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Con la Circolare congiunta n. 4079 del 7 maggio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’Ispettorato Nazionale per il Lavoro hanno finalmente chiarito che il cittadino straniero in possesso della ricevuta della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari può svolgere attività lavorativa. Questo perché, ai sensi dell’art. 14, co. 1 D.P.R. 394/99, il permesso per motivi familiari consente di svolgere attività lavorativa senza necessità di conversione in permesso per motivi di lavoro. Pertanto l’art. 5, co. 9 bis T.U. Immigrazione deve trovare applicazione anche per i permessi di soggiorno per motivi familiari.

pdfCircolare n. 4079 del 7 maggio 2018

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Il Tribunale di Roma, con la sentenza del 17 aprile 2018, ha dichiarato lo status di cittadini italiani dei discendenti, nati in Brasile, di un cittadino italiano deceduto senza rinunciare alla cittadinanza italiana né acquisire quella brasiliana. Il Tribunale ha ammesso il ricorso alla via giudiziale per l’accertamento della cittadinanza iure sanguinis in presenza di un grave ritardo da parte dell’Autorità Consolare italiana in Brasile a cui i ricorrenti si erano rivolti fin dal 2014. Nella sentenza si legge, infatti, che l’Amministrazione è tenuta ha rispettare il termine di 730 giorni previsto dall’art. 3 del D.P.R. 362/1994 e che l’incertezza in ordine al definizione della richiesta di riconoscimento della cittadinanza ed il decorso di un lasso irragionevole di tempo equivalgono ad un diniego che giustifica il ricorso alla tutela giurisdizionale.

pdfTribunale Roma 17 aprile 2018

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Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, con la Sentenza n. 2935 del 27 febbraio 2018, ha affermato che, anche in assenza di una specifica norma sul punto il soggiorno a titolo di “assistenza minori” per un periodo di tempo sufficientemente lungo è “idoneo a costituire presupposto per richiedere un permesso a titolo diverso (come, ad esempio, il permesso per soggiornanti di lungo periodo, salva la verifica della sussistenza di tutti i requisiti richiesti e dell'assenza di elementi ostativi)”.
Il TAR ha, dunque, rinviato la questione alla Questura competente per una riesame della posizione della ricorrente ciò in quanto “Una diversa lettura, delle norme risulterebbe irragionevole perché finirebbe con il negare ogni possibilità di stabilizzazione a soggetti regolarmente soggiornanti in Italia anche da dieci e più anni, che ben possono avere instaurato solidi legami negli ambienti lavorativo, sociale e familiare".

 pdfTAR Lazio n.2935/2018

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Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha emanato la Circolare del 18 febbraio 2018 contenente le indicazioni per le procedura di ingresso e soggiorno degli studenti stranieri e internazionali per l’anno accademico 2018-2019. Nella circolare vengono indicate le procedure per l’immatricolazione e lo svolgimento della prova di conoscenza della lingua italiana. Alla Circolare sono allegati ulteriori chiarimenti sui titoli di studio esteri validi per l’iscrizione alla formazione superiore.

pdfCircolare anno accademico 2018/2019

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Nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte del 29 marzo 2018 è stata pubblicata la delibera n. 68-6173 del 15.12.2017 contenente l’ "Adozione ProtocolloTecnico regionale per l'accertamento dell'eta' dei minori stranierinon accompagnati (MSNA) presenti nel territorio piemontese edindividuazione delle Strutture Sanitarie Aziende Locali ed Ospedalierepreposte all'attuazione dei previsti procedimenti". Nella delibera vengono individuate le ASL TO4 – CHIVASSO - ASL CN1 – CUNEO e ASL NO - NOVARA come strutture Sanitarie presso le quali saranno svolte le attività di accertamento dell’età in regime ordinario. Nell’allegato A sono individuati i percorsi di accertamento dell’età e la metodologia da seguire per i MSNA in base alla L. 47 del 2017, per i minori vittime di tratta e per i minori inseriti in percorsi di giustizia minorile.

pdfDGR Regione Piemonte Accertamento Età MSNA

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L’importo annuo dell’assegno sociale per il 2018 è pari ad euro 5.889,00 (euro 453,00 mensili per 13 mensilità).

