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La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 258 del 7 dicembre 2017, ha dichiarato l’illegittimità della disposizione della L. 91/1992 sulla cittadinanza nella parte in cui non prevede l’esonero dal giuramento della persona disabile che, a causa della sua patologia, non sia in grado di prestare il giuramento. L’imposizione del giuramento costituisce una forma di discriminazione e di emarginazione della persona affetta da disabilità che deve essere rimossa al fine di consentire anche alla persona affetta patologie psichiche l’acquisizione della cittadinanza.  L’esonero dal giuramento prescinde dal tipo di incapacità, rilevano l’impossibilità materiale di compiere l’atto in ragione della patologia in essere.

pdfSentenza Corte Costituzionale cittadinanza

pdfComunicato Stampa Cittadinanza

 

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Il Tribunale di Bergamo, con l’ordinanza del 30 novembre 2017, ha stabilito che il cd. “premio alla nascita”, previsto dalla L. n. 232/16 e pari ad 800 euro, deve essere riconosciuto a tutte le madri, anche straniere, purché titolari di permesso unico lavoro. La legge, infatti, in un primo tempo aveva stabilito la corresponsione della somma senza distinzione di nazionalità ma, in seguito, una Circolare INPS aveva escluso dal beneficio tutte le cittadine straniere prive di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Il Tribunale ha ritenuto che l’esclusione fosse in contrasto con il testo della legge e con la direttiva dell’Unione Europea n.2011/98 che garantisce la parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni di maternità a tutti i migranti titolari di un permesso per famiglia o per lavoro.

pdfOrdinanza Trib. Bergamo 30.11.17

 

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Il Giudice di Pace di Torino, con l’ordinanza del 22 novembre 2017, ha annullato il decreto di espulsione adottato nei confronti di un soggetto dichiaratosi minorenne al momento dello sbarco in Italia ma che, sottoposto ad accertamento sanitario, era stato considerato di età ossea pari o maggiore di anni 18. Nell’ambito del procedimento il minore aveva anche prodotto un certificato di nascita da cui risultava la sua minore età. Il Giudice, sul punto, ha ritenuto di seguire la procedura prevista per l’identificazione dei minori stranieri non accompagnati prevista dall’art. 19 bis D.Lgs. 142/2015 (recentemente introdotto con la L. 47 del 2017) ove si afferma che l’età viene prioritariamente dimostrata tramite documenti anagrafici e che, solo in caso di dubbio, il minore viene sottoposto ad accertamento socio-sanitario. Nel caso in esame, inoltre, il referto dell’accertamento sanitario non indicava il margine di errore come invece previsto obbligatoriamente dalla citata disposizione di legge.

pdfGDP Torino 22.11.17

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Il Parlamento dell'Unione Europea ha approvato la proposta di riforma del Regolamento n. 604/2013 (cd. Regolamento Dublino III) già varato in sede di Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni. Si tratta di un testo destinato a mutare profondamente la disciplina della protezione internazionale poichè si propone di eliminare la competenza automatica nella valutazione della domanda di asilo del primo paese in cui il richiedente ha fatto ingresso. La competenza verrebbe decisa in base a delle quote che riguardano tutti i paesi dell’Unione Europea. Inoltre, con la riforma si intende ampliare la nozione di famiglia, includendo anche i fratelli e le sorelle nonché i figli maggiorenni del richiedente, consentendo così la riunione di famiglie che attualmente potrebbero rimanere separate. Infine, troverebbero rilievo in tema di competenza anche altri fattori di collegamento tra il richiedente e lo Stato in cui intende recarsi come precedenti soggiorni, corsi di studio o formazione o sponsorizzazione da parte di enti. Ora la riforma sarà all'esame dei Governi dei Paesi Membri all'interno del Consiglio Europeo.

