Riconoscimento dei titoli

Riconoscimento dei titoli di studio, qualifiche e competenze

Come è possibile valorizzare in Italia il percorso di studi e professionale svolto all’estero?
I percorsi di studi e professionali che in Italia consentono di valorizzare quanto acquisito in un altro paese possono essere diversi, a seconda della finalità:
  • riconoscimento formale del titolo di studio o della qualifica professionale: è necessario presentare domanda di riconoscimento del titolo, allegando la documentazione richiesta, all’ente italiano competente. In caso di accettazione il titolo estero acquisisce in Italia lo stesso valore legale del titolo italiano corrispondente. L’ente competente può accettare la richiesta, respingerla o richiedere il superamento di misure compensative;
  • riconoscimento di un titolo di studio e di crediti formativi, per proseguire in Italia un percorso di studi (istruzione, formazione professionale, istruzione tecnica superiore, università o istituti AFAM, Alta Formazione Artistica e Musicale e Coreutica, Accademie di Belle Arti e Conservatori di musica: è necessario fare richiesta di iscrizione all’ente formativo responsabile del percorso di studi a cui si è interessati, allegando la documentazione necessaria, per la valutazione del proprio percorso di studi al fine dell’accesso e/o al fine di ottenere un’abbreviazione di carriera. Se la richiesta viene accetta è possibile iscriversi e completare il percorso di studi;
  • riconoscimento per l’accesso a concorsi pubblici e al pubblico impiego, ad altro tipo di corsi o concorsi per l’impiego, a tirocini formativi specifici e al praticantato: si chiede all’ente competente di valutare il proprio titolo come equivalente al titolo italiano richiesto per quella specifica finalità;
  • percorsi di validazione e certificazione delle competenze anche non formali e informali a livello regionale: si tratta di percorsi che riconoscono in tutto o in parte una certificazione regionale. In Piemonte è attualmente possibile accedervi tramite l’ingresso in progetti che ne prevedano la sperimentazione (si tratta di un sistema di recente avvio).
È importante conoscere la lingua italiana?
In quasi tutti i percorsi la conoscenza della lingua italiana è molto importante e talvolta viene richiesto il possesso di una apposita certificazione.
Presso i Centri per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) del territorio sono previsti corsi di alfabetizzazione, di preparazione agli esami di certificazione e di approfondimento della conoscenza della lingua italiana. È inoltre possibile chiedere informazioni sulle altre possibilità di formazione linguistica presso gli uffici che si occupano di orientamento (Centri per l’impiego, Informagiovani e altro).
È sempre necessario avviare un percorso di riconoscimento per poter svolgere in Italia la professione per cui ci si è formati e di cui si ha esperienza?
Per lavorare non sempre è necessario attivare un percorso di riconoscimento. Le professioni non regolamentate in Italia, quelle cioè che non hanno requisiti specifici di accesso definiti per legge, sono ad accesso libero (mai nel caso delle professioni sanitarie).
Che cosa è necessario sapere prima di avviare un percorso di riconoscimento?
Le pratiche di riconoscimento richiedono:
  • di attivarsi nel paese in cui si è studiato;
  • di prevedere dei costi (diversi in ogni paese) per pratiche di legalizzazione e traduzione, marche da bollo, delle eventuali misure integrative (dette “misure compensative”, cioè un esame, un tirocinio formativo-valutativo o l’acquisizione di crediti o annualità di studio);
  • di sapere che la durata dei percorsi dipende da diversi fattori (ad esempio dalla possibilità di attivarsi velocemente, dai tempi delle amministrazioni pubbliche, dai tempi per il superamento delle eventuali misure compensative, dalla previsione di finestre temporali per la consegna delle richieste).
Che cosa si intende con riconoscimento e come funziona?
Vi sono diverse tipologie di riconoscimento:
  1. Il riconoscimento con la logica dell’equipollenza, si intende il conferimento a un titolo di studio o professionale conseguito all’estero dello stesso valore legale del titolo italiano corrispondente; la valutazione da parte dell’ente competente avviene secondo una logica comparativa (vengono paragonati nel dettaglio i programmi di studio effettuati all’estero e quelli previsti per l’analogo percorso in Italia) e sulla base della situazione individuale del richiedente.
L’esito positivo può essere di riconoscimento immediato oppure di riconoscimento subordinato al superamento di misure integrative, dette “misure compensative”, cioè un esame, un tirocinio formativo-valutativo o l’acquisizione di crediti o annualità di studio; se i requisiti non sono sufficienti l’esito sarà di diniego (negativo).