Con un importo di euro 5.889,00 i limiti minimi di reddito per ricongiungimento familiare e richiesta di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

sono:

Richiedente : 5.889,00 annui
Richiedente e 1 familiare : 8.833,50 € annui
Richiedente 3 2 familiari - 11.778,00 € annui
Più familiari aumento di € 2.944,50 per ogni familiare
Richiedente e 2 o più minori di 14 anni - 11.778,00 € annui
Richiedente e 2 o più minori di 14 anni e un familiare - 14.722,50 € annui

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Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 220/2017, dal 2 marzo 2018 la competenza per la nomina del tutore del minore straniero non accompagnato è stata trasferita dal Giudice tutelare presso il Tribunale Ordinario al Tribunale per i Minorenni. Con la Circolare n. 40356 del 27 febbraio 2018, il Ministero della Giustizia ha dato inoltre istruzioni per la creazione presso i Tribunali per i Minorenni del registro delle tutele dei minori con operatività a partire dal 2 marzo 2018.

pdfMin. Giustizia Circolare 27.2.18

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Con la sentenza n. 7671 del 14 febbraio 2017, il Tribunale Amministrativo per il Lazio ha ribadito che, in relazione alla richiesta di concessione della cittadinanza per naturalizzazione (art. 9 della L. n. 91 del 1992) la scadenza del termine di 730 giorni previsto per la conclusione del procedimento di concessione non impedisce l’emissione di un provvedimento negativo. Il mancato rispetto del termine di due anni consente al richiedente di presentare ricorso al giudice amministrativo che dichiarerà l’obbligo dell’Amministrazione di decidere sulla domanda.

pdfTAR Lazio 7671/2017

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Sul sito del Ministero dell'Interno sono state pubblicate le linee guida per l’identificazione delle vittime di tratta tra i richiedenti asilo. E' stata anche pubblicato l'allegato A contenente l'elenco aggiornato dei progetti presenti sul territorio. Le Linee Guida sono state elaborate nell’ambito del progetto “Meccanismi di coordinamento per le vittime di tratta”, realizzato dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - UNHCR e approvate dalla Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo

pdfLinee Guida Vittime di tratta

pdfAllegato A Aggiornato

 

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Con il messaggio del 13 febbraio 2018, l’INPS si adegua a quanto disposto dal Tribunale di Milano e estende il "premio nascita" a tutte le madri regolarmente soggiornanti sul Territorio Nazionale. Nel messaggio l’Ente dichiara di aver modificato la procedura di presentazione telematica della domanda in modo tale da consentire l’accesso anche alle madri titolari di un permesso diverso da quello per soggiornanti di lungo periodo. Viene, inoltre, previsto il riesame delle domande respinte in precedenza a seguito di richiesta di riesame da parte della richiedente su apposito modulo da presentare alla struttura presso cui era stata presentata la domanda. L’INPS, tuttavia, segnala di aver impugnato la decisione del Tribunale e che le somme corrisposte a questa tipologia di persone dovranno essere restituite nel caso in cui l’Autorità Giudiziaria si pronunciasse in maniera difforme dal Tribunale di Milano.

pdfMessaggio INPS del 13.02.2018

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Il richiedente protezione internazionale che, dopo il rigetto del ricorso da parte del Tribunale Ordinario abbia proposto appello in base alle norme vigenti prima dell'entrata in vigore della L. 46 del 2017, non può essere espulso. Ciò in quanto, l'art. 19, co 4 D.Lgs. 150/2011 (ora abrogato ma ancora in vigore per i dinieghi notificati prima del 17/08/2017) stabilisce la sospensione dell'esecutività del rigetto fino al termine della procedura di impugnazione con il passaggio in giudicato della decisione. Così si è espressa la Corte di Cassazione, Sez. VI con l'ordinanza n. 699/2018.

pdfCassazione ordinanza 699/2018

 

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Il decreto legislativo n. 220 del 22 dicembre 2017, recante  disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, relativamente alle commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati, è entrato in vigore il 31 gennaio 2018. Il provvedimento, attribuisce, tra l’altro, al Tribunale per i minorenni, anziché al giudice tutelare, il potere di nominare il tutore del minore non accompagnato. Questa disposizione comincerà ad applicarsi alle comunicazioni relative alla presenza di un minore non accompagnato affettuate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni dopo il trentesimo giorno dall'entrata di vigore del decreto.

