Abitare

Per i cittadini comunitari o extra-comunitari valgono gli stessi diritti/doveri - in materia di accesso all'abitare - validi per i cittadini italiani?

Sì. Per tutti è possibile accedere al mercato privato della locazione ed alle opportunità pubbliche di sostegno all'abitare attive. In particolare la Regione Piemonte, con l'art. 3 della Legge n. 3/2010, equipara i requisiti di accesso all’edilizia sociale tra cittadini italiani, comunitari ed extra comunitari, introducendo un requisito di anzianità di residenza comune (da un minimo di 3/5 anni, a discrezione del Comune).
Evidentemente, per i cittadini extra-comunitari, occorre dimostrare la propria regolarità sul territorio nazionale. Una differenza che tutt'ora permane invece, penalizzando di fatto i cittadini extra-comunitari, è quella relativa ai criteri di accesso al Fondo Nazionale di Sostegno alla Locazione, istituito dalla Legge n. 431/98, articolo 11, con dotazione annua determinata dalla Legge finanziaria ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, ma non più erogato dal 2015.
Era un fondo rivolto ad inquilini - titolari di regolare e registrato contratto di locazione per un immobile ad uso abitativo - aventi un ISEE in corso di validità inferiore o pari a quello annualmente stabilito per beneficiare della condizione di morosità incolpevole nell'Edilizia Sociale (per il 2015 era pari a € 6.241,67), con un'incidenza del canone di locazione corrisposto sull'ISEE superiore al 50%.
Per quanto riguarda la Regione Piemonte, erano beneficiari i cittadini:
• residenti in Piemonte
• titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato per un immobile ad uso abitativo
se Cittadini di Paesi Terzi, era richiesta la residenza in Piemonte da almeno 5 anni o in Italia da almeno 10 anni

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