Per i titoli di studio (diplomi di scuola secondaria di I e II grado e titoli accademici) avviene tramite rilascio, da parte dell’ente italiano competente per l’analogo percorso, di una dichiarazione di equipollenza.
Per le qualifiche professionali (titoli che afferiscono ad una professione regolamentata dalla legislazione nazionale, che ne stabilisce il titolo di studio indispensabile per l’accesso e i successivi requisiti per l’esercizio della professione, dal tirocinio, all’esame di Stato, alle norme di deontologia professionale) avviene tramite la pubblicazione di un decreto di riconoscimento della qualifica professionale da parte del Ministero italiano competente per quella professione;

2. Il riconoscimento con la logica dell’equivalenza, sono previste delle forme di riconoscimento finalizzate ad uno specifico scopo, che prevedono una valutazione più generale sul livello nel sistema educativo estero e sulle caratteristiche del titolo estero; gli effetti giuridici di un’equivalenza sono prodotti per lo specifico scopo per cui viene richiesta. Si tratta dunque di una richiesta valida soltanto per una singola occasione, da eventualmente ripresentarsi per una occasione seguente. L’esito può essere negativo o positivo. Si tratta di percorsi di riconoscimento di un titolo di studio per proseguire in Italia un percorso di studi, di percorsi per l’accesso a concorsi pubblici e al pubblico impiego o ad altra forma di corso o concorso per il lavoro, a tirocini formativi specifici e al praticantato e per l’iscrizione ai Centri per l’Impiego.

Dove è consultabile l’elenco delle professioni regolamentate in Italia?
Come funzionano e che tempistiche hanno i procedimenti di riconoscimento (equipollenza) di un titolo di studio o una qualifica professionale?
Una volta ricevute le richieste l’amministrazione competente provvede all’analisi della documentazione e, se completa, la sottopone alla valutazione dell’organo deputato, che sancisce l’esito della domanda.
Di seguito i possibili esiti:
  • Riconoscimento/Equipollenza
    La richiesta viene accolta e l’ente competente ne rilascia relativo documento formale (Decreto di riconoscimento o Dichiarazione di equipollenza), che ha valore immediato. Nel caso del riconoscimento di una qualifica possono essere necessarie alcune altre prescrizioni per l’effettivo esercizio della tua professione (ad esempio il deposito del decreto presso la Camera di Commercio, l’iscrizione ad un albo/ordine professionale, l’esercizio della professione entro un termine definito, eccetera).
  • Riconoscimento vincolato al superamento di misure compensative 
    La richiesta di riconoscimento è accolta, ma il contenuto della formazione e/o esperienza è stato valutato non completo. L’effettivo riconoscimento viene vincolato al superamento di misure compensative, cioè ulteriori verifiche su alcune materie.
    Per i riconoscimenti di qualifiche professionali si tratta di un esame teorico-pratico (prova attitudinale) o di un periodo di tirocinio specifico della durata massima di tre anni (tirocinio di adattamento).
    Per cittadini Ue, nella maggior parte dei casi, viene data la possibilità di scegliere quale misura compensativa attivare; negli altri casi viene definita dall’ente competente.
    Per i riconoscimenti di titoli di studio, le misure compensative consistono nel sostenere una parte dei percorsi (ad esempio alcuni esami o altri crediti, o annualità).
    Superate le misure prescritte, il riconoscimento diventerà effettivo.
  • Diniego
    La richiesta non viene accolta. L’esito negativo deve indicare anche le motivazioni, che possono riguardare le caratteristiche del titolo della tua formazione.
Come funzionano e che tempistiche hanno i procedimenti di riconoscimento (equivalenza) di un titolo di studio?
Una volta ricevute le richieste l’amministrazione competente provvede all’analisi della documentazione, la riposta dovrebbe avvenire entro la data della selezione, in caso di ritardo, si è autorizzati a partecipare alla selezione “sotto condizione”, in attesa cioè di risposta.
Di seguito i possibili esiti; la richiesta di equivalenza può essere: • accettata, in questo caso sarà confermata la possibilità di accedere al percorso richiesto, • negata, in questo caso il percorso avviato viene invalidato (una risposta negativa arrivata dopo aver effettuato sotto condizione la selezione determina l’esclusione dalla stessa indipendentemente dal posto raggiunto in graduatoria).
Quali sono i documenti richiesti?
