Migranti di lungo periodo

Il Consiglio di Stato, con due recenti sentenze (la sentenza n. 1837 del 20/03/19 e la sentenza n. 3121 del 14/5/19) ha annullato due provvedimenti di diniego della concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione basati su precedenti penali. Il Consiglio di Stato ha affermato che, pur nell’ambito di un’ampia discrezionalità che caratterizza questo tipo di decisioni, la sussistenza di pregresse condanne non può essere considerata automaticamente ostativa in assenza di una concreta valutazione circa le caratteristiche e le modalità dell'episodio di reato e le conseguenze sulla non compiuta integrazione. Nei casi in esame i precedenti penali riguardavano fattispecie contravvenzionali di modesta entità, punite con la sola pena pecuniaria e per le quali era intervenuta la cessazione degli effetti penali tramite riabilitazione o estinzione del reato ed il Consiglio di Stato ha rinviato all'Amministrazione per una nuova valutazione delle posizioni.

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Con la circolare del 25 gennaio 2019 n. 666, il Ministero dell’Interno fornisce ulteriori indicazioni sui profili applicativi delle disposizioni introdotte in materia di acquisito della cittadinanza italiana con la L. 132/2018.

In particolare si ribadisce che il nuovo termine di 48 mesi per la definizione delle domande si applica a tutti i procedimenti in corso e non ancora definiti con un provvedimento espresso al 5 ottobre 2018. Dalla stessa data è previsto il versamento del contributo maggiorato di euro 250,00. Invece, è in vigore per le domande presentate dal 4 dicembre 2018, la disposizione che prevede una adeguata conoscenza della lingua italiana. Sul punto, i richiedenti devono attestare il possesso di un titolo di studio oppure produrre idonea certificazione attestante il livello B1 del QCER. Sono esclusi coloro che hanno sottoscritto l’accordo di integrazione ed i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Nella Circolare si specifica che le domande già inoltrate prive della documentazione dovranno essere dichiarate inammissibili previo avviso al richiedente che potrà provvedere entro un breve termine ad integrare la pratica con l’attestazione o la certificazione richiesta.pdfCircolare Ministero Interno n.666 del 25 gennaio 2019.pdf

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Venerdì, 18 Gennaio 2019 10:55

Video - Cittadinanza italiana

Video che illustra le principali Domande e Risposte sul tema dell'acquizione della cittadinanza italiana.

Contenuti tratti dalla guida pratica per cittadini stranieri ed operatori "Vivere, Studiare, Lavorare in Italia"

 

Scheda completa sul tema CITTADINANZA

 

Prodotto nell'ambito del Piano Integrato degli Interventi in materia di inserimento lavorativo e di integrazione sociale dei migranti. (Fondo Politiche Migratorie)

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Il Ministero dell’Interno, con la Circolare del 16 ottobre 2018, si sofferma sulle modifiche alla disciplina della cittadinanza introdotte con il D. L. n. 113/18. In particolare l’Amministrazione segnala che il termine di definizione dei procedimenti di cui agli articoli 5 e 9 della legge n. 91/1992 diventa di quarantotto mesi dalla data di presentazione dell’istanza e che il nuovo termine è già applicabile ai procedimenti in corso. La nuova normativa ha anche portato il contributo per tutti i tipi di domande ad euro 250,00 con possibilità da parte del Ministero di richiedere l’integrazione del versamento.

pdfCircolare Cittadinanza 16 ottobre 2018

 

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Il D.L. n. 113/2018 ha modificato il termine previsto per la conclusione del procedimento di concessione della cittadinanza italiana che passa dai 730 giorni previsto dal regolamento di attuazione all’attuale termine di 48 mesi previsto dal nuovo art. 9 bis L. 91/1992. Il nuovo termine si applica anche ai procedimenti in corso. Nello stesso decreto è anche previsto l’aumento dell’importo del contributo previsto per le richieste di cittadinanza da 200 euro a 250 euro.

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Con la pubblicazione sulla G.U. del 4 ottobre 2018, è entrato in vigore il D.L. cd. “Sicurezza” contenente tra l’altro disposizioni in materia di protezione umanitaria ed internazionale anche con riferimento all’accoglienza, in tema di espulsioni e trattenimento nei C.P.R. nonché di iscrizione anagrafica e cittadinanza. Il D.L. è ora approdato al Parlamento per la conversione in legge che dovrà avvenire entro il 3 dicembre 2018.

pdfD.L. Sicurezza

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Giovedì, 25 Ottobre 2018 15:48

Cittadinanza

L. n. 91 del 5 febbraio 1992 - Nuove norma sulla cittadinanza

 

D.P.R. n. 572 del 12 ottobre 1993 - Regolamento di esecuzione della Legge n. 91 del 5.2.1992

 

D.P.R. n. 362 del 18 aprile 1994 - Regolamento recante disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana.

 

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Il Tribunale Ordinario di Torino, con la sentenza del 9 maggio 2018, ha riconosciuto la propria competenza in una controversia in materia di accertamento dello stato di cittadinanza. Ciò in applicazione delle disposizioni introdotte con la L. 46/2017 che hanno assegnato alle sezioni specializzate del Tribunale Ordinario del luogo in cui ha dimora il ricorrente le controversie in tema di apolidia e cittadinanza. Pare, dunque, superata la distinzione tra le controversie relative alla richiesta di cittadinanza per matrimonio e quelle relative alla richiesta per residenza decennale in relazione alle quali risultava finora competente il Tribunale Amministrativo per il Lazio.

pdfTribunale TORINO 9 maggio 2018

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Il Tribunale di Roma, con la sentenza del 17 aprile 2018, ha dichiarato lo status di cittadini italiani dei discendenti, nati in Brasile, di un cittadino italiano deceduto senza rinunciare alla cittadinanza italiana né acquisire quella brasiliana. Il Tribunale ha ammesso il ricorso alla via giudiziale per l’accertamento della cittadinanza iure sanguinis in presenza di un grave ritardo da parte dell’Autorità Consolare italiana in Brasile a cui i ricorrenti si erano rivolti fin dal 2014. Nella sentenza si legge, infatti, che l’Amministrazione è tenuta ha rispettare il termine di 730 giorni previsto dall’art. 3 del D.P.R. 362/1994 e che l’incertezza in ordine al definizione della richiesta di riconoscimento della cittadinanza ed il decorso di un lasso irragionevole di tempo equivalgono ad un diniego che giustifica il ricorso alla tutela giurisdizionale.

pdfTribunale di Roma 17 aprile 2018

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