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Con due decisioni, il Tribunale di Torino ha concesso il riconoscimento dello status di rifugiato a un cittadino gambiano ed ad un cittadino nigeriano sulla base del loro orientamento sessuale. Ciò in considerazione  del fatto che, nei paesi di origine, l’omosessualità è considerata un reato e che pertanto, in caso di rimpatrio, i ricorrente sono concretamente esposti al rischio di subire atti persecutori direttamente dalle proprie autorità nazionali. In particolare, si segnala come in Gambia l’omosessualità sia punita con pene molto alte che in alcuni casi possono arrivare all’ergastolo e che, pertanto, nel caso in esame debba essere garantita la protezione internazionale.

pdfOrdinanze Tribunale Torino

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Con la sentenza n. 5040/2017 del 19 ottobre 2017, il Consiglio di Stato ha affermato che la convivente more uxorio di un cittadino italiano ha diritto al rinnovo del permesso di soggiorno anche in assenza del matrimonio. Ciò in ossequio alle norme introdotte con la L. 76 del 2016 sulle unioni civili che ha definito la convivenza come la condizione di due persone maggiorenni stabilmente legate da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale. Pertanto, anche in assenza di una modifica specifica del T.U. Immigrazione, la Questura interessata avrebbe dovuto, previa verifica della situazione di fatto, valutare il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari ai sensi dell’art. 30 D.Lgs. 286/98 alla convivente more uxorio del cittadino italiano.

pdfConsiglio di Stato n. 5040/2017

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Con un avviso di integrazione del 17 ottobre 2017, il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale ha modificato l’avviso del 3 agosto in tema di presentazione dei progetti di servizio civile aggiungendo la possibilità di partecipazione anche a giovani titolari di protezione internazionale ed umanitaria nell’ambito dei progetti finanziati dal Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione (FAMI). I progetti dovranno prevedere attività e modalità che coinvolgano sia giovani volontari ordinari che giovani rifugiati. Tutte le informazioni sul sito del Dipartimento della Gioventù.

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Il Giudice di Pace di Milano, con la decisione del 15 settembre 2017, ha confermato il divieto di adottare un decreto di espulsione nei confronti della persona intenzionata a richiedere la protezione internazionale. Ciò in quanto la decisone sulla fondatezza della domanda di asilo spetta esclusivamente alla competente Commissione Territoriale e nessuna valutazione preventiva è demandata alle Questura che ricevono la domanda.pdfGDP Milano 15.9.17

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Con l’ordinanza del 27 luglio 2017, la Corte di Cassazione ha confermato che la sospensione dell’efficacia del provvedimento che nega la protezione internazionale è prevista per legge e si estende anche ai gradi di giudizio successivi al primo e fino al passaggio in giudicato della decisione. Ne consegue che non può essere adottato decreto di espulsione nei confronti di coloro che hanno proposto appello. Tale situazione trova applicazione soltanto ai giudizi già in corso dal momento che per i nuovi provvedimenti di diniego devono ora applicarsi le disposizioni della L. 46/2017 (cd. “Legge Minniti”) che ha abolito il grado di appello e stabilito la sospensione automatica soltanto per il primo grado di giudizio.

pdfCassazione 27 luglio 2017

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Con la Circolare del 28 agosto 2017, il Ministero dell’Interno fornisce importanti chiarimenti sulle modifiche introdotte dalla L. 7 aprile 2017, n. 47 in tema di protezione dei minori stranieri non accompagnati. In particolare, il Ministero sottolinea gli aspetti relativi al divieto espresso di respingimento del MSNA ma anche del minore adottato, non munito di visto di ingresso e non accompagnato da almeno un genitore. Importanti novità sono state introdotte in tema di accertamento dell’età del minore ove si sancisce che l’accertamento debba essere multidisciplinare e che, qualora permangano dubbi sull’età, si presume sempre che lo stesso sia minorenne. Infine nella Circolare si sottolineano le differenze tra i casi di rilascio del permesso di soggiorno per minore età e per famiglia.

pdfCircolare Interno 28/08/2017 MSNA

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La Corte di Appello di Torino, con la sentenza n. 1962/17 del 6.9.2017, ha concesso la protezione umanitaria ad un cittadino gambiano affetto da una grave patologia, documentata da strutture sanitarie italiane, poiché, in caso di rimpatrio, non potrebbe continuare le cure farmacologiche cui deve sottoporsi, stante la carenza delle strutture sanitarie del paese di origine. La Corte di Appello ha anche favorevolmente valutato l’integrazione sociale del ricorrente che ha dimostrato di seguire corsi di alfabetizzazione e di svolgere attività di volontariato.

