati in cui è in vigore la Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati. La protezione Internazionale include lo status di rifugiato e lo status di protezione sussidiaria.

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