I documenti richiesti variano a seconda del percorso scelto, in generale, per avviare la maggior parte dei percorsi, è necessario disporre di:
  • documentazione in originale riferita al titolo che si intende riconoscere (in genere legalizzata e tradotta);
  • relativi documenti informativi, documenti che forniscono informazioni sul titolo estero cui sono allegati e sono rilasciati nel paese di acquisizione del titolo o in Italia;
  • eventuali altri documenti, ad esempio in molti percorsi vengono chieste le pagelle o gli estratti degli esami, nei percorsi di equipollenza spesso vengono richiesti i programmi formativi degli studi effettuati, distinti per materia.
I titolari di protezione internazionale sono equiparati a un cittadino Ue in tutte le pratiche ed è possibile concordare con gli enti competenti deroghe alla disposizione che prevede di essere in possesso del documento originale legalizzato; alcune pratiche non sono richieste e i documenti informativi possono essere richiesti tramite appositi servizi.
Che cosa sono i documenti informativi da allegare al titolo di studio o alla qualifica?
I documenti informativi sono dei documenti che forniscono informazioni sul titolo estero cui sono allegati e sono rilasciati nel paese di acquisizione del titolo o in Italia; in particolare forniscono informazioni su:
  • livello di istruzione nel sistema educativo
  • istituzione rilasciante e veridicità del documento
  • natura (studio o professionalizzante).
I principali documenti informativi sono:
  1. Dichiarazione di Valore in loco, è rilasciata dalle Rappresentanze Diplomatiche italiane all’estero (Ambasciate/Consolati) competenti per territorio, che hanno l’onere di accertare l’autenticità del titolo in questione e le sue caratteristiche. È possibile richiedere la Dichiarazione di Valore per motivi di studio (informazioni relative esclusivamente alle caratteristiche del titolo di studio) o per motivi professionali (informazioni relative anche ad altri requisiti necessari all’esercizio di una professione).
  2. Dichiarazione di conformità alla normativa europea (o anche Certificazione di Conformità), certifica che un titolo professionale è conforme a quanto prescritto dalla direttiva 2005/36/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio. È un documento rilasciato dall’autorità competente del paese di provenienza per una data professione regolamentata, è valido solo per titoli acquisiti in paesi Ue.
  3. Attestato di comparabilità del titolo estero, viene rilasciato dal CIMEA (Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche), la procedura di richiesta si svolge online.
    È un documento di carattere informativo che riporta le informazioni generali riferite al titolo estero e fornisce un parere sulla corrispondenza nel sistema educativo italiano, è accettato dalla maggior parte delle università nelle procedure di riconoscimento di un titolo di studio o di ammissione ai corsi accademici.
Come fare per esercitare la professione sviluppata in un altro paese?
Per svolgere in Italia una professione studiata o esercitata in un paese estero, se si tratta di una professione regolamentata in Italia (cioè una professione per cui sono previsti requisiti specifici di accesso definiti per legge), è necessario richiedere il riconoscimento della qualifica professionale al Ministero italiano competente per quella professione.
Se invece si tratta di una professione non regolamentata in Italia (una professione per cui non sono previsti requisiti specifici di accesso, cioè una professione ad accesso libero), è possibile svolgerla senza alcuna limitazione (ad eccezione delle professioni sanitarie).
Dove è possibile trovare maggiori informazioni sul riconoscimento delle qualifiche professionali, l’elenco delle professioni regolamentate e dei ministeri competenti?
È possibile trovare maggiori informazioni sul portale https://qualifyme.it/ alla pagina del percorso Riconoscimento di un titolo o qualifica professionale.
Come fare per partecipare ad un concorso pubblico o ad altre forme di accesso al pubblico impiego con un titolo estero?
È possibile partecipare ad un concorso pubblico o ad altre forme di accesso al pubblico impiego tramite procedura di equivalenza del titolo di studio estero ai fini della partecipazione ad una selezione che abbia, come requisito, il possesso di un certo titolo di studio. Il provvedimento di equivalenza è valido solo per il concorso a cui fa riferimento, per cui si inoltra la richiesta; per qualsiasi altro concorso pubblico sarà quindi necessario presentare una nuova domanda di equivalenza.
La documentazione necessaria per la richiesta di equivalenza è la seguente:
  • titolo estero tradotto e legalizzato, con allegata Dichiarazione di Valore;
  • piano di studi/estratto esami tradotto e legalizzato (non richiesto per la licenza media);
  • bando del concorso pubblico/selezione cui si vuole partecipare.