pdfCorte App. Torino 6.9.2017

 

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Il Ministero dell'Interno, con la Circolare n. 6300 del 10 agosto 2017, ha sospeso l'entrata in vigore della nuova procedura di notificazione via Pec dei provvvedimenti delle Commissioni Territoriali da parte dei responsabili dei centri di accoglienza prevista a partire dal 17 agosto. Il Ministero ritiene necessari ulteriori approfondimenti anche di carattere tecnico - organizzativo e pertanto, fino a nuovo avviso, le procedure di notifica avverrano ancora con le disposizioni previgenti.

pdfCircolare Interno sospensione notifiche

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A partire dal 17 agosto 2017 alla domanda di ricongiungimento familiare inviata allo Sportello Unico per l'Immigrazione dovrà essere allegata anche la documentazione relativa alla disponibilità del reddito ed all’idoneità dell’alloggio. Come spiega la Circolare del Ministero dell’Interno n. 2805 del 31 luglio 2017, i documenti dovranno essere acquisiti tramite scanner ed allegati ai nuovi moduli telematici aggiornati. Ogni allegato potrà avere una dimensione massima di 3MB in uno dei formati ammessi: PDF, JPEG, TIFF.

pdfCircolare Ricongiungimento

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Con messaggio n. 3151 del 28 luglio 2017, l’INPS ha reso noto di aver modificato il sistema UNIEMENS in modo da accogliere anche le comunicazioni trasmesse con codice fiscale numerico.
Come è noto, ai richiedenti la protezione internazionale viene attribuito un codice fiscale “provvisorio” numerico che potrà essere convertito in alfanumerico "definitivo" solo in caso di determinazione favorevole da parte della Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.
Con la modifica messa a punto dall’INPS, i datori di lavoro potranno trasmettere le denunce individuali direttamente con tale codice fiscale numerico consentendo l’aggiornamento della posizione del lavoratore.

pdfMessaggio INPS 28/07/2017

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Con la Circolare del 27 luglio 2017, il Ministero dell’Interno, Commissione Nazionale per il diritto di asilo, ha diramato una Circolare contenente note esplicative sulle notificazioni degli atti e dei provvedimenti delle Commissioni Territoriali ai richiedenti asilo accolti in centri o strutture di accoglienza. Alla Circolare è allegata una Guida pratica alle notifiche per i responsabili dei centri contenente le indicazioni su come effettuare e gestire le notifiche ai richiedenti asilo e le comunicazioni alla Commissione. Nella Guida sono presenti anche modelli fac-simile degli atti e delle relazioni di notifica con riferimento ai casi di consegna del provvedimento, di mancata notifica per rifiuto da parte del destinatario e di irreperibilità dello stesso.

ATTENZIONE : la nuova procedura di notificazione è stata sospesa con la Circolare del Ministero dell'Interno del 10 agosto 2017

pdfCircolare Commissione Asilo

 

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Al fine di rendere efficaci le procedure di ricollocazione per i richiedenti la protezione internazionale aventi nazionalità per le quali il tasso di riconoscimento è pari o superiore al 75%, l’Unità Dublino del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione in collaborazione con l’Ufficio EASO (European Asylum Support Office) di Roma ha recentemente istituito una linea telefonica dedicata (Relocation Hotline) al numero +39 345 405 73 16 o all’indirizzo e-mail relocation.italy@easo.europa.eu. I richiedenti asilo che rientrano in questa categoria, dopo aver formalizzato la domanda di protezione ed essersi sottoposti alla procedura di identificazione e fotosegnalamento, possono essere trasferiti in un altro Stato Membro nel quale sarà esaminata la loro domanda. Attualmente le principali nazionalità che possono beneficiare del programma di ricollocazione sono i richiedenti asilo eritrei, siriani e centrafricani.

