Formazione

La legge di conversione del D.L. 4/2019 ha modificato i requisiti richiesti per i cittadini non comunitari ai fini della concessione del reddito di cittadinanza. I cittadini stranieri dovranno presentare anche “apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'autorità consolare italiana” riguardo alla loro situazione familiare, al reddito e al patrimonio immobiliare e mobiliare.Dalla certificazione dovranno risultare familiari rimasti in patria, case e terreni posseduti nel paese di origine ed eventuali redditi.
Questo requisito non si applicherà: a)  nei confronti dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea aventi lo status di rifugiato politico;  b) qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente; 
c) nei confronti di cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea nei quali è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni.

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Mercoledì, 10 Aprile 2019 16:41

Al via il decreto flussi per il 2019.

E’ stato pubblicato il D.P.C.M. del 12 marzo 2019 contenente la programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari per il 2019. Le quote del 2019 ricalcano quelle del 2018 e prevedono l’ingresso di 18.000 lavoratori con contratti stagionali ed ulteriori 12.850 unità riservate ai lavoratori autonomi, ai lavoratori subordinati che hanno svolto programmi di formazione o di orgine italiana ed infine per le conversioni in permesso di soggiorno per lavoro di altri tipi di permesso e . Le domande potranno essere presentate dal 16 aprile 2019 per il lavoro non stagionale e dal 24 aprile 2019 per il lavoro stagionale e dovranno essere inviate per via telematica dal portale https://nullaostalavoro.dlci.interno.it previa registrazione tramite identità SPID. L’ingresso per lavoro stagionale è riservato ai cittadini di Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina. Tutte le indicazioni operative sono contenute nella Circolare congiunta del Minitero dell'Interno e del Lavoro del 9 aprile 2019.

pdfCircolare Decreto Flussi 2019

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Il Tribunale di Torino, con due recenti ordinanze, ha riconosciuto la protezione umanitaria a due richiedenti asilo che avevano fatto domanda di protezione internazionale prima dell’entrata in vigore della legge 132 del 2018.
In entrambi i casi i giudici hanno ritenuto di concedere la protezione umanitaria a fronte del percorso di inserimento e di integrazione in Italia dei due ricorrenti che nel corso del giudizio hanno dimostrato di aver frequentato corsi di lingua italiana e di aver avviato attività lavorativa. Nelle decisoni si legge che, nonostante il parametro dell’inserimento sociale non possa essere l’unico presupposto della protezione umanitaria, si deve valutare che, in caso di rientro nel paese di orgine, tale inserimento verrebbe meno e questo costituirebbe sicuramente una compromissione della sua sfera di diritti inviolabili.

pdfTribunale TORINO 16 gennaio 2019

pdfTribunale TORINO 25 gennaio 2019

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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4455 del 23 febbraio 2018, ha stabilito un importante principio in tema di riconoscimento della protezione umanitaria. La Suprema Corte, dopo un'attenta rassegna dei contenuti di questa forma di protezione nel quadro normativo italiano ed europeo, afferma che la stessa possa certamente essere riconosciuta a coloro che abbiano raggiunto un elevato grado di integrazione sociale e lavorativa nel nostro paese. Tuttavia tale requisito non può essere un fattore esclusivo di concessione della protezione ma è necessario anche un ulteriore approfondimento sulla condizione di vulnerabilità del richiedente volto ad accertare la sussistenza di situazioni di effettiva deprivazione dei diritti umani nel paese di origine.

pdfCassazione n. 4455/2018

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Con la nota del 25 maggio 2018, l’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) chiarisce l’interpretazione della nozione di “residenza” richiesta per accedere alle politiche attive del lavoro da parte dei richiedenti protezione internazionale. L’Agenzia ha ritenuto di interpretare estensivamente il termine “residenti” ritenendo sufficiente, ai fini dell’accesso ai servizi per l’impiego, la prova della dimora abituale. Ciò in quanto per il richiedente asilo, ai sensi l’articolo 5, comma 3, del D.Lgs. 142/2015, il centro o la struttura dove è accolto rappresenta luogo di dimora abituale ai fini della iscrizione anagrafica.

 pdfComunicazione ANPAL

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PI Asti 17 10 2017 7 CopiaIncontri di approfondimento sulle tematiche correlate all’accompagnamento agli inserimenti lavorativi legate al fenomeno migratorio.

