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Mediato 7 - Secondo video di approfondimento sull'emergenza sanitaria in corso COVID-19 e le misure previdenziali di assistenza sociale messe in atto dal governo.
 
A cura dell'avv. Alberto Guariso,  ASGI - Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione.
 
Pubblicato in Videolezioni

Con una nota del 14 aprile 2020, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito chiarimenti in merito al requisito della residenza in Italia per almeno dieci anni richiesto per la presentazione della domanda di reddito di cittadinanza. In particolare il Ministero ha affermato che, ai fini dell’accertamento della residenza decennale (di cui l’ultimo biennio con carattere di continuità) ed in mancanza di sufficiente documentazione anagrafica, è possibile provare la residenza effetttiva tramite ulteriori elementi oggettivi ed univoci tale da dimostrare il legame concreto del richiedente con il territorio per il periodo richiesto.

pdfNota 14 aprile 2020

Pubblicato in Novità legislative

Con la nota n. 5070 del 2 maggio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che il Reddito di Inclusione (R.E.I.) è una provvidenza economica oggetto di diritto soggettivo in base alla legislazione vigente. Per tale motivo il beneficio è concesso ai cittadini dell’UE ed i loro familiari titolari di diritto al soggiorno, ai cittadini non comunitari titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ed ai titolari di protezione internazionale (status di rifugiato e protezione sussidiaria). La misura non è invece garantita ai titolari di protezione umanitaria.
Si segnala inoltre che i beneficiari devono essere residenti in via continuativa in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

pdfNota Ministero Lavoro prot. 5070/2018

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Con la nota n. 5070 del 2 maggio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che il Reddito di Inclusione (R.E.I.) è una provvidenza economica oggetto di diritto soggettivo in base alla legislazione vigente. Per tale motivo il beneficio è concesso ai cittadini dell’UE ed i loro familiari titolari di diritto al soggiorno, ai cittadini non comunitari titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ed ai titolari di protezione internazionale (status di rifugiato e protezione sussidiaria). La misura non è invece garantita ai titolari di protezione umanitaria.
Si segnala inoltre che i beneficiari devono essere residenti in via continuativa in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

pdfNota Ministero Lavoro prot. 5070/2018

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