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Con la sentenza del 21 giugno 2017, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che il cittadino non comunitario, titolare del “permesso unico lavoro” deve poter beneficiare di una prestazione come l’assegno a favore dei nuclei familiari con almeno tre figli minori, istituito dalla legge del 23 dicembre 1998, n. 448,
Ciò in quanto, la direttiva 2011/98/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 dicembre 2011, che istitutiva la procedura unica per il rilascio del cd “permesso unico lavoro” garantisce ai cittadini di paesi terzi che soggiornano e lavorano nel territorio di uno Stato membro un insieme comune di diritti validi per tutti i lavoratori non comunitari che soggiornano regolarmente e quindi anche le “prestazioni di sicurezza sociale” come l’assegno per le famiglie numerose.

pdfCGUE Sentenza 21 giugno 2017

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Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 2928 del 14 giugno 2017 ha affermato che, ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno,  “le sopravvenienze reddituali di segno positivo” che si siano verificate dopo la notifica del provvedimento di rigetto e che siano state portate all’attenzione dell’Amministrazione in sede di ricorso sono rilevanti e devono essere valutate in chiave prognostica.

pdfConsiglio di Stato n. 2928/2017

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E’ entrato in vigore lo scorso 9 giugno il decreto del 5 maggio 2017, adottato dal ministero dell’Economia e delle Finanze, in concorso con il Ministero del’Interno di “Modifica del decreto 6 ottobre 2011 relativo agli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno” con il quale si determinano i nuovi importi della tassa.
La misura del contributo viene determinata in euro 40,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno; in euro 50,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni; in euro 100,00  per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e per i permessi rilasciati a dirigenti e i lavoratori specializzati.

Il contributo non è dovuto per le richiesta presentata per soggetti minorenni ed in caso di richiesta del duplicato del documento.

Decreto contributo permesso di soggiorno

 

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Il Tribunale di Torino, con una ordinanza del 1 giugno 2017, ha concesso la protezione umanitaria ad un richiedente asilo valutando positivamente la sua integrazione sociale, dimostrata dal buon livello di apprendimento della lingua italiana e dall’attività lavorativa e di volontariato svolta. Il Giudice afferma che pare “corretto valutare che dette attività, attuate in sede di accoglienza dei richiedenti asilo e proiettate nel futuro, possano costituire una stabile e rilevante condizione atta a favorire il positivo inserimento del soggetto nel contesto nazionale, condizione che sarebbe inevitabilmente vanificata in caso di suo forzoso rimpatrio, e che di conseguenza detta circostanza configuri un “serio motivo umanitario”, tale da giustificare il rilascio del permesso di soggiorno.

pdfOrdinanza 1.06.2017

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Il Ministero dell’Interno, con la Circolare del 18 maggio 2017, ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione del nuovo art. 5 bis del D.L. 142 del 2015, rubricato “Iscrizione Anagrafica”.  
In particolare, si chiarisce che l’istituto della convivenza anagrafica deve trovare applicazione nei confronti del richiedente sia che questi si trovi presso un centro di prima accoglienza o in una struttura temporanea sia che sia accolto nel sistema SPRAR, sempre che non sia già registrato individualmente all’anagrafe. La nuova disposizione prevede anche che il responsabile debba dare comunicazione delle modifiche intervenute alla convivenza al competente ufficio di anagrafe entro venti giorni dalla data della variazione e che la comunicazione della revoca delle misure di accoglienza o dell'allontanamento non giustificato del richiedente asilo costituisce motivo di cancellazione anagrafica con effetto immediato. Nella Circolare il Ministero chiarisce che questa ultima disposizione introduce una speciale disciplina della cancellazione anagrafica con effetto immediato,  salvo il diritto dell’interessato ad essere nuovamente iscritto.

pdfCircolare residenza richiedenti asilo

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Con la Circolare del 7 marzo 2017, il Ministero della Salute fornisce alcuni chiarimenti in tema di iscrizione dei richiedenti asilo al Servizio Sanitario Nazionale. In particolare il Ministero ritorna sulla procedura di iscrizione che necessita del previo rilascio del codice fiscale numerico provvisorio. Come già disposto, in accordo con l’Agenzia delle Entrate, il rilascio del codice fiscale deve avvenire al momento della verbalizzazione della domanda di protezione internazionale.Nella circolare si sottolinea, inoltre, la necessità di provvedere alla modifica dell’ASL competente nel caso di trasferimento del rifugiato oppure alla cancellazione dell’iscrizione al momento della perdita dei requisiti.

