- riconoscimento formale del titolo di studio o della qualifica professionale: è necessario presentare domanda di riconoscimento del titolo, allegando la documentazione richiesta, all’ente italiano competente. In caso di accettazione il titolo estero acquisisce in Italia lo stesso valore legale del titolo italiano corrispondente. L’ente competente può accettare la richiesta, respingerla o richiedere il superamento di misure compensative;
- riconoscimento di un titolo di studio e di crediti formativi, per proseguire in Italia un percorso di studi (istruzione, formazione professionale, istruzione tecnica superiore, università o istituti AFAM, Alta Formazione Artistica e Musicale e Coreutica, Accademie di Belle Arti e Conservatori di musica: è necessario fare richiesta di iscrizione all’ente formativo responsabile del percorso di studi a cui si è interessati, allegando la documentazione necessaria, per la valutazione del proprio percorso di studi al fine dell’accesso e/o al fine di ottenere un’abbreviazione di carriera. Se la richiesta viene accetta è possibile iscriversi e completare il percorso di studi;
- riconoscimento per l’accesso a concorsi pubblici e al pubblico impiego, ad altro tipo di corsi o concorsi per l’impiego, a tirocini formativi specifici e al praticantato: si chiede all’ente competente di valutare il proprio titolo come equivalente al titolo italiano richiesto per quella specifica finalità;
- percorsi di validazione e certificazione delle competenze anche non formali e informali a livello regionale: si tratta di percorsi che riconoscono in tutto o in parte una certificazione regionale. In Piemonte è attualmente possibile accedervi tramite l’ingresso in progetti che ne prevedano la sperimentazione (si tratta di un sistema di recente avvio).
Presso i Centri per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) del territorio sono previsti corsi di alfabetizzazione, di preparazione agli esami di certificazione e di approfondimento della conoscenza della lingua italiana. È inoltre possibile chiedere informazioni sulle altre possibilità di formazione linguistica presso gli uffici che si occupano di orientamento (Centri per l’impiego, Informagiovani e altro).
- di attivarsi nel paese in cui si è studiato;
- di prevedere dei costi (diversi in ogni paese) per pratiche di legalizzazione e traduzione, marche da bollo, delle eventuali misure integrative (dette “misure compensative”, cioè un esame, un tirocinio formativo-valutativo o l’acquisizione di crediti o annualità di studio);
- di sapere che la durata dei percorsi dipende da diversi fattori (ad esempio dalla possibilità di attivarsi velocemente, dai tempi delle amministrazioni pubbliche, dai tempi per il superamento delle eventuali misure compensative, dalla previsione di finestre temporali per la consegna delle richieste).
- Il riconoscimento con la logica dell’equipollenza, si intende il conferimento a un titolo di studio o professionale conseguito all’estero dello stesso valore legale del titolo italiano corrispondente; la valutazione da parte dell’ente competente avviene secondo una logica comparativa (vengono paragonati nel dettaglio i programmi di studio effettuati all’estero e quelli previsti per l’analogo percorso in Italia) e sulla base della situazione individuale del richiedente.
Per i titoli di studio (diplomi di scuola secondaria di I e II grado e titoli accademici) avviene tramite rilascio, da parte dell’ente italiano competente per l’analogo percorso, di una dichiarazione di equipollenza.
Per le qualifiche professionali (titoli che afferiscono ad una professione regolamentata dalla legislazione nazionale, che ne stabilisce il titolo di studio indispensabile per l’accesso e i successivi requisiti per l’esercizio della professione, dal tirocinio, all’esame di Stato, alle norme di deontologia professionale) avviene tramite la pubblicazione di un decreto di riconoscimento della qualifica professionale da parte del Ministero italiano competente per quella professione;
2. Il riconoscimento con la logica dell’equivalenza, sono previste delle forme di riconoscimento finalizzate ad uno specifico scopo, che prevedono una valutazione più generale sul livello nel sistema educativo estero e sulle caratteristiche del titolo estero; gli effetti giuridici di un’equivalenza sono prodotti per lo specifico scopo per cui viene richiesta. Si tratta dunque di una richiesta valida soltanto per una singola occasione, da eventualmente ripresentarsi per una occasione seguente. L’esito può essere negativo o positivo. Si tratta di percorsi di riconoscimento di un titolo di studio per proseguire in Italia un percorso di studi, di percorsi per l’accesso a concorsi pubblici e al pubblico impiego o ad altra forma di corso o concorso per il lavoro, a tirocini formativi specifici e al praticantato e per l’iscrizione ai Centri per l’Impiego.
Di seguito i possibili esiti:
- Riconoscimento/Equipollenza
La richiesta viene accolta e l’ente competente ne rilascia relativo documento formale (Decreto di riconoscimento o Dichiarazione di equipollenza), che ha valore immediato. Nel caso del riconoscimento di una qualifica possono essere necessarie alcune altre prescrizioni per l’effettivo esercizio della tua professione (ad esempio il deposito del decreto presso la Camera di Commercio, l’iscrizione ad un albo/ordine professionale, l’esercizio della professione entro un termine definito, eccetera). - Riconoscimento vincolato al superamento di misure compensative
La richiesta di riconoscimento è accolta, ma il contenuto della formazione e/o esperienza è stato valutato non completo. L’effettivo riconoscimento viene vincolato al superamento di misure compensative, cioè ulteriori verifiche su alcune materie.
Per i riconoscimenti di qualifiche professionali si tratta di un esame teorico-pratico (prova attitudinale) o di un periodo di tirocinio specifico della durata massima di tre anni (tirocinio di adattamento).