È possibile trovare maggiori informazioni sui percorsi di equivalenza consultando il portale qualifyme.it, alla pagina dei percorsi per Fini specifici.
I cittadini di paesi terzi possono partecipare a concorsi pubblici e accedere al pubblico impiego?
Ad oggi, la partecipazione a concorsi pubblici o ad altre forme di accesso al pubblico impiego è concessa solo ai cittadini UE e ai cittadini extra UE soggiornanti di lungo periodo e ai loro familiari, nonché ai titolari di protezione internazionale (equiparati ai cittadini Ue).
Come fare per proseguire gli studi in Italia, vedendo riconosciuto il percorso estero?
In linea generale è necessario essere in possesso di un titolo di studio di livello equivalente al titolo italiano richiesto per l’accesso al percorso del sistema educativo di istruzione e formazione scelto, che consenta, nel paese di conseguimento, di accedere ad un analogo percorso. I documenti richiesti possono variare sensibilmente a seconda del tipo di percorso formativo scelto:
  • Istruzione secondaria di I grado (licenza media),
  • Istruzione secondaria di II grado (diploma di maturità),
  • Formazione Professionale regionale (qualifica, specializzazione, patenti di mestiere e abilitazioni, formazione continua),
  • Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS),
  • Istruzione Tecnica Superiore (ITS),
  • Istruzione accademica o AFAM (Laurea, Laurea Magistrale, master, Specializzazione, Dottorato).
Per persone fino a 29 anni di età è possibile acquisire i titoli di studio anche tramite percorsi di apprendistato (contratti di formazione e lavoro).
È possibile trovare maggiori informazioni sui documenti richiesti e gli enti competenti per i singoli percorsi consultando il portale https://qualifyme.it, alla sezione Iscrizione ad un percorso formativo.
Ci sono possibilità di sostegno alla frequenza di percorsi di studio (prestazioni di sostegno al diritto allo studio)?
Il diritto allo studio è il diritto di ognuno all’accesso e al conseguimento dei risultati negli studi a prescindere dalle condizioni socio-economiche individuali. Il sostegno al diritto allo studio si realizza attraverso diversi interventi, che variano a seconda della tipologia di istruzione e sono attuati sia a livello nazionale che territoriale, e che sono utili a garantire a ciascuno il diritto all’istruzione: ad esempio borse di studio, servizi alloggiativi, esenzioni totali o parziali delle quote di iscrizione, libri gratuiti ed altre agevolazioni.
A chi è possibile rivolgersi:
  • Ente regionale per il Diritto allo Studio, EDISU Piemonte (per percorsi universitari), che eroga borse di studio e risorse abitative e si occupa anche di altre provvidenze (mense, sussidi straordinari, orientamento, aule studio, spazi culturali/ricreativi/sportivi) rivolte a tutti gli studenti;
  • Atenei (per percorsi universitari), che possono erogare direttamente alcuni benefici, rivolti a studenti meritevoli ma privi di mezzi, che non hanno accesso alle risorse erogate dagli enti regionali per il Diritto allo Studio;
  • Altri enti pubblici o privati (per tutti i percorsi), che possono erogare benefici di sostegno allo studio (bandi per borse di studio aperti da fondazioni private) e fornire opportunità di microcredito (forme di finanziamento agevolate di sostegno ad una progettualità).
A chi è possibile rivolgersi per ricevere orientamento e informazione?
Esistono dei servizi attivi a livello nazionale che offrono supporto a quanti intendano riconoscere il proprio titolo di studio o professionale o siano interessati a riprendere gli studi grazie a dei titoli acquisiti all’estero.
Per saperne di più è possibile rivolgersi a:
  • il CIMEA - Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche, che può dare informazioni su tutti i percorsi di riconoscimento,
  • il Punto di contatto nazionale sulle qualifiche, che può dare informazioni sui precorsi di riconoscimento di titoli e qualifiche professionali.
Esistono anche servizi e progetti attivi nei vari territori regionali nel campo dell’orientamento anche sul tema dei titoli di studio e delle qualifiche professionali.
In Piemonte è possibile avere specifica informazione, orientamento e consulenza su questi temi presso lo sportello Extra-Titoli (attivo a Torino e in altre città del Piemonte).
Per trovare informazioni sui percorsi possibili per utilizzare in Italia titoli di studio e qualifiche, su documenti richiesti ed enti competenti, è possibile consultare il portale https://qualifyme.it.  

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