pdfCircolare Salute richiedenti protezione

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Pubblichiamo il vademecum sulle prestazioni sociali previste per gli stranieri predisposto da Asgi ed aggiornato a maggio 2017. Il vademecum illustra le varie prestazioni sociali, le categorie ammesse, i requisiti previsti dalla legge per potervi accedere ed indica anche le situazioni ancora sottoposte all'Autorità Giudiziaria.

pdfVademecum prestazioni sociali

 

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Il Ministero dell’Interno ed il Ministero del Lavoro hanno diramato la Circolare congiunta dell’8 marzo 2017 contenente le indicazioni operative sulla presentazione delle domande di ingresso e di conversione dei permessi di soggiorno nell’ambito delle quote previste dal decreto flussi del 2017. Nella circolare vengono spiegate le modalità operative e la tempistica nonché sono elencati i diversi moduli necessari per presentazione telematica delle istanze. A seguito delle registrazione sul sito del Ministero sarà disponibile anche un help desk per supportate l’utente nella compilazione dei diversi moduli e nell’invio delle domande.

pdfCircolare decreto flussi 2017

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Con la Circolare n. 3638 del 27 aprile 2017, il Ministero dell’Interno fornisce importanti chiarimenti in tema di riacquisto della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 13, co. 1, lett. c) della L. 91 del 1992 cioè da parte di coloro che hanno perduto la cittadinanza italiana e dichiarano di volerla riacquistare. In questo caso, afferma il Ministero, è possibile effettuare la dichiarazione anche all’estero, presso il Consolato, tuttavia l’interessato deve trasferirsi in Italia entro un anno dalla dichiarazione, pena l’inefficacia della dichiarazione stessa ed il mancato riacquisto della cittadinanza italiana.pdfCircolare riacquisto cittadinanza

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E’ prevista per il 13 marzo 2017 la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il “decreto-flussi” per il 2017 che autorizza in totale 30.850 ingressi tra quelli per lavoro subordinato (riservata a coloro che hanno completato i programmi di formazione all'estero e ai lavoratori di origine italiana), per lavoro stagionale e per lavoro autonomo, nonchè per le conversioni dei permessi di soggiorno per studio e tirocinio in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e autonomo.
Dal 14 marzo sarà possibile compilare, sul sito del Ministero dell'Interno, le domande per gli ingressi per lavoro subordinato non stagionale e per lavoro autonomo e inoltre per le conversioni dei permessi di soggiorno mentre l’invio potrà avvenire solo a partire dalle ore 9.00 del 20 marzo. Dal 21 marzo si potranno preparare on line le domande per l’ingresso dei lavoratori stagionali, ma gli invii saranno possibili solo a  partire dalle ore 9.00 dal  28 marzo. Per tutte le tipologie di ingressi e e per le conversioni il termine della presentazione delle domande è fissato fino al 31 dicembre 2017.

pdfDecreto Flussi 2017

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A partire dal 28 marzo 2017 è entrato in vigore l’accordo che elimina l’obbligo di visto per i soggiorni fino a 90 giorni a favore dei cittadini georgiani dotati di passaporto biometrico. Gli stessi cittadini però dovranno continuare a munirsi di visto di ingresso per i soggiorni di lunga durata o per lavoro. 

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Con ordinanza del 22 febbraio 2017, il Tribunale di Milano ha riconosciuto che l’affissione ad opera di Lega Nord, Lega Lombarda e Lega Nord Saronno di cartelli contenenti  le espressioni “Saronno non vuole clandestini”  “Renzi e Alfano vogliono mandare a Saronno 32 clandestini: vitto alloggio e vizi pagati da noi. Nel frattempo ai saronnesi tagliano le pensioni ed aumentano le tasse” “Renzi e Alfano complici dell’invasione” costituisce una discriminazione. Infatti l’utilizzo del termine “clandestini” (ossia di coloro che si trovano irregolarmente nel territorio) e “richiedenti asilo” (ossia di coloro esercitano il diritto fondamentale di chiedere protezione internazionale) oltre ad essere erronea ha una valenza denigratoria e crea un clima intimidatorio e ostile.