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Con la circolare n.35/167 del 2018, il Ministero dell’Interno ed il Ministero del Lavoro forniscono i dettagli operativi per la presentazione delle domande relative al “decreto - flussi” per l’anno 2018. Nel documento l’Amministrazione ribadisce i numeri e le suddivisioni delle quote e la modalità telematica di invio delle domande al sito del Ministero dell’Interno. Sono indicati in dettaglio i moduli da utilizzare per ciascuna domanda ed i termini per la presentazione.

pdfCircolare Decreto Flussi 2018

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Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2018, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 dicembre 2017 concernente la “Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2018“. Nel provvedimento si legge che, per l'anno 2018, sono  ammessi cittadini non comunitari entro una quota complessiva massima di 30.850 unità. In particolare sono ammessi, per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, cittadini non comunitari entro una quota di 12.850 unita'. Tra questi sono previsti 500 ingressi per cittadini stranieri, residenti  all'estero, che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d'origine. E,’ inoltre, autorizzata, tra l'altro, la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di: 4.750 permessi di soggiorno per lavoro stagionale; 3.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale; 800 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da  altro  Stato  membro dell'Unione europea e la conversione in permessi di soggiorno per lavoro  autonomo di: 700 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale; 100  permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati da altro Stato membro dell'Unione europea. Il decreto prevede anche l'ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo di 2.400 cittadini non comunitari residenti all'estero,  appartenenti a particolari categorie, tra cui imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l'economia italiana, che preveda l'impiego di risorse non inferiori a 500.000 euro. Per quanto riguarda gli ingressi per lavoro stagionale, sono ammessi nei settori agricolo e turistico-alberghiero, i cittadini non  comunitari residenti all'estero entro una quota di 18.000 unita'. I termini per la presentazione delle domande decorrono a partire dal settimo giorno dalla pubblicazione per i lavoratori non stagionali e dal quindicesimo giorno dalla pubblicazione per i lavoratori stagionali.

 

 

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Con la Sentenza n. 275 del 20 dicembre 2017, la Corte Costituzionale interviene sul respingimento differito alla frontiera cioè sul caso in cui il cittadino straniero, ritenuto privo dei requisiti per l'ingresso, sia ammesso temporaneamente in Italia per necessità di pubblico soccorso ma poi successivamente sottoposto ad accompagnamento coattivo alla frontiera.
La Consulta ha ribadito come l’accompagnamento alla frontiera sia una modalità di esecuzione del respingimento differito che comporta una limitazione della libertà personale e che, pertanto, siano necessarie le garanzie previste dall’art. 13 della Costituzione per i casi di restrizione della libertà personale, invitando il legislatore  ad intervenire in proposito.

pdfCorte Costituzionale n. 275 del 2017

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Il Tribunale di Milano, con l’ordinanza del 12 dicembre 2017, ha dichiarato il carattere discriminatorio del comportamento dell’INPS che, a seguito di una Circolare emanata dopo la L. 232/16, aveva ristretto il campo delle beneficiarie del cd. “premio nascita” solo alle madri non comunitarie in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Il Giudice, dunque, ha ordinato all’INPS di eliminare la condotta discriminatoria estendendo il beneficio a tutte le madri regolarmente presenti in Italia e che rispondano ai requisiti previsti dalla legge.

pdfOrdinanza Trib Milano 12.12.17

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La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 258 del 7 dicembre 2017, ha dichiarato l’illegittimità della disposizione della L. 91/1992 sulla cittadinanza nella parte in cui non prevede l’esonero dal giuramento della persona disabile che, a causa della sua patologia, non sia in grado di prestare il giuramento. L’imposizione del giuramento costituisce una forma di discriminazione e di emarginazione della persona affetta da disabilità che deve essere rimossa al fine di consentire anche alla persona affetta patologie psichiche l’acquisizione della cittadinanza.  L’esonero dal giuramento prescinde dal tipo di incapacità, rilevano l’impossibilità materiale di compiere l’atto in ragione della patologia in essere.

