Vittime di tratta

Vittime di tratta

Descrizione

La tratta degli esseri umani rappresenta una grave violazione dei diritti della persona. Implica il trasferimento o il trasporto illegale di una persona straniera vulnerabile all’interno dei confini dello Stato con l’utilizzo della violenza, dell’inganno o di altra forma di coercizione e al fine di destinarla allo sfruttamento sessuale, lavorativo, nell’accattonaggio, nel compimento di attività illecite, per l’espianto di organi o per matrimoni forzati. La tratta si distingue quindi dal favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, nel quale lo straniero si accorda con il trafficante e non è destinato allo sfruttamento (anche se non si deve escludere che, una volta giunto in Italia, sia sottoposto a violenza e sfruttamento).

A partire dal 2015, la richiesta d’asilo è diventata il più importante canale d’accesso in Italia e in Piemonte per le vittime di tratta provenienti dall’Africa sub-sahariana. Questo ha determinato, da un lato, la presenza di vittime della tratta (soprattutto donne) nel sistema di accoglienza per i richiedenti asilo e, dall’altro, l’inserimento di richiedenti e titolari di protezione internazionale nelle strutture specifiche per le vittime di tratta.

In un contesto di flussi migratori misti, i soggetti che da molti anni si occupano di accogliere le vittime hanno dovuto affrontare sfide nuove, che hanno messo in discussione le definizioni assodate e gli strumenti di prevenzione, contrasto e assistenza tradizionalmente impiegati.

Nel periodo 2014-2018, gli enti anti-tratta del Piemonte hanno accolto complessivamente 667 persone, effettuato 1.117 colloqui di valutazione presso strutture di accoglienza per richiedenti asilo oppure su segnalazione della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale o del Numero verde nazionale anti-tratta, e avviato oltre 8.500 contatti tramite le unità di strada e gli sportelli.

Dati

Il caso Nigeria

casoNigeriaDal 2015 in Italia si è registrato un significativo aumento del numero di migranti e richiedenti asilo provenienti dalla Libia e originari dei Paesi dell’Africa occidentale, in particolare della Nigeria. Tra il 2014 e il 2016, la percentuale dei migranti nigeriani è passata dal 5,3% (pari a 9.000 arrivi) al 20,7% (pari a 37.551 sbarchi).
Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), le donne e le minori straniere non accompagnate di nazionalità nigeriana sono tra i soggetti più esposti al rischio di diventare vittime di tratta destinate allo sfruttamento della prostituzione in Italia o in altri Paesi dell’Unione Europea. In particolare, l’OIM ritiene che una percentuale compresa tra il 70 e l’80% delle donne nigeriane sbarcate nel periodo 2014-2016 sia una probabile vittima di tratta.
Nel periodo 2013-2016, gli arrivi di donne nigeriane in Italia via mare sono aumentati costantemente, con una riduzione solo nel 2017 a seguito della firma del Memorandum d’intesa tra Italia e Libia.

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Dati al 31/12/2017

Fonte: Ministero dell’Interno

Presenza donne nigeriane nei Centri di accoglienza straordinaria (CAS)

tratta CASI dati dell’Osservatorio nazionale sulla tratta evidenziano che nel 2017 le donne nigeriane rappresentano il 76% delle vittime assistite dagli enti anti-tratta in Italia e, in particolare, l’88% delle vittime di sfruttamento sessuale. In Piemonte, il 90% delle persone accolte nelle strutture anti-tratta nel periodo 2014-2018 è costituito da donne di nazionalità nigeriana.

Poiché la grande maggioranza delle vittime di tratta di nazionalità nigeriana presenta domanda di protezione internazionale, le persone trafficate che arrivano in Italia e in Piemonte – se non identificate prontamente – vengono collocate presso accoglienze generiche per richiedenti asilo.
Nel maggio 2018, nei Centri del Piemonte erano ospitate 704 richiedenti asilo nigeriane. Di queste, oltre il 58% risiedeva nell'area metropolitana di Torino, l'11,7 e l'11,2%, rispettivamente, nelle province di Asti e Cuneo e il 10,7% nella provincia di Alessandria. Le province di Biella, Novara, Vercelli e VCO si dividevano il restante 8,5%.

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Dati al 31/05/2018

Fonte: Prefetture del Piemonte

Esito delle domande

esitoDomandeSebbene per molti anni i sistemi della protezione internazionale e dell’anti-tratta non abbiano comunicato, adottando procedure e modalità operative distinte, i due percorsi presentano ampi margini di interconnessione. La base giuridica per tale collegamento è costituita dall’applicazione dell’articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo statuto dei rifugiati alle vittime di tratta che, se riconosciute tali, hanno diritto alla protezione internazionale nel Paese di approdo. Nel novembre 2016, l’UNHCR e la Commissione nazionale per il diritto d’asilo hanno approvato le nuove Linee guida per le Commissioni territoriali riguardanti l’identificazione delle vittime di tratta tra i richiedenti protezione internazionale.
Nel periodo compreso tra gennaio 2014 e maggio 2018 sono state presentate in Piemonte 1.197 richieste di protezione internazionale da parte di donne nigeriane. La Commissione territoriale di Torino ha accolto circa il 34% delle domande, mentre nel 16% dei casi la procedura è stata sospesa in attesa della valutazione da parte di un ente anti-tratta.

Vi è quindi uno scarto significativo tra le stime dell’OIM elaborate al momento dello sbarco e l’effettiva capacità di identificazione delle vittime. Appare necessario, dunque, potenziare la capacità della Commissione territoriale di favorire l’emersione del fenomeno e il riconoscimento delle persone trafficate.

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Dati al 31/05/2018

Fonte: Commissione territoriale di Torino per il riconoscimento della protezione internazionale

Approfondimenti

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