Tribunale di Milano del 22 febbraio 2017

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Il Ministero dell'Interno ha diffuso la Circolare del 24 marzo 2017  in tema di rilascio del permesso di soggiorno per minore età. Nel provvedimento, riconoscendo la necessità di garantire ai minori misure di tutela in relazione alla loro condizione di vulnerabilità l' amministrazione sottolinea l'Esclusione dall'obbligo di esibizione del passaporto o di altro documento equipollente, qualora non disponibile al fine del rilascio permesso di soggiorno per minore età.

pdfCircolare del 24 marzo 2017

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E’ entrato in vigore il 18 febbraio il Decreto legge 17 febbraio 2017, n. 13  contenente disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonche' per il contrasto dell'immigrazione illegale. Come anticipato il decreto istituisce le sezioni specializzate in materia di protezione internazionale che saranno competenti anche sui ricorsi relativi all’allontamento del cittadino comunitario, al ricongiungimento familiare ed all’apolidia. Il decreto intende semplificare e velocizzare le procedure di riconoscimento della protezione internazionale e l'allontanamento di chi non ha diritto alla protezione con l'introduzione di nuove disposizioni in tema di identificazione e notifica dei provvedimenti. Il provvedimento, inoltre, elimina il grado di appello nei ricorsi avverso il diniego delle commissioni, pertanto, avverso la decisione del giudice di primo grado sarà ammesso solo il ricorso per cassazione. Il Decreto rimarrà in vigore per 60 giorni termine entro il quale dovrà essere convertito in legge a pena di decandenza.

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Con l'approvazione definitiva della camera, il 12 aprile scorso, è stato convertito in legge con modificazioni il decreto n. 13 del 17 febbraio 2017 contenente misure urgenti per il contrasto dell'immigrazione illegale. Il provvedimento introduce pesanti innovazioni in tema di semplificazione ed accelerazione dei tempi delle procedure di riconoscimento della protezione internazionale con la soppressione del grado di appello nei giudizi contro i dinieghi e con l'introduzione di nuove sezioni specializzate presso i tribunali. Introduce novità anche in tema di accoglienza prevedendo, tra l'altro, la possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità da parte dei richiedenti asilo. Infine al posto dei CIE verranno istituiti i Centri di permanenza per il rimpatrio.

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Il 10 febbraio 2017 il Governo ha varato un decreto legge che contiene importanti misure in relazione all’accoglienza dei richiedenti asilo e alla procedura di riconoscimento della protezione internazionale. In particolare, il Governo ha intenzione di aumentare il numero delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale presenti sul territorio e di creare sezioni specializzate nel diritto di asilo presso i Tribunali. Per quanto riguarda la procedura, il decreto elimina il grado di appello nei ricorsi avverso il diniego delle commissioni, pertanto,  avverso la decisione del giudice di primo grado sarà ammesso solo il ricorso per cassazione. Il decreto è in fase di pubblicazione e non è ancora entrato in vigore, potrebbe inoltre subire ulteriori modifiche.

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A seguito dell'approvazione della nuova legge sui minori stranieri non accompagnati, si profilano importanti novità in relazione alla tipologia di permessi di soggiorno rilasciati ai minori. Dovranno, infatti, cessare i rilasci dei permessi di soggiorno per affidamento, attesa affidamento o integrazione del minore e tutti i permessi di soggiorno dovranno essere rilasciati per minore età e per motivi familiari. Il minore, inoltre, potrà richiedere direttamente il permesso di soggiorno alla questura competente, anche in assenza della nomina del tutore.