pdfSentenza Corte Costituzionale cittadinanza

pdfComunicato Stampa Cittadinanza

 

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Il Tribunale di Bergamo, con l’ordinanza del 30 novembre 2017, ha stabilito che il cd. “premio alla nascita”, previsto dalla L. n. 232/16 e pari ad 800 euro, deve essere riconosciuto a tutte le madri, anche straniere, purché titolari di permesso unico lavoro. La legge, infatti, in un primo tempo aveva stabilito la corresponsione della somma senza distinzione di nazionalità ma, in seguito, una Circolare INPS aveva escluso dal beneficio tutte le cittadine straniere prive di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Il Tribunale ha ritenuto che l’esclusione fosse in contrasto con il testo della legge e con la direttiva dell’Unione Europea n.2011/98 che garantisce la parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni di maternità a tutti i migranti titolari di un permesso per famiglia o per lavoro.

pdfOrdinanza Trib. Bergamo 30.11.17

 

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Il Giudice di Pace di Torino, con l’ordinanza del 22 novembre 2017, ha annullato il decreto di espulsione adottato nei confronti di un soggetto dichiaratosi minorenne al momento dello sbarco in Italia ma che, sottoposto ad accertamento sanitario, era stato considerato di età ossea pari o maggiore di anni 18. Nell’ambito del procedimento il minore aveva anche prodotto un certificato di nascita da cui risultava la sua minore età. Il Giudice, sul punto, ha ritenuto di seguire la procedura prevista per l’identificazione dei minori stranieri non accompagnati prevista dall’art. 19 bis D.Lgs. 142/2015 (recentemente introdotto con la L. 47 del 2017) ove si afferma che l’età viene prioritariamente dimostrata tramite documenti anagrafici e che, solo in caso di dubbio, il minore viene sottoposto ad accertamento socio-sanitario. Nel caso in esame, inoltre, il referto dell’accertamento sanitario non indicava il margine di errore come invece previsto obbligatoriamente dalla citata disposizione di legge.

pdfGDP Torino 22.11.17

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Il Parlamento dell'Unione Europea ha approvato la proposta di riforma del Regolamento n. 604/2013 (cd. Regolamento Dublino III) già varato in sede di Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni. Si tratta di un testo destinato a mutare profondamente la disciplina della protezione internazionale poichè si propone di eliminare la competenza automatica nella valutazione della domanda di asilo del primo paese in cui il richiedente ha fatto ingresso. La competenza verrebbe decisa in base a delle quote che riguardano tutti i paesi dell’Unione Europea. Inoltre, con la riforma si intende ampliare la nozione di famiglia, includendo anche i fratelli e le sorelle nonché i figli maggiorenni del richiedente, consentendo così la riunione di famiglie che attualmente potrebbero rimanere separate. Infine, troverebbero rilievo in tema di competenza anche altri fattori di collegamento tra il richiedente e lo Stato in cui intende recarsi come precedenti soggiorni, corsi di studio o formazione o sponsorizzazione da parte di enti. Ora la riforma sarà all'esame dei Governi dei Paesi Membri all'interno del Consiglio Europeo.

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Con due decisioni, il Tribunale di Torino ha concesso il riconoscimento dello status di rifugiato a un cittadino gambiano ed ad un cittadino nigeriano sulla base del loro orientamento sessuale. Ciò in considerazione  del fatto che, nei paesi di origine, l’omosessualità è considerata un reato e che pertanto, in caso di rimpatrio, i ricorrente sono concretamente esposti al rischio di subire atti persecutori direttamente dalle proprie autorità nazionali. In particolare, si segnala come in Gambia l’omosessualità sia punita con pene molto alte che in alcuni casi possono arrivare all’ergastolo e che, pertanto, nel caso in esame debba essere garantita la protezione internazionale.

pdfOrdinanze Tribunale Torino

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Con la Circolare del 27 luglio 2017, il Ministero dell’Interno, Commissione Nazionale per il diritto di asilo, ha diramato una Circolare contenente note esplicative sulle notificazioni degli atti e dei provvedimenti delle Commissioni Territoriali ai richiedenti asilo accolti in centri o strutture di accoglienza. Alla Circolare è allegata una Guida pratica alle notifiche per i responsabili dei centri contenente le indicazioni su come effettuare e gestire le notifiche ai richiedenti asilo e le comunicazioni alla Commissione. Nella Guida sono presenti anche modelli fac-simile degli atti e delle relazioni di notifica con riferimento ai casi di consegna del provvedimento, di mancata notifica per rifiuto da parte del destinatario e di irreperibilità dello stesso.

