Progetti

Il Decreto Legge cd. “Rilancio” del 19 maggio 2020 prevede all’art. 103 una procedura di emersione dei rapporti di lavoro nei settori del lavoro domestico, della assistenza delle persone non autosufficienti, dell’agricoltura, allevamento ed attività connesse. I datori di lavoro potranno presentare istanza per concludere un contratto di lavoro con un cittadino non comunitario o per dichiarare la sussistenza di un rapporto irregolare in corso. Il lavoratore straniero dovrà dimostrare di essere giunto in Italia prima dell’8 marzo 2020 ed, al termine della procedura, otterrà un permesso di soggiorno per lavoro. La norma prevede, anche, la possibilità per i cittadini stranieri che abbiano un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2020, non rinnovato, e che abbiano già svolto attività lavorativa nei settori indicati, di ottenere un permesso temporaneo di sei mesi per la ricerca un lavoro sempre negli ambiti suddetti. Se alla scadenza, lo straniero avrà un contratto o dimostrerà di aver svolto regolarmente attività lavorativa, otterrà un permesso di soggiorno per lavoro. Le domande potranno essere presentate dal 1° giugno al 15 luglio e le modalità di presentazione delle domande ed i dettagli delle procedure saranno contenute in un decreto di prossima pubblicazione.

pdfRegolarizzazione D.L. Rilancio

Pubblicato in Novità legislative

Nel territorio piemontese nel periodo dicembre 2017 – marzo 2020, i servizi pubblici e privati anti-tratta hanno intercettato e assistito 1.221 vittime di tratta. Si tratta per lo più di persone di genere femminile (86%), provenienti dalla Nigeria (83%) e con un basso titolo di studio: nell’80% dei casi il titolo più alto raggiunto è la licenza media.

Le vittime di tratta condividono con gli altri rifugiati la minore capacità di essere integrate nel mercato del lavoro rispetto ad altre tipologie di immigrati, in letteratura definita refugee gap. A queste difficoltà se ne aggiungono altre, più specifiche, che attengono alla condizione di queste persone: da un lato una minore occupabilità (legata alla giovanissima età, alle scarse competenze formative e professionali, a condizioni psico-fisiche spesso precarie), dall’altro una maggiore ostilità del contesto (pregiudizi degli attori economici, limitata capacità dei servizi per il lavoro di accompagnare un target altamente vulnerabile, segmentazione del mercato del lavoro su basi etniche e di genere, difficoltà degli stessi enti di accoglienza a strutturare percorsi lavorativi non ordinari e ad utilizzare strumenti innovativi).

pdfscarica l'approfondimento "L’inclusione lavorativa delle vittime di tratta e grave sfruttamento"

Pubblicato in Vittime di tratta

Il Piemonte è tra le poche regioni italiane – insieme a Veneto e Lazio – in cui l’occupazione nel settore primario è aumentata nel periodo 2009-2018, passando da circa 32.000 a oltre 43.000 addetti (+36%). L’incremento è stato ancora maggiore per l’occupazione non comunitaria, aumentata del 70% (da 8.189 a 13.930 addetti). Gli avviamenti al lavoro dei braccianti stranieri sono passati dalle circa 19.000 assunzioni del 2008 alle oltre 36.000 del 2018 (pari ad un incremento di quasi il 90%). Nella nostra regione sono occupati il 3,0% di italiani a fonte del 5,3% degli stranieri.

La provincia di Cuneo, dove si trova il distretto frutticolo di Saluzzo (CN), ospita il 40% delle imprese del settore primario e circa il 48% dei braccianti attivi a livello regionale. Se nell’arco del decennio 2009-2018 il numero degli addetti è cresciuto in linea con la media regionale, qui l’aumento degli occupati non comunitari è stato più marcato (+84%). Nel 2017, la provincia di Cuneo ha infatti assorbito il 64% delle assunzioni in Piemonte, con livelli ancora più alti per i cittadini non comunitari (69,2%). Nel distretto di Saluzzo, in particolare, il fabbisogno di manodopera è coperto per il 75% da lavoratori stranieri: su 12.000 stagionali, circa 9.000 sono non italiani.

 

pdfscarica l'approfondimento su "Impiego di manodopera straniera e sfruttamento del lavoro nel settore agricolo"

Pubblicato in Migranti e lavoro
Venerdì, 21 Febbraio 2020 13:08

Buona Terra

Obiettivo: migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori agricoli stagionali e ultrastagionali impiegati nella raccolta della frutta al fine di creare un nuovo modello di convivenza nel quale la presenza dei lavoratori stranieri diventi parte integrante della vita della comunità locale.

Attività: informazione, orientamento e accoglienza alloggiativa dei lavoratori, sensibilizzazione delle aziende in materia di agricoltura sociale e strumenti di concertazione territoriale tra le varie parti coinvolte.
Si prevede, inoltre, di istituire forme di coordinamento con altre aree del Paese – in primo luogo con la Regione Calabria, partner del progetto – che affrontano situazioni simili e hanno necessità complementari a quelle della frutticoltura saluzzese, per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore e offrire ai lavoratori maggiori opportunità di continuità occupazionale.