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L’importo annuo dell’assegno sociale per il 2017 sarà pari ad euro 5.824,91. Come è noto l’importo dell’assegno sociale regola i parametri di reddito per la richiesta di ricongiungimento familiare e di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
Con un importo di euro 5.824,91 ecco alcuni esempi di limiti minimi di reddito per il 2017:

Richiedente e 1 familiare : 8.737,36 € annui
Richiedente e 2 familiari - 11.649,82 € annui

Per ogni familiare in più occorre aggiungere 2912,45 €
Richiedente e 2 o più minori di 14 anni - 11.649,82 annui
Richiedente e 2 o più minori di 14 anni e un familiare - 14.562,27 € annui

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Con la Circolare del 28 febbraio 2017, il Ministero dell'Istruzione fornisce le indicazioni per le procedure di ingresso e soggiorno degli studenti universitari stranieri per l'anno accademico 2017/2018. Le disposizioni riguardano gli ingressi per lungo periodo e riguardano il rilascio del visto di ingresso per studio, il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno per studio, le modalità di iscrizione ai corsi e di valutazione dell'idoneità dello studente all'iscrizione.

pdfCircolare Ministero Istruzione anno 2017/2018

 

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A seguito dell’approvazione della legge sulle unioni civili, il Governo era intervenuto con il D.P.C.M. del 23 luglio 2016. Nel provvedimento si leggeva tra l’altro che che il cittadino straniero che voglia costituire in Italia un'unione civile in Italia, è tenuto a presentare all'ufficiale dello stato civile il nulla osta da parte dell'autorità competente del proprio Paese di origine. Tuttavia, ciò risultava particolarmente difficile per i paesi nei quali l’omosessualità è vietata o anche perseguita penalmente. Con i provvedimenti varati il 13 gennaio 2017 si è ora chiarito che il cittadino straniero che non possa ottenere dal suo paese di origine il certificato di stato libero, possa invece produrre una dichiarazione sostitutiva.

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Il 29 marzo scorso il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sui minori stranieri non accompagnati (MSNA). Si tratta di una testo che disciplina in maniera organica tutta la materia dell'accoglienza e della tutela dei diritti del minore introducendo importanti disposizioni in tema di identificazione ed accertamento dell'età, nomina del tutore, strutture di accoglienza, casi di rimpatrio assistito e tutela dei minori vittime di tratta. La normativa entrarà in vigore a seguito della promulgazione e della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.


 

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Come è noto, il Parlamento, nell’aprile del 2014, aveva approvato in via definitiva la legge-delega sulla riforma delle sanzioni che prevedeva di trasformare in illecito amministrativo il reato di ingresso e soggiorno nel territorio dello Stato. Tuttavia il Governo non aveva ritenuto di mettere mano al testo e ancora nel gennaio del 2016 il Governo Renzi aveva deciso di posticipare l’intervento sulla materia per timore delle reazioni dell’opinione pubblica in tema di sicurezza. Ora il nuovo Governo Gentiloni potrebbe, invece, giungere al passo finale e provvedere finalmente all’abrogazione nell'ambito delle modifiche attualmente allo studio su espulsione ed asilo.

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E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 marzo 2017 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 con i nuovi Livelli essenziali di assistenza cd. “LEA”. Il provvedimento sostituisce il DPCM 29 novembre 2001 anche in materia di iscrizione al SSN degli stranieri. In particolare, all’art. 63, il decreto afferma che “I minori stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno sono iscritti al Servizio sanitario nazionale ed usufruiscono dell'assistenza sanitaria in condizioni di parità con i cittadini italiani”.

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Il Tribunale di Torino, con l’ordinanza dal 19 dicembre 2016, pur affermando che la situazione del Gambia, paese di provenienza del richiedente, non integra i requisiti per il riconoscimento della protezione internazionale, ha tuttavia ritenuto che la stessa sia caratterizzata da molteplici e gravi violazioni dei diritti umani. Il Giudice, dunque, proprio in ragione di tale situazione, ha deciso di riconoscere la protezione umanitaria, avendo riguardo del fatto che il ricorrente ha lasciato il proprio paese da minorenne e non conserva alcun legame familiare in quel territorio.

pdfTribunale Torino 19.12.16

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