ATTENZIONE : la nuova procedura di notificazione è stata sospesa con la Circolare del Ministero dell'Interno del 10 agosto 2017

pdfCircolare Commissione Asilo

 

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Con la sentenza n. 5040/2017 del 19 ottobre 2017, il Consiglio di Stato ha affermato che la convivente more uxorio di un cittadino italiano ha diritto al rinnovo del permesso di soggiorno anche in assenza del matrimonio. Ciò in ossequio alle norme introdotte con la L. 76 del 2016 sulle unioni civili che ha definito la convivenza come la condizione di due persone maggiorenni stabilmente legate da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale. Pertanto, anche in assenza di una modifica specifica del T.U. Immigrazione, la Questura interessata avrebbe dovuto, previa verifica della situazione di fatto, valutare il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari ai sensi dell’art. 30 D.Lgs. 286/98 alla convivente more uxorio del cittadino italiano.

pdfConsiglio di Stato n. 5040/2017

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Al fine di rendere efficaci le procedure di ricollocazione per i richiedenti la protezione internazionale aventi nazionalità per le quali il tasso di riconoscimento è pari o superiore al 75%, l’Unità Dublino del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione in collaborazione con l’Ufficio EASO (European Asylum Support Office) di Roma ha recentemente istituito una linea telefonica dedicata (Relocation Hotline) al numero +39 345 405 73 16 o all’indirizzo e-mail relocation.italy@easo.europa.eu. I richiedenti asilo che rientrano in questa categoria, dopo aver formalizzato la domanda di protezione ed essersi sottoposti alla procedura di identificazione e fotosegnalamento, possono essere trasferiti in un altro Stato Membro nel quale sarà esaminata la loro domanda. Attualmente le principali nazionalità che possono beneficiare del programma di ricollocazione sono i richiedenti asilo eritrei, siriani e centrafricani.

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Con un avviso di integrazione del 17 ottobre 2017, il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale ha modificato l’avviso del 3 agosto in tema di presentazione dei progetti di servizio civile aggiungendo la possibilità di partecipazione anche a giovani titolari di protezione internazionale ed umanitaria nell’ambito dei progetti finanziati dal Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione (FAMI). I progetti dovranno prevedere attività e modalità che coinvolgano sia giovani volontari ordinari che giovani rifugiati. Tutte le informazioni sul sito del Dipartimento della Gioventù.

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Con la sentenza del 21 giugno 2017, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che il cittadino non comunitario, titolare del “permesso unico lavoro” deve poter beneficiare di una prestazione come l’assegno a favore dei nuclei familiari con almeno tre figli minori, istituito dalla legge del 23 dicembre 1998, n. 448,
Ciò in quanto, la direttiva 2011/98/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 dicembre 2011, che istitutiva la procedura unica per il rilascio del cd “permesso unico lavoro” garantisce ai cittadini di paesi terzi che soggiornano e lavorano nel territorio di uno Stato membro un insieme comune di diritti validi per tutti i lavoratori non comunitari che soggiornano regolarmente e quindi anche le “prestazioni di sicurezza sociale” come l’assegno per le famiglie numerose.

pdfCGUE Sentenza 21 giugno 2017

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Il Giudice di Pace di Milano, con la decisione del 15 settembre 2017, ha confermato il divieto di adottare un decreto di espulsione nei confronti della persona intenzionata a richiedere la protezione internazionale. Ciò in quanto la decisone sulla fondatezza della domanda di asilo spetta esclusivamente alla competente Commissione Territoriale e nessuna valutazione preventiva è demandata alle Questura che ricevono la domanda.pdfGDP Milano 15.9.17