Periodo: Gennaio 2020 – Dicembre 2021

Fonte di finanziamento: Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020

Capofila: Regione Piemonte

pdfscheda di progetto

Pubblicato in Progetti

Obiettivo: Emersione del fenomeno della tratta e assistenza, protezione e integrazione delle vittime

Attività: tutela della salute, emersione e primo contatto (unità di strada; unità indoor; sportelli; postazione locale del numero verde nazionale, colloqui antitratta presso commissione territoriale, collaborazione con cas e sprar); protezione immediata e prima assistenza; seconda accoglienza; formazione e orientamento al lavoro; accoglienza di msna.

Azioni di sistema:  presa in carico sociale delle vittime di tratta con vulnerabilità, in collaborazione con gli enti gestori delle funzioni socio-assistenziali;  presa in carico sanitaria delle vittime di tratta con particolari esigenze (persone con disagio psichico, malattie sessualmente trasmissibili, patologie croniche o degenerative) in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte;  costruzione di una filiera di interventi di accoglienza, integrazione sociale e lavorativa con SIPROIMI e il progetto Alfa (Fami Emergenza);  sperimentazione di un meccanismo di Refferal tra enti-anti-tratta, Commissione territoriale per la richiesta di protezione internazionale e Questure del Piemonte;  sperimentazione di un meccanismo di Referral tra attori pubblici e privati coinvolti nella prevenzione e nel contrasto dello sfruttamento lavorativo, mutua assistenza e scambio di prassi tra progetti

Periodo: Marzo 2019 - Maggio 2020 

Fonte di finanziameno: Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Capofila: Regione Piemonte

pdfscheda di progetto

Pubblicato in Progetti

14 febbraio 2019
c/o Sala Conferenze Ires Piemonte
via Nizza 18 - Torino
ore 9.30 - 17.30

Progetto ADITUS
Giornata formativa: Identificazione e supporto alle vittime di tratta e sfruttamento lavorativo: dalla frontiera al territorio.

 organizzata dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) – Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo, in collaborazione con la Prefettura di Torino

 

L'incontro è rivolto agli operatori e alle operatrici dei Centri di accoglienza per adulti e si inserisce nel progetto ADITUS, promosso dall’OIM e finanziato dal Ministero dell’Interno nell’ambito dei fondi FAMI. Dal novembre 2017 ad oggi, l’OIM ha formato più di 800 operatori dell’accoglienza coinvolgendo numerose Prefetture d’Italia.

Il seminario, che avrà anche un focus specifico sullo sfruttamento lavorativo e alterna interventi frontali con attività interattive e pratiche, è complementare rispetto alla formazione proposta dalla Prefettura di Torino nel 2018 nell'ambito del progetto "Gestire l'accoglienza. Formare i territori".

Realizzato in collaborazione con il progetto territoriale “L’Anello forte. Rete antitratta del Piemonte e della Valle d’Aosta”, di cui la Regione Piemonte è capofila.

pdfprogramma

Iscrizione obbligatoria: https://bit.ly/2S0kz3i

Possono accedere 2 operatori per ente, assegnando una priorità a quanti non hanno partecipato ai precedenti appuntamenti formativi.

Obiettivo: emersione, assistenza ed integrazione sociale degli stranieri e dei cittadini vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, lavorativo e per accattonaggio

Attività: tutela della salute, emersione e primo contatto (unità di strada; unità indoor; sportelli; postazione locale del numero verde nazionale, colloqui antitratta presso commissione territoriale, collaborazione con cas e sprar); protezione immediata e prima assistenza; seconda accoglienza; formazione e orientamento al lavoro; accoglienza di msna; azione pilota in collaborazione con l’assessorato alla sanità per formare un operatore/trice di ciascun dea (referenti rete antiviolenza) e alcuni referenti dei consultori, sugli indicatori di tratta; attivazione di una sezione tratta all’interno della forum di consulenza www.piemonteimmigrazione.it/forum; monitoraggio e valutazione.

Periodo: Dicembre 2017 - Febbraio 2019 Concluso

Fonte di finanziameno: Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Capofila: Regione Piemonte

scheda di progetto

Pubblicato in Progetti

Hanno diritto al permesso per grave sfruttamento lavorativo, previsto dall’art. 18 del T. U. Immigrazione, gli stranieri vittime dei reati di “riduzione e mantenimento in schiavitù o tratta” e dunque gli stranieri vittime di violenza o grave sfruttamento, da cui possono sorgere concreti pericoli per l’incolumità.La situazione che dà diritto al permesso deve essere segnalata o dai servizi sociali degli enti locali o da associazioni che operano nel settore o da enti e associazioni che gestiscono progetti rivolti alle vittime di sfruttamento o dalla Procura della Repubblica, quando l’esistenza delle vittime emerga a seguito di indagini su reati.Per il rilascio del permesso è necessario il parere favorevole del Pubblico Ministero che conduce l’indagine e l’adesione al progetto di inserimento da parte dello straniero.Il permesso ha una durata di 6 mesi ed è rinnovabile fino ad un anno o al maggior periodo occorrente per motivi di giustizia e viene rilasciato con la dicitura “casi speciali”. Consente lo svolgimento di attività lavorativa e può essere convertito in permesso per lavoro alla scadenza nel caso in cui il titolare abbia reperito un’occupazione

Pubblicato in DOMANDE

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