Rifugiati

Obiettivo: emersione, assistenza ed integrazione sociale degli stranieri e dei cittadini vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, lavorativo e per accattonaggio

Attività: tutela della salute, emersione e primo contatto (unità di strada; unità indoor; sportelli; postazione locale del numero verde nazionale, colloqui antitratta presso commissione territoriale, collaborazione con cas e sprar); protezione immediata e prima assistenza; seconda accoglienza; formazione e orientamento al lavoro; accoglienza di msna; azione pilota in collaborazione con l’assessorato alla sanità per formare un operatore/trice di ciascun dea (referenti rete antiviolenza) e alcuni referenti dei consultori, sugli indicatori di tratta; attivazione di una sezione tratta all’interno della forum di consulenza www.piemonteimmigrazione.it/forum; monitoraggio e valutazione.

Periodo: Dicembre 2017 - Febbraio 2019

Fonte di finanziameno: Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Capofila: Regione Piemonte

scheda di progetto

Pubblicato in Progetti

Sezione in fase di aggiornamento a seguito dell'entrata in vigore del D.L.113/2018

Hanno diritto al permesso per grave sfruttamento lavorativo, previsto dall’art. 18 del T. U. Immigrazione, gli stranieri vittime dei reati di “riduzione e mantenimento in schiavitù o tratta” e dunque gli stranieri vittime di violenza o grave sfruttamento, da cui possono sorgere concreti pericoli per l’incolumità.
La situazione che dà diritto al permesso deve essere segnalata o dai servizi sociali degli enti locali o da associazioni che operano nel settore o da enti e associazioni che gestiscono progetti rivolti alle vittime di sfruttamento o dalla Procura della Repubblica, quando l’esistenza delle vittime emerga a seguito di indagini su reati.
Per il rilascio del permesso è necessario il parere favorevole del Pubblico Ministero che conduce l’indagine e l’adesione al progetto di inserimento da parte dello straniero.
Il permesso ha una durata di 6 mesi ed è rinnovabile fino ad un anno o al maggior periodo occorrente per motivi di giustizia e consente lo svolgimento di attività lavorativa .
Può essere convertito in permesso per lavoro alla scadenza nel caso in cui il titolare abbia reperito un’occupazione. 

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