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Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 2928 del 14 giugno 2017 ha affermato che, ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno,  “le sopravvenienze reddituali di segno positivo” che si siano verificate dopo la notifica del provvedimento di rigetto e che siano state portate all’attenzione dell’Amministrazione in sede di ricorso sono rilevanti e devono essere valutate in chiave prognostica.

pdfConsiglio di Stato n. 2928/2017

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Con l’ordinanza del 27 luglio 2017, la Corte di Cassazione ha confermato che la sospensione dell’efficacia del provvedimento che nega la protezione internazionale è prevista per legge e si estende anche ai gradi di giudizio successivi al primo e fino al passaggio in giudicato della decisione. Ne consegue che non può essere adottato decreto di espulsione nei confronti di coloro che hanno proposto appello. Tale situazione trova applicazione soltanto ai giudizi già in corso dal momento che per i nuovi provvedimenti di diniego devono ora applicarsi le disposizioni della L. 46/2017 (cd. “Legge Minniti”) che ha abolito il grado di appello e stabilito la sospensione automatica soltanto per il primo grado di giudizio.

pdfCassazione 27 luglio 2017

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E’ entrato in vigore lo scorso 9 giugno il decreto del 5 maggio 2017, adottato dal ministero dell’Economia e delle Finanze, in concorso con il Ministero del’Interno di “Modifica del decreto 6 ottobre 2011 relativo agli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno” con il quale si determinano i nuovi importi della tassa.
La misura del contributo viene determinata in euro 40,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno; in euro 50,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni; in euro 100,00  per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e per i permessi rilasciati a dirigenti e i lavoratori specializzati.

Il contributo non è dovuto per le richiesta presentata per soggetti minorenni ed in caso di richiesta del duplicato del documento.

Decreto contributo permesso di soggiorno

 

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Con la Circolare del 28 agosto 2017, il Ministero dell’Interno fornisce importanti chiarimenti sulle modifiche introdotte dalla L. 7 aprile 2017, n. 47 in tema di protezione dei minori stranieri non accompagnati. In particolare, il Ministero sottolinea gli aspetti relativi al divieto espresso di respingimento del MSNA ma anche del minore adottato, non munito di visto di ingresso e non accompagnato da almeno un genitore. Importanti novità sono state introdotte in tema di accertamento dell’età del minore ove si sancisce che l’accertamento debba essere multidisciplinare e che, qualora permangano dubbi sull’età, si presume sempre che lo stesso sia minorenne. Infine nella Circolare si sottolineano le differenze tra i casi di rilascio del permesso di soggiorno per minore età e per famiglia.

pdfCircolare Interno 28/08/2017 MSNA

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Il Tribunale di Torino, con una ordinanza del 1 giugno 2017, ha concesso la protezione umanitaria ad un richiedente asilo valutando positivamente la sua integrazione sociale, dimostrata dal buon livello di apprendimento della lingua italiana e dall’attività lavorativa e di volontariato svolta. Il Giudice afferma che pare “corretto valutare che dette attività, attuate in sede di accoglienza dei richiedenti asilo e proiettate nel futuro, possano costituire una stabile e rilevante condizione atta a favorire il positivo inserimento del soggetto nel contesto nazionale, condizione che sarebbe inevitabilmente vanificata in caso di suo forzoso rimpatrio, e che di conseguenza detta circostanza configuri un “serio motivo umanitario”, tale da giustificare il rilascio del permesso di soggiorno.

pdfOrdinanza 1.06.2017

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La Corte di Appello di Torino, con la sentenza n. 1962/17 del 6.9.2017, ha concesso la protezione umanitaria ad un cittadino gambiano affetto da una grave patologia, documentata da strutture sanitarie italiane, poiché, in caso di rimpatrio, non potrebbe continuare le cure farmacologiche cui deve sottoporsi, stante la carenza delle strutture sanitarie del paese di origine. La Corte di Appello ha anche favorevolmente valutato l’integrazione sociale del ricorrente che ha dimostrato di seguire corsi di alfabetizzazione e di svolgere attività di volontariato.

pdfCorte App. Torino 6.9.2017

 