Per cittadini Ue, nella maggior parte dei casi, viene data la possibilità di scegliere quale misura compensativa attivare; negli altri casi viene definita dall’ente competente.
Per i riconoscimenti di titoli di studio, le misure compensative consistono nel sostenere una parte dei percorsi (ad esempio alcuni esami o altri crediti, o annualità).
Superate le misure prescritte, il riconoscimento diventerà effettivo. - Diniego
La richiesta non viene accolta. L’esito negativo deve indicare anche le motivazioni, che possono riguardare le caratteristiche del titolo della tua formazione.
Di seguito i possibili esiti; la richiesta di equivalenza può essere: • accettata, in questo caso sarà confermata la possibilità di accedere al percorso richiesto, • negata, in questo caso il percorso avviato viene invalidato (una risposta negativa arrivata dopo aver effettuato sotto condizione la selezione determina l’esclusione dalla stessa indipendentemente dal posto raggiunto in graduatoria).
- documentazione in originale riferita al titolo che si intende riconoscere (in genere legalizzata e tradotta);
- relativi documenti informativi, documenti che forniscono informazioni sul titolo estero cui sono allegati e sono rilasciati nel paese di acquisizione del titolo o in Italia;
- eventuali altri documenti, ad esempio in molti percorsi vengono chieste le pagelle o gli estratti degli esami, nei percorsi di equipollenza spesso vengono richiesti i programmi formativi degli studi effettuati, distinti per materia.
- livello di istruzione nel sistema educativo
- istituzione rilasciante e veridicità del documento
- natura (studio o professionalizzante).
- Dichiarazione di Valore in loco, è rilasciata dalle Rappresentanze Diplomatiche italiane all’estero (Ambasciate/Consolati) competenti per territorio, che hanno l’onere di accertare l’autenticità del titolo in questione e le sue caratteristiche. È possibile richiedere la Dichiarazione di Valore per motivi di studio (informazioni relative esclusivamente alle caratteristiche del titolo di studio) o per motivi professionali (informazioni relative anche ad altri requisiti necessari all’esercizio di una professione).
- Dichiarazione di conformità alla normativa europea (o anche Certificazione di Conformità), certifica che un titolo professionale è conforme a quanto prescritto dalla direttiva 2005/36/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio. È un documento rilasciato dall’autorità competente del paese di provenienza per una data professione regolamentata, è valido solo per titoli acquisiti in paesi Ue.
- Attestato di comparabilità del titolo estero, viene rilasciato dal CIMEA (Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche), la procedura di richiesta si svolge online.
È un documento di carattere informativo che riporta le informazioni generali riferite al titolo estero e fornisce un parere sulla corrispondenza nel sistema educativo italiano, è accettato dalla maggior parte delle università nelle procedure di riconoscimento di un titolo di studio o di ammissione ai corsi accademici.
Se invece si tratta di una professione non regolamentata in Italia (una professione per cui non sono previsti requisiti specifici di accesso, cioè una professione ad accesso libero), è possibile svolgerla senza alcuna limitazione (ad eccezione delle professioni sanitarie).
La documentazione necessaria per la richiesta di equivalenza è la seguente:
- titolo estero tradotto e legalizzato, con allegata Dichiarazione di Valore;
- piano di studi/estratto esami tradotto e legalizzato (non richiesto per la licenza media);
- bando del concorso pubblico/selezione cui si vuole partecipare.
- Istruzione secondaria di I grado (licenza media),
- Istruzione secondaria di II grado (diploma di maturità),
- Formazione Professionale regionale (qualifica, specializzazione, patenti di mestiere e abilitazioni, formazione continua),
- Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS),
- Istruzione Tecnica Superiore (ITS),
- Istruzione accademica o AFAM (Laurea, Laurea Magistrale, master, Specializzazione, Dottorato).
È possibile trovare maggiori informazioni sui documenti richiesti e gli enti competenti per i singoli percorsi consultando il portale https://qualifyme.it, alla sezione Iscrizione ad un percorso formativo.
A chi è possibile rivolgersi:
- Ente regionale per il Diritto allo Studio, EDISU Piemonte (per percorsi universitari), che eroga borse di studio e risorse abitative e si occupa anche di altre provvidenze (mense, sussidi straordinari, orientamento, aule studio, spazi culturali/ricreativi/sportivi) rivolte a tutti gli studenti;
- Atenei (per percorsi universitari), che possono erogare direttamente alcuni benefici, rivolti a studenti meritevoli ma privi di mezzi, che non hanno accesso alle risorse erogate dagli enti regionali per il Diritto allo Studio;
- Altri enti pubblici o privati (per tutti i percorsi), che possono erogare benefici di sostegno allo studio (bandi per borse di studio aperti da fondazioni private) e fornire opportunità di microcredito (forme di finanziamento agevolate di sostegno ad una progettualità).
Per saperne di più è possibile rivolgersi a:
- il CIMEA - Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche, che può dare informazioni su tutti i percorsi di riconoscimento,
- il Punto di contatto nazionale sulle qualifiche, che può dare informazioni sui precorsi di riconoscimento di titoli e qualifiche professionali.
In Piemonte è possibile avere specifica informazione, orientamento e consulenza su questi temi presso lo sportello Extra-Titoli (attivo a Torino e in altre città del Piemonte).
Per trovare informazioni sui percorsi possibili per utilizzare in Italia titoli di studio e qualifiche, su documenti richiesti ed enti competenti, è possibile consultare il portale https://qualifyme.it.