Migranti di lungo periodo

Mercoledì, 25 Luglio 2018 16:43

Collaborazioni occasionali

I contratti di collaborazione occasionale possono essere stipulati per lo svolgimento di prestazioni lavorative di durata limitata (massimo 30 giorni nell’anno) e con una retribuzione massima di 5.000 euro nel corso dell’anno.
Questi contratti non prevedono ferie pagate né altre tutele quali malattia, aspettativa, permessi, congedo parentale, maternità.
Se l’attività lavorativa svolta è di fatto assimilabile a quella di un lavoratore dipendente, è consigliabile rivolgersi ad un sindacato o ad un avvocato per verificare la propria situazione.

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Mercoledì, 25 Luglio 2018 16:41

Contratto di lavoro intermittente (a chiamata)

Si tratta di un contratto di lavoro subordinato in cui il datore di lavoro ha la facoltà di chiamare il lavoratore che abbia sottoscritto il contratto secondo le proprie necessità cioè “a chiamata”. Il lavoratore viene pagato solo per i giorni di effettivo lavoro (salvo che abbia garantito al datore di lavoro la propria disponibilità’ a rispondere alle chiamate, nel qual caso gli spetta l’indennità’ di disponibilità).
I casi di utilizzo sono individuati nei CCNL e in appositi decreti.
Questa tipologia di contratto può, in ogni caso, essere concluso con soggetti con meno di 24 anni di età, purché le prestazioni lavorative siano svolte entro il venticinquesimo anno, o con più di 55 anni.
La legge stabilisce un numero massimo di 400 giornate in cui il lavoratore può essere chiamato nel corso di un triennio. Tale limite non opera nei settori del turismo, pubblici esercizi e spettacoli.

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Può accadere che il contratto di lavoro subordinato non sia stipulato direttamente dall’azienda che necessita del lavoratore, ma tramite un’altra società a cui l’azienda utilizzatrice ha delegato una parte delle proprie attività, con un contratto di appalto (è il caso ad esempio delle cooperative di logistica).
La società appaltante è obbligata in solido con l’appaltatore, entro 2 anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali maturati nell’appalto.
L’appalto è legittimo se l’appaltante svolge l’effettiva gestione di un servizio con propri uomini e mezzi.
Capita talvolta che, dietro formali contratti di appalto, si nascondano invece intermediazioni illegittime di manodopera, cioè situazioni in cui, di fatto, il lavoratore opera sotto le direttive dell’appaltante ed è inserito nella sua organizzazione aziendale, pur essendo formalmente assunto da altro soggetto. In tali casi è possibile rivolgersi ad una organizzazione sindacale o ad un legale per verificare la possibilità di una vertenza nel termine di decadenza di 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

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Mercoledì, 25 Luglio 2018 16:39

Contratto tramite agenzia di somministrazione

Può accadere che il contratto di lavoro subordinato non sia stipulato direttamente dall’azienda che necessita del lavoratore, ma tramite una agenzia di somministrazione (es. Temporay, Adecco, Gi Group) a cui l’azienda utilizzatrice ha chiesto la fornitura di personale.
Il contratto con il lavoratore in questo caso è stipulato dall’agenzia di somministrazione. I lavoratori hanno diritto a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello assunti direttamente dall’azienda.
L’azienda utilizzatrice è obbligata in solido con l’agenzia di somministrazione a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi ed a versare i relativi contributi previdenziali. 

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Mercoledì, 25 Luglio 2018 16:36

Cosa fare in caso di licenziamento?

Il lavoratore che riceva una lettera di licenziamento ha 60 giorni di tempo per proporre impugnazione.
L’impugnazione deve essere proposta in forma scritta e con un mezzo idoneo a dare data certa (raccomandata a.r., pec,etc...).
Tale primo atto non richiede particolari formalità e può essere fatto personalmente o con l’assistenza di un sindacato o di un avvocato.
I lavoratori possono ottenere assistenza ed essere messi in contatto con legali con esperienza in diritto del lavoro dagli uffici tecnici delle principali organizzazioni sindacali. Dalla data di invio dell’impugnazione decorrono ulteriori 180 giorni per la proposizione di eventuale ricorso giudiziale. Competente a ricevere il ricorso è il Giudice del lavoro.
Tale atto deve necessariamente essere redatto da un avvocato.
Le conseguenze di un licenziamento illegittimo mutano in base alla data di assunzione ed alle dimensioni aziendali oltre che ai motivi di licenziamento.
In materia di lavoro non vi sono procedure conciliative o di mediazione obbligatorie, sarà il legale incaricato a valutare l’opportunità di azionare mezzi alternativi al contenzioso caso per caso.
Nel caso di soci di cooperativa che vengano contestualmente licenziati ed esclusi da socio, il termine per proporre il ricorso giudiziale avverso l’esclusione da socio è di soli 60 giorni dalla data di comunicazione dell’esclusione stessa, è necessario pertanto rivolgersi al un legale nel tempo più breve possibile.
Tutti i lavoratori entro 60 giorni dal licenziamento devono fare anche la domanda di Naspi (indennità disoccupazione) all’INPS. La procedura è telematica e può essere fatta personalmente o per il tramite di un patronato.