I temi affrontati dal team di esperti riguardano l’accompagnamento all’inserimento lavorativo dei minori stranieri non accompagnati, dei richiedenti asilo e dei migranti vulnerabili (a cura di ASGI) e il riconoscimento dei titoli di studio e l’emersione delle competenze dei cittadini stranieri, finalizzati all’inserimento lavorativo (a cura di A Pieno Titolo).

pdfprogramma

Video lezioni e materiali

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Mercoledì, 17 Ottobre 2018 23:55

Video FUORI EMERGENZA: I capitoli

Estratti di approfondimento realizzati per il cortometraggio FUORI EMERGENZA: La complessità dell'accoglienza all'interno del progetto Ve.S.T.A - Verso Servizi Territoriali Accoglienti promosso da Regione Piemonte in collaborazione con l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche Economiche e Sociali dell'Università del Piemonte Orientale (UPO) e l’Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte (IRES).

Capitolo 1 / I NUOVI FLUSSI MIGRATORI

Capitolo 2 /  IL SISTEMA DI ACCOGLIENZA

Capitolo 3 / LA COMMISSIONE

Capitolo 4 / IL LAVORO

 

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Obiettivo: favorire l’inclusione socio–lavorativa dei cittadini di paesi terzi con un approccio che riesca il più possibile ad affrontare i bisogni specifici dei target che presentano maggiore svantaggio.

Attività: rafforzare le politiche e i servizi strutturali per il lavoro. I Centri per l’Impiego verranno potenziati per favorire l’accesso a servizi individualizzati pensati per un target sempre più differenziato di utenza; migliorare l’implementazione delle misure di politica attiva del lavoro a favore dei beneficiari e dei territori; proporre percorsi di profilazione innovativi delle conoscenze, competenze e abilità possedute e servizi di orientamento al lavoro, che comprendono anche laboratori di prova mestieri, per arricchire il bagaglio di competenze e opportunità di ogni persona al fine di favorire un migliore inserimento lavorativo; coinvolgere le imprese del territorio attraverso un’attività di sensibilizzazione, ma anche di vero e proprio scouting della domanda, al fine di favorire l’incontro domanda e offerta di lavoro per persone che hanno minore accesso a reti sociali per trovare opportunità di lavoro.

Periodo: Luglio 2018 – Dicembre 2020

Fonte di finanziamento: Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 Ministero del Lavoro

Capofila: Regione Piemonte

pdfscheda di progetto

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Con la nota n. 5070 del 2 maggio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che il Reddito di Inclusione (R.E.I.) è una provvidenza economica oggetto di diritto soggettivo in base alla legislazione vigente. Per tale motivo il beneficio è concesso ai cittadini dell’UE ed i loro familiari titolari di diritto al soggiorno, ai cittadini non comunitari titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ed ai titolari di protezione internazionale (status di rifugiato e protezione sussidiaria). La misura non è invece garantita ai titolari di protezione umanitaria.
Si segnala inoltre che i beneficiari devono essere residenti in via continuativa in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

pdfNota Ministero Lavoro prot. 5070/2018

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Con la nota del 25 maggio 2018, l’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) chiarisce l’interpretazione della nozione di “residenza” richiesta per accedere alle politiche attive del lavoro da parte dei richiedenti protezione internazionale. L’Agenzia ha ritenuto di interpretare estensivamente il termine “residenti” ritenendo sufficiente, ai fini dell’accesso ai servizi per l’impiego, la prova della dimora abituale. Ciò in quanto per il richiedente asilo, ai sensi l’articolo 5, comma 3, del D.Lgs. 142/2015, il centro o la struttura dove è accolto rappresenta luogo di dimora abituale ai fini della iscrizione anagrafica.

pdfComunicazione ANPAL

 

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