Minori MSNA

Quali sono le caratteristiche del percorso di un msna richiedente asilo?

Quando la domanda di protezione internazionale è presentata da un MSNA, la Questura competente in relazione al luogo in cui dimora sospende il procedimento e ne dà immediata comunicazione al Tribunale per i Minorenni, che nelle 48 successive alla comunicazione ricevuta dovrebbe provvedere alla nomina del tutore. Il tutore o, se questo non è stato ancora nominato, il responsabile della struttura di accoglienza in cui si trova il minore, in quanto esercente i poteri tutelari in via provvisoria, prende immediato contatto con la Questura per la conferma della domanda ai fini dell’ulteriore corso del procedimento. Il MSNA ha diritto all’esame prioritario della propria richiesta di asilo.
Nel corso del colloquio personale presso la Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale deve essere necessariamente presente un componente con specifica formazione, alla presenza del tutore, dell’avvocato eventualmente nominato e di eventuale personale di sostegno (ad es. un operatore della struttura in cui è accolto). Peraltro, il minore, dopo essere stato ascoltato alla presenza del tutore, può essere nuovamente ascoltato da solo se la Commissione ritiene che ciò sia necessario in relazione alla sua situazione personale e nel suo esclusivo interesse.
Già prima dell’entrata in vigore del D.L. 113/2018, ai fini del riconoscimento di una forma di protezione, non era comunque sufficiente la sola minore età, ma occorreva fornire ulteriori indicazioni in merito a specifiche ed ulteriori ragioni di vulnerabilità che potessero giustificare quanto meno la sussistenza dei presupposti per la protezione umanitaria. In questo senso, anche un percorso di integrazione particolarmente significativo poteva risultare importante, perché avrebbe comportato un maggiore pregiudizio nell’eventualità del rimpatrio nel Paese d’origine e quindi una situazione di vulnerabilità idonea a giustificare il riconoscimento della protezione umanitaria.
Oggi, a seguito dell’abrogazione della protezione umanitaria ad opera della L. 132/2018 la Commissione territoriale potrà prendere in considerazione unicamente la sussistenza dei presupposti previsti per la protezione internazionale o speciale.
Per tale ragione risulta fondamentale circostanziare approfonditamente le domande presentate, in modo da sottolineare la presenza di eventuali atti contro l’infanzia e l’adolescenza subiti che, se gravi, possono costituire forme di persecuzione rilevanti ai fini del riconoscimento dello status di rifugiato (violenza domestica, tratta, sfruttamento lavorativo, matrimoni forzati, l’aver vissuto nel Paese d’origine come minori di strada, ecc.).

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