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Mercoledì, 25 Luglio 2018 16:27

Contratto di lavoro subordinato

Il contratto di lavoro subordinato è stipulato quando un datore di lavoro intenda assumere un lavoratore alle proprie dipendenze affinché lo stesso svolga specifiche mansioni sotto le sue direttive, in un determinato luogo ed in un orario vincolato.
Le principali caratteristiche del rapporto di lavoro (orario settimanale, retribuzione, maggiorazioni per straordinario o festivo, ferie etc.) sono indicate nel Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) che fissa anche i minimi retributivi. Il CCNL applicato viene generalmente indicato nella lettera/contratto di assunzione e nella comunicazione UNILAV.
Il contratto di lavoro subordinato può essere a tempo pieno, quando l’orario lavorativo è pari a quello previsto per il tempo pieno dal CCNL oppure a tempo parziale, se l’orario di lavoro è ridotto. In questo secondo caso la percentuale di part time e la collocazione oraria devono essere indicati nel contratto.
Il contratto di lavoro subordinato può essere:

  • a tempo determinato, in questo caso nel contratto di assunzione è indicato il termine del rapporto che potrà essere prorogato fino a 5 volte e per un massimo di 36 mesi dal datore di lavoro.
  • a tempo indeterminato, in questo caso non è previsto un termine di durata ed il rapporto di lavoro prosegue fino a quando il datore di lavoro non procede al licenziamento o il lavoratore non si dimette.
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È possibile lavorare con diverse tipologie di permesso:

  • lavoro subordinato
  • lavoro autonomo
  • lavoro stagionale (per attività stagionali)
  • motivi familiari
  • richiesta protezione internazionale (dopo 60 giorni dalla richiesta)
  • protezione sussidiaria
  • asilo politico
  • apolidia
  • attesa occupazione
  • studio, tirocini formativi (consente di lavorare part time fino a 20 ore settimanali)
  • permesso soggiorno UE di lungo periodo
  • permesso per titolari carta Blu UE
  • residenza elettiva
  • assistenza minori (art. 31 T.U. Immigrazione) (consente di lavorare ma non è convertibile in permesso per lavoro)
  • permesso ex art. 27 T.U. Immigrazione (limitatamente alla specifica categoria di attività per cui è stato concesso)
  • per calamità (consente di lavorare ma non è convertibile in permesso per lavoro)
  • per atti di particolare valore civile (consente di lavorare ed è convertibile in permesso per lavoro)
  • protezione speciale (consente di lavorare ma non è convertibile in permesso per lavoro);
  • casi speciali/protezione sociale (consente di lavorare ed è convertibile in permesso per lavoro).

I permessi per lavoro subordinato /lavoro autonomo /attesa occupazione/ motivi familiari, consentono di svolgere qualsiasi attività lavorativa, e al momento del rinnovo è rilasciato permesso per l’effettiva attività svolta (es: un cittadino straniero titolare di permesso per motivi familiari può lavorare ed alla scadenza ottenere permesso per lavoro subordinato o autonomo se sta svolgendo tale attività senza dover aspettare l’emanazione di un decreto flussi).

Il permesso per studio o tirocinio può essere convertito in permesso per lavoro nell’ambito delle quote stabilite dal decreto flussi. La procedura per richiedere la conversione è telematica, il SUI della prefettura https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/Ministero/Index2.

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Ad oggi, la partecipazione a concorsi pubblici o ad altre forme di accesso al pubblico impiego è concessa solo ai cittadini UE e ai cittadini extra UE soggiornanti di lungo periodo e ai loro familiari, nonché ai titolari di protezione internazionale (equiparati ai cittadini Ue).

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È possibile partecipare ad un concorso pubblico o ad altre forme di accesso al pubblico impiego tramite procedura di equivalenza del titolo di studio estero ai fini della partecipazione ad una selezione che abbia, come requisito, il possesso di un certo titolo di studio. Il provvedimento di equivalenza è valido solo per il concorso a cui fa riferimento, per cui si inoltra la richiesta; per qualsiasi altro concorso pubblico sarà quindi necessario presentare una nuova domanda di equivalenza.
La documentazione necessaria per la richiesta di equivalenza è la seguente:

  • titolo estero tradotto e legalizzato, con allegata Dichiarazione di Valore;
  • piano di studi/estratto esami tradotto e legalizzato (non richiesto per la licenza media);
  • bando del concorso pubblico/selezione cui si vuole partecipare.

È possibile trovare maggiori informazioni sui percorsi di equivalenza consultando il portale qualifyme.it, alla pagina dei percorsi per Fini specifici.

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È possibile trovare maggiori informazioni sul portale https://qualifyme.it/ alla pagina del percorso Riconoscimento di un titolo o qualifica professionale.

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