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Il Ministero dell’Interno, con la Circolare del 18 maggio 2017, ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione del nuovo art. 5 bis del D.L. 142 del 2015, rubricato “Iscrizione Anagrafica”.  
In particolare, si chiarisce che l’istituto della convivenza anagrafica deve trovare applicazione nei confronti del richiedente sia che questi si trovi presso un centro di prima accoglienza o in una struttura temporanea sia che sia accolto nel sistema SPRAR, sempre che non sia già registrato individualmente all’anagrafe. La nuova disposizione prevede anche che il responsabile debba dare comunicazione delle modifiche intervenute alla convivenza al competente ufficio di anagrafe entro venti giorni dalla data della variazione e che la comunicazione della revoca delle misure di accoglienza o dell'allontanamento non giustificato del richiedente asilo costituisce motivo di cancellazione anagrafica con effetto immediato. Nella Circolare il Ministero chiarisce che questa ultima disposizione introduce una speciale disciplina della cancellazione anagrafica con effetto immediato,  salvo il diritto dell’interessato ad essere nuovamente iscritto.

pdfCircolare residenza richiedenti asilo

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Il Ministero dell'Interno, con la Circolare n. 6300 del 10 agosto 2017, ha sospeso l'entrata in vigore della nuova procedura di notificazione via Pec dei provvvedimenti delle Commissioni Territoriali da parte dei responsabili dei centri di accoglienza prevista a partire dal 17 agosto. Il Ministero ritiene necessari ulteriori approfondimenti anche di carattere tecnico - organizzativo e pertanto, fino a nuovo avviso, le procedure di notifica avverrano ancora con le disposizioni previgenti.

pdfCircolare Interno sospensione notifiche

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Pubblichiamo il vademecum sulle prestazioni sociali previste per gli stranieri predisposto da Asgi ed aggiornato a maggio 2017. Il vademecum illustra le varie prestazioni sociali, le categorie ammesse, i requisiti previsti dalla legge per potervi accedere ed indica anche le situazioni ancora sottoposte all'Autorità Giudiziaria.

pdfVademecum prestazioni sociali

 

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A partire dal 17 agosto 2017 alla domanda di ricongiungimento familiare inviata allo Sportello Unico per l'Immigrazione dovrà essere allegata anche la documentazione relativa alla disponibilità del reddito ed all’idoneità dell’alloggio. Come spiega la Circolare del Ministero dell’Interno n. 2805 del 31 luglio 2017, i documenti dovranno essere acquisiti tramite scanner ed allegati ai nuovi moduli telematici aggiornati. Ogni allegato potrà avere una dimensione massima di 3MB in uno dei formati ammessi: PDF, JPEG, TIFF.

pdfCircolare Ricongiungimento

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Con la Circolare n. 3638 del 27 aprile 2017, il Ministero dell’Interno fornisce importanti chiarimenti in tema di riacquisto della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 13, co. 1, lett. c) della L. 91 del 1992 cioè da parte di coloro che hanno perduto la cittadinanza italiana e dichiarano di volerla riacquistare. In questo caso, afferma il Ministero, è possibile effettuare la dichiarazione anche all’estero, presso il Consolato, tuttavia l’interessato deve trasferirsi in Italia entro un anno dalla dichiarazione, pena l’inefficacia della dichiarazione stessa ed il mancato riacquisto della cittadinanza italiana.pdfCircolare riacquisto cittadinanza

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Con messaggio n. 3151 del 28 luglio 2017, l’INPS ha reso noto di aver modificato il sistema UNIEMENS in modo da accogliere anche le comunicazioni trasmesse con codice fiscale numerico.
Come è noto, ai richiedenti la protezione internazionale viene attribuito un codice fiscale “provvisorio” numerico che potrà essere convertito in alfanumerico "definitivo" solo in caso di determinazione favorevole da parte della Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.
Con la modifica messa a punto dall’INPS, i datori di lavoro potranno trasmettere le denunce individuali direttamente con tale codice fiscale numerico consentendo l’aggiornamento della posizione del lavoratore.

pdfMessaggio INPS 28/07/2017

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A partire dal 28 marzo 2017 è entrato in vigore l’accordo che elimina l’obbligo di visto per i soggiorni fino a 90 giorni a favore dei cittadini georgiani dotati di passaporto biometrico. Gli stessi cittadini però dovranno continuare a munirsi di visto di ingresso per i soggiorni di lunga durata o per lavoro. 

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