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Lo straniero che voglia richiedere il ricongiungimento famigliare deve essere titolare di una carta di soggiorno o di permesso di soggiorno della durata di almeno 1 anno, in corso di validità o per il quale sia stato chiesto il rinnovo nei termini previsti. L'ingresso dei famigliari stranieri avviene previo rilascio di un visto per il ricongiungimento famigliare, che deve essere richiesto dallo straniero regolarmente soggiornante in Italia presentando la richiesta di nulla osta al ricongiungimento presso lo sportello Unico per l'Immigrazione, utilizzando la procedura informatizzata[1] disponibile sul sito del Ministero dell'Interno.

Lo straniero regolare che richiede ricongiungimento deve dimostrare la disponibilità di un'abitazione adeguata, dotata dei requisiti igienici e sanitari, accertati dal certificato di idoneità abitativa, rilasciato dall'Ufficio Tecnico del Comune di residenza, normalmente sostenendo il costo di 2 marche da bollo da 16 euro. Il richiedente dovrà inoltre presentare allo Sportello Unico per l'Immigrazione anche copia del contratto di locazione, o comodato, o proprietà dell'immobile, della durata non inferiore a 6 mesi a decorrere dalla data di presentazione della domanda. Se la persona che chiede il ricongiungimento è ospite dovrà accompagnare all'istanza di ricongiungimento anche la dichiarazione redatta dal titolare dell'appartamento, secondo il modello S2, dal quale si evince il consenso ad ospitare anche il famigliare o i famigliari ricongiunti. In caso di ricongiungimento a favore di un solo minore di anni 14, il certificato può essere sostituito da una dichiarazione di ospitalità del titolare dell'appartamento su modello S1.

Inoltre lo straniero che chiede ricongiungimento famigliare deve dimostrare un reddito minimo annuo, derivante da fonti lecite, non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale, aumentato della metà dell'importo dell'assegno sociale per ogni famigliare che si vuole ricongiungere. Questo è un parametro suscettibile di annuale aggiornamento. Per ulteriori precisazioni si veda il seguente link http://www.integrazionemigranti.gov.it/normativa/procedureitalia/Pagine/Ricongiungimento-familiare.aspx#1

Non è necessario dimostrare il possesso dei requisiti di abitazione idonea e reddito per i richiedenti asilo e rifugiati.

 

[1] Dal 17 agosto 2017 la procedura di presentazione della domanda di ricongiungimento famigliare è interamente digitale. La novità consiste nel fatto che non solo la domanda di nulla osta, ma anche la documentazione relativa ai requisiti richiesti circa il reddito ed alloggio, deve essere scannerizzata dall'interessato e inviata in allegato alla richiesta di ricongiungimento.

Pubblicato in DOMANDE

Con la Circolare congiunta n. 4079 del 7 maggio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’Ispettorato Nazionale per il Lavoro hanno finalmente chiarito che il cittadino straniero in possesso della ricevuta della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari può svolgere attività lavorativa. Questo perché, ai sensi dell’art. 14, co. 1 D.P.R. 394/99, il permesso per motivi familiari consente di svolgere attività lavorativa senza necessità di conversione in permesso per motivi di lavoro. Pertanto l’art. 5, co. 9 bis T.U. Immigrazione deve trovare applicazione anche per i permessi di soggiorno per motivi familiari.

pdfCircolare n. 4079 del 7 maggio 2018

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