Abitare

Gli stranieri e la questione abitativa

In Italia la legge che governa le locazioni è nazionale. L'accesso alla casa, in Italia, a linee generali avviene per il tramite di 3 canali:

il mercato privato della locazione, normato fondamentalmente da tre leggi: il codice civile, la legge n. 392 del 1978 (la così detta legge sull'equo canone) e la legge n. 431/98.
l'edilizia residenziale pubblica, governata da politiche di programmazione regionali differenti
le soluzioni di "Housing Sociale", temporanee o finalizzate alla permanenza di lungo periodo, con sistemazioni di tipo individuale o collettivo, normalmente gestite da soggetti del privato sociale.

Il cittadino di nazionalità straniera, che vive regolarmente sul territorio nazionale, può individuare risposta al suo bisogno abitativo secondo i medesimi canali previsti per il cittadino italiano, ed accedere alle medesime misure in termini di risposta abitativa pubblica (in presenza dei requisiti di lungo residenza previsti) e misure di sostegno della locazione.

La "questione abitativa" riguarda tutti i cittadini, sia i cosiddetti "migranti economici" sia i richiedenti asilo e rifugiati. Se per i migranti titolari di regolare permesso di soggiorno la carriera abitativa sul territorio nazionale (e Piemontese nello specifico) offre sostanzialmente le medesime opportunità offerte ai cittadini italiani, per i richiedenti asilo e rifugiati la situazione è diversa.

Dopo l'arrivo nei Centri di Primo Soccorso ed Accoglienza (Hotspot) ed in quelli previsti per la successiva sistemazione, si passa alle strutture di Accoglienza per richiedenti Asilo e Rifugiati (sistema Sprar - facente capo ad un Servizio Centrale gestito da Anci), e ai Centri di Accoglienza Straordinari (Cas- facenti capo alle singole Prefetture), oltre che a soluzioni innovative di accoglienza diffusa. Una volta "usciti" da queste sistemazioni abitative "accompagnate e gestite da soggetti terzi", qualora il richiedente abbia ottenuto lo status e dunque sia regolare sul territorio nazionale, le opportunità abitative che gli si prospettano sono le medesime (stante la presenza dei necessari requisiti) che si prospettano agli altri cittadini.

Casi particolari erano quelli dei migranti stagionali: sino al 2012 vigeva il sistema delle quote, oggi non più presente. I flussi attuali sono composti da poche migliaia di stagionali, alla cui sistemazione abitativa deve provvedere il datore di lavoro. Evidentemente si verificano ancora casi di immigrati che - svolgendo attività lavorative stagionali - si trovano a vivere in condizioni abitative precarie. Esiste poi la situazione specifica dei collaboratori famigliari, per lo più donne, che di solito vengono ospitati nella casa della persona da assistere.

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