Contratti di lavoro

Venerdì, 18 Gennaio 2019 10:55

Video - Cittadinanza italiana

Video che illustra le principali Domande e Risposte sul tema dell'acquizione della cittadinanza italiana.

Contenuti tratti dalla guida pratica per cittadini stranieri ed operatori "Vivere, Studiare, Lavorare in Italia"

 

Scheda completa sul tema CITTADINANZA

 

Prodotto nell'ambito del Piano Integrato degli Interventi in materia di inserimento lavorativo e di integrazione sociale dei migranti. (Fondo Politiche Migratorie)

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La legge n. 132/2018 ha introdotto la revoca della cittadinanza italiana acquisita per matrimonio, naturalizzazione o a seguito di dichiarazione di elezione al diciottesimo anno di età per coloro che abbiano riportato una condanna definitiva per alcuni reati in materia di terrorismo ed eversione dell’ordinamento costituzionale. La revoca è adottata entro tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno.

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A seguito dell’approvazione della L. 132/2018, è richiesta la dimostrazione di un’adeguata conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello B1 del Quadro comune Europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue. I richiedenti che non abbiano sottoscritto l’accordo di integrazione o non siano titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo sono tenuti a depositare il titolo di studio conseguito presso un istituto di istruzione pubblico o paritario oppure a produrre apposita certificazione.

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Il percorso di formazione su "Lavoro e Migrazione" nell'ambito del Piano Integrato degli interventi in materia di inserimento lavorativo e di integrazione sociale dei migranti della Regione Piemonte (finanziato dal Fondo Politiche Migratorie) è stato avviato da una prima sessione plenaria il 14 giugno 2017 a Torino, e a partire da ottobre è continuato su quattro territori (Torino, Asti, Cuneo e Novara).

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lungo sogg provinceLa percentuale di cittadini stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo è più elevata nelle province di Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Asti.

Mentre nella citta metropolitana di Torino prevalgono i permessi di soggiorno a termine.

 

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Dati al 31/12/2017
Fonte: Dossier Statistico Immigrazione 2018 - Idos

Il provvedimento di diniego deve essere motivato e notificato al cittadino straniero.
Contro il provvedimento di diniego è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del luogo in cui ha sede la questura che ha emanato il provvedimento entro 60 giorni dalla data della notifica del provvedimento.

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Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è revocato:

  1. se è stato acquisito fraudolentemente;
  2. in caso di espulsione;
  3. se lo straniero diventa un pericolo per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato;
  4. in caso di assenza dal territorio dell’Unione europea per 12 mesi consecutivi;
  5. in caso di assenza dal territorio italiano per 6 anni;
  6. in caso di rilascio di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo da altro stato membro dell’Unione europea;
  7. in caso di cessazione o revoca dello status di rifugiato o dello status di titolare della protezione sussidiaria, in presenza di determinate condizioni.

La revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ove non si debba procedere all’espulsione, consente il rilascio di altro tipo di permesso di soggiorno sussistendone i presupposti.

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Oltre a quanto previsto per lo straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato, il titolare del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo può:

  1. fare ingresso in Italia in esenzione di visto e circolare liberamente sul territorio dello Stato;
  2. svolgere ogni attività lavorativa subordinata (senza necessità di stipula del contratto di soggiorno) e autonoma, salvo quelle che la legge riserva al cittadino o vieta allo straniero;
  3. usufruire delle prestazioni di assistenza sociale, previdenza sociale, di quelle relative a erogazioni in materia sanitaria, scolastica e sociale;
  4. partecipare alla vita pubblica locale.
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La domanda è presentata presso gli Uffici postali abilitati su appositi moduli presentando la seguente documentazione:

  1. la fotocopia integrale del passaporto o altro documento equipollente in corso di validità;
  2. la fotocopia del permesso di soggiorno;
  3. la fotocopia del codice fiscale;
  4. il certificato del casellario giudiziale e certificato delle iscrizioni relative ai procedimenti penali;
  5. la certificazione relativa alla disponibilità di un alloggio idoneo se la domanda è presentata anche per i familiari;
  6. la fotocopia della documentazione attestante la disponibilità di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;
  7. la fotocopia della dichiarazione di ospitalità o di cessione di fabbricato o del contratto registrato di locazione o di compravendita;
  8. la documentazione relativa alla residenza e allo stato di famiglia, in caso di richiesta anche per i familiari;
  9. quattro fotografie formato tessera.
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Non possono richiedere il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo:

  1. i titolari di permesso di studio o formazione professionale;
  2. i titolari di permesso per protezione temporanea e per motivi umanitari;
  3. i richiedenti la protezione internazionale;
  4. i titolari di permessi di soggiorno per volontariato, soggiorno per motivi diplomatici o missione speciale;
  5. i titolari di visti o permessi di soggiorno di breve periodo;
  6. i cittadini stranieri pericolosi per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

I periodi di soggiorno per i motivi indicati ai numeri 1, 2, 3 e 4 sono tuttavia computati ai fini del calcolo del periodo di cinque anni.

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